15 Giugno 2026

I MILIARDARI DELL’ENERGIA DEI PAESI G7 STANNO GUADAGNANDO 300 MILIONI AL GIORNO DALL’INIZIO DELLA GUERRA ILLEGALE ALL’IRAN

 
Nello stunt realizzato a Evian per il G7, mostriamo le questioni globali cruciali cancellate dall’agenda per garantire la partecipazione del presidente Trump. I restanti leader del “G6” – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Regno Unito – devono smettere di usare le azioni distruttive dell’amministrazione statunitense nell’economia globale e nell’alimentare i conflitti come scusa per la propria inazione. Foto: Axel Duret/Oxfam
Nello stunt realizzato a Evian per il G7, mostriamo le questioni globali cruciali cancellate dall’agenda per garantire la partecipazione del presidente Trump. I restanti leader del “G6” – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Regno Unito – devono smettere di usare le azioni distruttive dell’amministrazione statunitense nell’economia globale e nell’alimentare i conflitti come scusa per la propria inazione. Foto: Axel Duret/Oxfam

Il patrimonio dei miliardari è aumentato di quasi 10.000 miliardi di dollari dal 2020 nonostante la crisi economica globale stia spingendo in povertà oltre 30 milioni di persone

Nel frattempo i paesi del G7 hanno tagliato 48 miliardi di aiuti allo sviluppo per i paesi più poveri del mondo tra il 2024 e il 2025, una cifra che i miliardari del G7 hanno intascato in soli 9 giorni

Oxfam chiede al “G6” di smettere di usare la posizione di Trump come scusa per non agire. Servono un aumento della tassazione dei profitti in eccesso ed una imposta sui patrimoni dei super-ricchi, la sospensione del debito per i paesi più poveri e maggiori aiuti allo sviluppo

 

Roma, 15 giugno 2026 – Il patrimonio aggregato di 41 miliardari del settore energetico dei paesi del G7 è cresciuto di 23,5 miliardi di dollari – pari a più 300 milioni al giorno o 1.000 dollari ogni 0,3 secondi – nei primi due mesi e mezzo della guerra illegale condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. Nel complesso dal 2020 i miliardari di tutto il mondo hanno incrementato la propria ricchezza di 9.800 miliardi di dollari.

A rivelarlo è un nuovo report pubblicato oggi da Oxfam, in occasione dell’apertura del G7 di Evian, in Francia.

Profitti di guerra

L’impennata dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari – evidenzia il dossier – sta mettendo in ginocchio le famiglie in tutto il mondo, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito già martoriati da anni di turbolenze economiche, crisi del debito e shock climatici. Nel frattempo si stima che i profitti delle sei maggiori compagnie petrolifere globali cresceranno nel 2026 dell’80%, rispetto alle previsioni pre-belliche, arrivando a toccare quota 152 miliardi di dollari alla fine dell’anno (416 milioni di dollari al giorno).

Una vera e propria “manna” per i pochi in grado di avvantaggiarsene, che non si limiterà al solo settore petrolifero: anche le 3 maggiori aziende mondiali di fertilizzanti, infatti, dovrebbero vedere i propri profitti aumentare del 23%, ossia di ben 928 milioni di dollari, rispetto a quanto si poteva prevedere prima dell’inizio della guerra all’Iran.  Il profitto medio di una corporation dell’indice S&P 1200 con casa-madre in un Paese del G7 dovrebbe superare nel 2026 le previsioni ante-guerra di 413 milioni di euro.

“I conflitti in corso stanno devastando interi paesi, spezzando decine di migliaia di vite e rischiano di spingere in povertà oltre 30 milioni di persone, eppure per alcuni sono straordinariamente redditizi. – ha dichiarato Francesco Petrelli, portavoce di Oxfam ItaliaStiamo facendo i conti con un sistema globale, che ridistribuisce la ricchezza solo verso l’alto: dai lavoratori agli azionisti, dai più poveri ai più ricchi, da chi ha meno potere a chi ne ha già fin troppo”.

