26 Ottobre 2026

FERMATE LA PULIZIA ETNICA IN CISGIORDANIA!

 

L'amministrazione civile israeliana, scortata dai soldati, smantella e confisca 5 tende e rifugi per animali della comunità di pastori beduini di Wadi al-Ahmar, nella valle centrale del Giordano
L’amministrazione civile israeliana, scortata dai soldati, smantella e confisca 5 tende e rifugi per animali della comunità di pastori beduini di Wadi al-Ahmar, nella valle centrale del Giordano

Devastanti le conseguenze dell’operazione israeliana a Hebron e in tutta la regione tra sfollamenti di massa, demolizioni, blocco alla circolazione dei lavoratori, all’accesso a servizi sanitari e scuole

L’azione arriva nel pieno della raccolta delle olive, privando le comunità palestinesi di una fondamentale fonte di reddito

L’appello di Oxfam con la campagna ©Palestina, tutti i diritti riservati: la comunità internazionale e l’Italia intervengano per fermare l’escalation prima che sia troppo tardi

Roma, 26 ottobre 2026 – In risposta all’operazione militare israeliana in Cisgiordania partita con gli sfollamenti di massa a Hebron, Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, ha dichiarato:

“Non abbiamo di fronte solo una crisi umanitaria ma un’azione deliberata di pulizia etnica, tra sfollamenti sforzati di massa, demolizioni e un’escalation senza precedenti di attacchi da parte dei coloni sostenuti direttamente dallo stato israeliano, dopo che dall’inizio dell’anno se ne sono già verificati oltre 1.600. Le conseguenze sulle capacità di sussistenza di oltre 3 milioni di palestinesi, già adesso sono devastanti. La distruzione di aziende e negozi sta spazzando via anni di investimenti, mentre l’inasprimento delle restrizioni alla circolazione impedisce di raggiungere il posto di lavoro e i terreni agricoli, interrompendo le catene di approvvigionamento delle imprese. Il tutto avviene nel pieno del periodo di raccolta delle olive, privando tantissimi piccoli agricoltori di una fondamentale fonte di reddito, che consente la sopravvivenza di intere comunità. Le restrizioni stanno inoltre impedendo anche ai nostri operatori sul campo di soccorrere la popolazione, proprio nel momento di maggior bisogno, dato che non esiste aspetto della vita del popolo palestinese che non viene compromesso: i bambini non possono andare a scuola e si arriva ad impedire persino l’accesso ai servizi sanitari”.

L’APPELLO ALL’ITALIA E ALLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE

“L’operazione a Hebron non è nè casuale, nè isolata, ma fa parte di un vero e proprio Piano di annessione, che sta aumentando esponenzialmente povertà e dipendenza dagli aiuti umanitari, privando un intero popolo dei propri diritti fondamentali e distruggendo ogni prospettiva di creazione di uno Stato palestinese. Negli ultimi giorni alti funzionari israeliani hanno ammesso apertamente di star progettando la più grande operazione militare dal 1967 in Cisgiordania, sulla scia di quanto fatto a Gaza. Per questo lanciamo un appello urgente alla comunità internazionale e all’Italia perchè agiscano immediatamente per fare pressione su Israele in ogni sede, affinchè l’escalation venga fermata prima che sia troppo tardi”.

Si può sostenere l’appello di Oxfam, aderendo alla campagna ©Palestina, tutti i diritti riservati, lanciata per ribadire che i diritti del popolo palestinese sono inalienabili, universali e protetti dal diritto internazionale (oxfam.it/palestina-tuttiidirittiriservati).

 

Ufficio stampa Oxfam Italia

David Mattesini – 349.4417723 – [email protected]

Mariateresa Alvino – 348.9803541 – [email protected]

 

 

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