5 Marzo 2026

“Before&After – L’impatto umano nella sua forma peggiore”

 

In partenza la campagna  in aiuto delle  popolazioni colpite dalle crisi umanitarie a Gaza, in Sudan ed in Etiopia

Roma, 5 marzo 2026 – Tre immagini satellitari senza filtri, senza ritocco e post – produzione, per mostrare l’impatto più rapido e brutale che l’essere umano può imprimere sulla Terra: quello della guerra.

Tre scatti dall’alto: Gaza (link), El Geneina in Sudan (link) e il campo profughi di Mai Aini nella regione del Tigray in Etiopia (link),  raccontano un “prima” e un “dopo” che non lascia spazio a interpretazioni. Interi quartieri cancellati. Case, negozi, scuole, ospedali e infrastrutture idriche ridotti in macerie. Non solo edifici distrutti, ma vite spezzate, comunità disgregate, un presente compromesso e un futuro tutto da ricostruire.

Da qui riparte “Before&After – L’impatto umano nella sua forma peggiore ,la campagna solidale lanciata da Oxfam e realizzata con il contributo di Karen Film. Dopo il primo lancio lo scorso novembre che ha portato la campagna nelle principali città italiane con affissioni outdoor, si affianca ora una presenza capillare digitale, che amplifica la portata del messaggio e rende impossibile distogliere lo sguardo.

L’iniziativa sosterrà il lavoro quotidiano portato avanti nei tre paesi dall’organizzazione umanitaria a fianco delle comunità più colpite e sarà possibile sostenerla su: oxfam.it/beforeafter

A Gaza centinaia di migliaia di sfollati sono allo stremo

Il conflitto a Gaza dall’ottobre del 2023 ha causato più di 71 mila vittime civili, distrutto o danneggiato oltre l’80% di tutte le strutture e abitazioni della Striscia e il 77% della rete stradale. A quasi 5 mesi dall’inizio del cessate il fuoco temporaneo, circa 1,3 milioni di persone sono allo stremo, costrette a sopravvivere in tenda o in alloggi di fortuna in aree prive di servizi igienico-sanitari di base.

Qui Oxfam lavora per garantire l’accesso all’acqua, mezzi di sussistenza, protezione e supporto alle famiglie sfollate, in un contesto in cui i bisogni continuano a crescere esponenzialmente. Un lavoro quotidiano che ha consentito dall’inizio del conflitto nella Striscia di soccorrere oltre 1,3 milioni di persone nelle zone più colpite, tra cui centinaia di migliaia negli ultimi mesi.

A fianco delle comunità più colpite da conflitti e crisi climatica in Etiopia

L’Etiopia affronta oggi una crisi umanitaria complessa, alimentata da conflitti persistenti, shock climatici ricorrenti ed emergenze sanitarie. La malnutrizione resta sopra la soglia di emergenza e colpisce milioni di persone; laccesso ai servizi di base, inclusa lacqua pulita, è gravemente compromesso in molte regioni. In particolare nel nord del Paese e nella regione del Tigray, il conflitto scoppiato tra il 2020 e il 2022 ha causato centinaia di migliaia di vittime e colpito oltre 1 abitante su 3.

Per fronteggiare l’emergenza i team di Oxfam hanno lavorato per portare acqua pulita, cibo e beni di prima necessità a centinaia di migliaia di persone delle comunità più povere nel Tigray. Un intervento realizzato anche nella regione di Gambella, dove si trovano oltre 388 mila rifugiati sud sudanesi, distribuiti in sette insediamenti, di cui circa l’85% è rappresentato da donne e bambini.

In Sudan, dopo 3 anni di conflitto, oltre 33 milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari per sopravvivere

Il Sudan sta vivendo una delle più gravi crisi umanitarie al mondo in seguito al conflitto scoppiato nell’aprile 2023 tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Rapid Support Forces (RSF).

Il conflitto, entrato nel suo terzo anno, ha provocato il collasso dei servizi essenziali e quasi 10 milioni di sfollati, costringendo oltre 3 milioni persone a rifugiarsi nei paesi vicini.

In tutto il paese oltre 33,7 milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari per sopravvivere, oltre 2 abitanti su 3; il 45% della popolazione è a un passo dalla carestia.

Oxfam sta intervenendo a Renk in Sud Sudan lungo il confine per portare beni essenziali, acqua pulita e cibo a migliaia di sudanesi in fuga dal conflitto.

 

Ufficio stampa

David Mattesini – 349.4417723 – [email protected]

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