L’inerzia del G7 può essere disastrosa

La cosa più preoccupante – evidenzia ancora il report – è l’inerzia con cui i governi stanno affrontando la quinta crisi economica che il mondo sta attraversando dal 2020.

“I leader dei paesi G7 non stanno facendo nulla per aiutare i paesi più poveri e colpiti dalla crisi, a differenza dell’azione internazionale coordinata messa in campo all’indomani della pandemia di COVID-19 e dell’invasione russa dell’Ucraina, quando i governi sospesero almeno temporaneamente ii pagamenti del servizio del debito e il Fondo Monetario Internazionale fornì prestiti di emergenza agli Stati più colpiti. – continua Petrelli – Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone e Regno Unito devono smettere di usare la posizione di Trump come scusa per non agire. Il ‘G6’, anche senza gli Stati Uniti, ha un’enorme influenza sia a livello economico che diplomatico che sta scegliendo di non esercitare”.

“Al contrario tra il 2024 e il 2025, i paesi del G7 hanno tagliato 48 miliardi di dollari di aiuti pubblici allo sviluppo (APS), la più grande riduzione di sempre. – continua Petrelli – Ciò sta producendo impatti economici ed umanitari senza precedenti considerando che i Paesi del G7 rappresentano ben tre quarti degli aiuti globali. Una cifra che i miliardari dei Paesi G7 hanno guadagnato in appena nove giorni durante lo stesso periodo. Il costo umano di tutto questo è drammatico. Si calcola che dall’inizio della presidenza francese, 44 persone al minuto sono precipitate in una condizione di emergenza umanitaria”.

Da anni si assiste inoltre al sistematico smantellamento del multilateralismo mentre esplodono crisi prevenibili come la recrudescenza di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo o si consuma il genocidio a Gaza, senza che nessuno dei G7 abbia imposto un embargo sulle armi a Israele.

L’appello di Oxfam al G7

Per garantire la presenza del Presidente Trump a questo vertice, Macron ha accettato di escludere dall’agenda temi quali la crisi climatica o la disuguaglianza globale su cui servirebbero risposte condivise e coordinate. – conclude Petrelli– Sono state cancellate dall’agenda del vertice parole come ‘genere’ o ‘clima’ per compiacere Washington con buona pace degli altri paesi, tutto questo avrà conseguenze disastrose. Il G6 non può dichiararsi impotente abdicando al suo ruolo e alla sua responsabilità politica e morale. Possono cancellare il debito, tassare gli extra profitti e i grandi patrimoni. Possono promuovere una nuova emissione di Diritti Speciali di Prelievo, fornire maggiori aiuti, a partire da quelli umanitari. Rifiutarsi di agire per compiacere gli Stati Uniti non è diplomazia, ma codardia e accelererà solo lo scivolamento del G6 verso l’irrilevanza globale”.

In questo contesto, Oxfam chiede quindi al G7 di:

  • tassare gli extra profitti delle corporation e i grandi patrimoni per ridurre le disuguaglianze;
  • sospendere e cancellare il debito sul modello adottato per il COVID-19, sospendendo immediatamente tutti i pagamenti bilaterali del debito da parte dei paesi a basso e medio reddito; utilizzando meccanismi legislativi per costringere i creditori privati a fare lo stesso; cancellando un debito insostenibile per le economie più fragili, che costringe i governi a fare tagli devastanti ai servizi pubblici essenziali;
  • aumentare gli aiuti, rispettando gli impegni internazionali, a partire dallo stanziamento dello 0,70% del Reddito Nazionale Lordo (RNL) in aiuto pubblico allo sviluppo, come riconfermato alla Conferenza ONU di Siviglia sulla “Finanza per lo Sviluppo” di appena un anno fa;
  • sbloccare la liquidità globale, sostenendo un’immediata nuova emissione di Diritti Speciali di Prelievo attraverso il FMI — svincolata dalle quote di partecipazione — per iniettare la liquidità necessaria nelle economie in difficoltà senza aumentare il loro carico di debito; al contempo, le istituzioni finanziarie internazionali devono prevedere finanziamenti di emergenza senza condizionalità, rispecchiando la risposta alla crisi messa in atto durante la pandemia.

