24 Ottobre 2025

ISRAELE BLOCCA L’INGRESSO DEGLI AIUTI A GAZA, VIOLANDO LE CONDIZIONI DELLA TREGUA

 

Gli sfollati di Rafah, nella striscia di Gaza meridionale, utilizzeranno le unità di desalinizzazione appena installate fornite da Oxfam e dai partner locali. Queste unità forniscono acqua potabile pulita gratuitamente, senza alcun rischio di contaminazione.

Allarme di Oxfam e altre 40 organizzazioni al lavoro nella Striscia

Tra il 10 e il 21 ottobre è stato negato a ben 17 ONG internazionali la possibilità di portare alla popolazione acqua pulita, cibo, tende e medicine. 50 milioni di dollari di aiuti in questo momento sono bloccati ai valichi di frontiera

Appello urgente al Governo israeliano perché rispetti i termini del cessate il fuoco e consenta la circolazione degli aiuti umanitari da cui dipende la sopravvivenza di 2 milioni di persone allo stremo, in gran parte donne e bambini

 

Roma, 24 ottobre 2025 – Dall’inizio del cessate il fuoco, le autorità israeliane hanno bloccato in modo arbitrario l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza, violando i termini dell’accordo appena raggiunto e qualsiasi norma di diritto internazionale. Nel frattempo una nuova procedura restrittiva di registrazione delle ONG internazionali sta ritardando ulteriormente la risposta umanitaria, da cui dipende la sopravvivenza della popolazione.

È l’allarme lanciato oggi da Oxfam insieme ad altre 40 organizzazioni umanitarie impegnate a Gaza, che chiedono al Governo israeliano di rispettare gli impegni assunti da oltre 10 giorni.

Tra il 10 e il 21 ottobre 2025, a 17 organizzazioni è stata negata la possibilità di portare aiuti umanitari essenziali per la popolazione di Gaza: acqua, cibo, tende e forniture mediche. Il 94% di tutti i rifiuti da parte delle autorità israeliane è stato rivolto alle ONG internazionali. In tre quarti dei casi il blocco è stato motivato dal fatto che le organizzazioni “non sono autorizzate” a fornire aiuti umanitari a Gaza, mentre sono in corso nuove procedure di registrazione.  Anche se questo riguarda organizzazioni che operano a Gaza da decenni e sono registrate come ONG sia presso le autorità palestinesi che israeliane e sono quindi legalmente autorizzate,

“È evidente perciò che le nuove limitazioni imposte da Israele – sottolineano le organizzazioni firmatarie dell’appello – sono determinate da una precisa volontà politica, che viola sia i termini che lo spirito dell’accordo di tregua. Le forniture sono imballate, il personale umanitario è pronto per una risposta umanitaria su larga scala, ma le autorità israeliane non rispettano gli impegni presi”.

Sempre tra il 10 e il 21 ottobre, infatti ben 99 richieste di ONG internazionali di fornire aiuti a Gaza sono state respinte, assieme a 6 richieste presentate dalle agenzie delle Nazioni Unite. Uno stop alle forniture di aiuti, che è iniziato con l’assedio totale imposto da Israele a marzo e con l’introduzione del nuovo sistema di registrazione delle ONG internazionali.

UNA TREGUA FRAGILE CON DECINE DI MORTI SOLO LA SCORSA SETTIMANA

” L’annuncio del cessate il fuoco è stato accolto con sollievo per il presente e il futuro dei civili palestinesi, ma le notizie di nuove violazioni ne evidenziano la fragilità. – continuano le organizzazioni – Il continuo rifiuto di far entrare gli aiuti è davvero allarmante. Dopo oltre due anni di bombardamenti incessanti – con decine di vittime solo nell’ultima settimana – e le conseguenti privazioni, sfollamenti forzati e carestie, bloccare le competenze e gli aiuti umanitari compromette lo sforzo collettivo volto a salvare vite”.

SENZA NULLA, COSTRETTI IN RIFUGI DI FORTUNA ALLE PORTE DELL’INVERNO

In questo momento quasi 50 milioni di dollari di beni di prima necessità delle organizzazioni internazionali, che come Oxfam lavorano ogni giorno a Gaza, sono bloccati ai valichi di frontiera e stoccati nei magazzini fuori dalla Striscia. Senza aiuti immediati, la popolazione di Gaza si troverà ad affrontare l’inverno in arrivo, dovendo sopravvivere in rifugi di fortuna senza riscaldamento, acqua pulita o servizi igienici. E in queste condizioni altre persone moriranno, quando tutto questo sarebbe facilmente evitabile.

Le restrizioni stanno privando i palestinesi di aiuti salvavita e compromettendo il coordinamento del sistema di risposta a Gaza, che si basa sulla collaborazione tra organizzazioni locali, istituzioni nazionali, agenzie delle Nazioni Unite e ONG internazionali.

“L’accesso umanitario per la popolazione della Striscia è un obbligo giuridico ai sensi del diritto internazionale, non una concessione del cessate il fuoco. – concludono le organizzazioni – Chiediamo quindi un cessate il fuoco duraturo e il pieno e libero accesso umanitario per la popolazione di Gaza, a cui deve essere garantita sicurezza, dignità e la difesa del proprio diritto all’autodeterminazione. È inoltre fondamentale la revoca del nuovo sistema di registrazione imposto da Israele per poter portare aiuti salvavita alla popolazione”.

 

Ufficio stampa Oxfam Italia

Mariateresa Alvino – 348.9803541 – [email protected]

David Mattesini – 349.4417723 – [email protected]

 

Le organizzazioni firmatarie:

  1. ACS Associazione Cooperazione e Solidarieta’
  2. Action Against Hunger (ACF)
  3. Action For Humanity
  4. ActionAid Denmark
  5. ActionAid International
  6. American Friends Service Committee (AFSC)
  7. CESVI Fondazione – ETS
  8. CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud
  9. DanChurchAid
  10. Diakonia
  11. Finn Church Aid
  12. Glia
  13. HEKS/EPER(Swiss Church Aid)
  14. HelpAge International
  15. Humanity & Inclusion – Handicap International
  16. Humanity First UK
  17. IDEALS
  18. Islamic Relief Worldwide
  19. Japan International Volunteer Center (JVC)
  20. Médecins du Monde International Network (MdM)
  21. Médecins Sans Frontières
  22. MedGlobal
  23. Medical Aid for Palestinians (MAP)
  24. Medico International
  25. Mennonite Central Committee
  26. NORWAC-Norwegian Aid Committee
  27. Norwegian Church Aid
  28. Norwegian People’s Aid
  29. Norwegian Refugee Council
  30. Oxfam
  31. Palestinian Medical Relief Society
  32. People in Need
  33. Plan International
  34. Première Urgence Internationale
  35. Secours Islamique France (SIF)
  36. Terre des Hommes Italy
  37. Terre des hommes Lausanne
  38. The Center for Mind Body Medicine –  CMBM
  39. The Middle East Children’s Alliance
  40. War Child Alliance
  41. Welthungerhilfe

 

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