Ufficio stampa

Mariateresa Alvino – 348.9803541 – [email protected]

David Mattesini – 349.4417723 – [email protected]

 

NOTE

  • Scarica il report e la nota metodologica.
  • Le crisi sovrapposte dal 2020 aumentano disuguaglianza e povertà, mentre accelera la concentrazione globale di ricchezza.
  • I miliardari dell’energia del G7 hanno aumentato la propria ricchezza di 23,5 miliardi di dollari dall’inizio della guerra. Questo equivale a 301 milioni di dollari al giorno, 3.487 dollari al secondo o 1.046 dollari ogni 0,3 secondi (il tempo medio per battere le ciglia).
  • L’UNDP stima che la guerra illegale di USA e Israele contro l’Iran potrebbe spingere più di 30 milioni di persone in povertà in tutto il mondo.
  • L’Indice dei Prezzi Alimentari della FAO — che traccia i prezzi internazionali di un paniere di materie prime alimentari scambiate a livello globale — è cresciuto tre volte più velocemente durante febbraio-aprile nel 2026 rispetto ai corrispondenti mesi del 2025.
  • I dati sulla ricchezza dei miliardari si basano sull’analisi di Oxfam della Forbes’ Real-Time Billionaire List al 18 maggio 2026.
  • Le proiezioni sui profitti aziendali sono state calcolate utilizzando le stime di consenso dell’utile netto per il 2026 — la previsione media dei profitti di una società basata sulle proiezioni degli analisti — ricavate da S&P Capital IQ.
  • Le stime pre-guerra, del 25 febbraio 2026, sono state confrontate con le previsioni più recenti al 26 maggio 2026. L’analisi si è concentrata sulle 6 maggiori compagnie petrolifere mondiali e sulle tre più grandi (per fatturato 2025) aziende di fertilizzanti quotate in borsa.
  • Per la più ampia analisi sul G7, sono state prese in esame le società all’interno dell’Indice S&P 1.200, escludendo i paesi non appartenenti al G7, le società per cui si prevedono perdite nette e quelle prive di stime di consenso disponibili. Ciò ha portato a un campione finale di 691 corporation.
  • I paesi del G7 sono responsabili dello stanziamento di circa i tre quarti dell’Aiuto Pubblico alla Sviluppo globale.
  • Impatto umanitario e conflitti
  • Nei territori palestinesi occupati, in Libano e in Iran, le operazioni militari israeliane hanno ucciso oltre 78.000 persone, ferito più di 200.000 e causato milioni di sfollati.
  • Gaza: oltre 72.000 palestinesi sono stati uccisi e 172.000 feriti.
  • Libano: le recenti escalation hanno ucciso 3.185 persone, ferite più di 9.600 e costretto oltre 1,2 milioni di persone a lasciare le proprie case.
  • Iran: le agenzie delle Nazioni Unite stimano che fino a 3,2 milioni di persone siano state sfollate, con migliaia di vittime e decine di migliaia di feriti.
  • L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) sta colpendo un paese già in profonda crisi. Il conflitto in corso e anni di tagli agli aiuti hanno aggravato un’emergenza umanitaria di proporzioni sconcertanti: una persona su quattro soffre la fame. I tagli agli aiuti hanno lasciato la RDC di fatto ancora più esposta all’Ebola, indebolendo i sistemi di prevenzione e controllo che avrebbero potuto rilevare l’epidemia con anticipo.
Condividi l’articolo:
oxfam facebook oxfam Twitter oxfam Linkedin