
Firenze, 3 novembre 2026 – Nel novembre del 1966 l’alluvione di Firenze fu una rottura dell’ordine naturale delle cose. Oggi, di fronte al susseguirsi degli eventi meteorologici estremi, il rischio è che ciò che un tempo appariva eccezionale diventi familiare, fino a essere percepito come inevitabile: le catastrofi smettono di sorprenderci, di interrogarci, di richiamare a una responsabilità collettiva e di farci riconoscere i rischi che corrono le persone più fragili.
È questa tensione tra memoria e presente il file rouge dell’iniziativa “La catastrofe non è normale. Memoria, giustizia climatica e attivismo”, in programma a Firenze il 5 novembre, dalle 18:00, presso il Circolo Vie Nuove (in viale Donato Giannotti, 13 a Firenze).
Un appuntamento promosso da Oxfam Italia, LAMA Impresa Sociale e dalla rivista culturale Lungarno, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e attivismo “Climate Justice Is Gender Justice”. L’obiettivo è portare l’attenzione su un tema cruciale, come la rilevanza degli aspetti di genere nel contrasto ai cambiamenti climatici. Un tema ancora troppo spesso escluso dalle politiche di lotta alla crisi climatica, tradizionalmente a guida maschile.
A sessant’anni dalla grande alluvione, l’iniziativa – inserita anche nel programma ufficiale delle Celebrazioni del Comune di Firenze – prevede una camminata narrativa sull’Arno, un talk di voci plurali, la proiezione delle rarissime foto a colori dell’alluvione del ‘66 di Joe Blaustein (concesse dall’Archivio Storico del Comune di Firenze) e a seguire buffet e dj set.
Un evento corale per non arrendersi alla nuova normalità della crisi climatica e parlare delle tante forme di mobilitazione possibili per contrastarla. Il ricordo dell’autunno del ‘66 andrà ad intrecciarsi con quello delle alluvioni più recenti, come gli eventi che hanno colpito l’80% del territorio di Campi Bisenzio nel novembre 2023, su cui la campagna Climate Justice is Gender Justice vuole porre attenzione – con una video intervista al Sindaco di Campi Bisenzio Andrea Tagliaferri – sottolineando la vulnerabilità dei territori, la necessità di prevenzione e la capacità delle comunità di affrontare eventi estremi.
Durante l’iniziativa sarà inoltre presentato il numero di novembre del mensile Lungarno (edito da LAMA e distribuito gratuitamente a Firenze), dedicato alle alluvioni e al clima. “Le alluvioni di questa prima metà di decennio – scrive il climate reporter Ferdinando Cotugno special guest del numero di novembre di Lungarno – in Italia sono diventate qualcosa di molto diverso: parte dell’ordine naturale delle cose, eventi di cui è difficile trattenere una memoria collettiva e nazionale, perché sono regole e non più eccezioni“.
Il talk: un confronto su giustizia climatica e attivismo
Abituarsi alla catastrofe non significa comprenderla, né accettarla può essere l’unica risposta possibile: ricordare significa riconoscere ciò che cambia. La fragilità è il tema centrale di questa riflessione: quella dei luoghi esposti agli eventi estremi e quella delle persone e delle comunità, la cui capacità di affrontare una crisi dipende dalle risorse disponibili, dalle condizioni sociali e dalle disuguaglianze esistenti. La crisi climatica, infatti, non colpisce tutte e tutti allo stesso modo: le vulnerabilità ambientali si intrecciano con quelle economiche e sociali, come fotografato dal nuovo report di Oxfam “Disaster Divide”.
Questi i contenuti del talk, moderato dal giornalista Luca Martinelli, con gli interventi di: Susan Glasspool, angelo del fango del 1966 (in video), Paola Imperatore, Università di Pisa, Caterina Arciprete, Écolo e consigliera comunale a Firenze, Martina Leigheb di A Sud! per Hub4Defenders, Comitato Siamo 99% e Michele Borzoni, fotografo di TerraProject.
“Ondate di calore record, incendi devastanti, siccità e fiumi ai minimi storici: anche nel 2026 l’Europa ha sperimentato sulla propria pelle gli effetti drammatici della crisi climatica. Ma a pagare il prezzo più alto, pur essendone meno responsabili, sono ancora una volta le persone più povere e vulnerabili. – spiega Angela Pinna, responsabile per Oxfam Italia della campagna Climate Justice is Gender Justice – Riconoscere il legame tra crisi climatica e disuguaglianze è uno strumento per promuovere una maggiore consapevolezza e il coinvolgimento dei giovani. In questa prospettiva la fragilità non è una condizione individuale ma una questione collettiva, che richiede risposte capaci di tenere insieme giustizia ambientale e sociale. Per questo motivo saremo presenti con tanti giovani al Climate Pride che si terrà il 14 novembre a Roma”.
Di fronte a questo contesto, infatti, l’attivismo può rappresentare una risposta alla rassegnazione e alla normalizzazione della crisi: la giustizia climatica non riguarda soltanto la tutela dell’ambiente, ma il modo in cui scegliamo di vivere insieme, distribuire le risorse e prenderci cura delle comunità più esposte.
Il programma in dettaglio
18:00 – Ritrovo presso il Circolo Vie Nuove e Camminata sull’Arno (a cura di Lungarno).
19:00 – Ritorno al Circolo e Talk tra memoria, giustizia climatica e attivismo
20:30 – Proiezione delle foto a colori di Joe Blaustein concesse dall’Archivio Storico del Comune di Firenze, buffet e dj set di Cicada Sound
QUANDO: 5 novembre, 18:00-22:30
DOVE: Circolo Vie Nuove, viale Donato Giannotti, 13, 50126 Firenze (FI)
Informazioni e partecipazione: l’iniziativa è a ingresso libero. È consigliata la prenotazione su https://lacatastrofenonenormale.eventbrite.it
La campagna “Climate Justice Is Gender Justice” è parte del progetto ECOALITY realizzato da Oxfam, che ha come capofila la Regione Toscana ed è finanziato dal Programma DEAR dell’Unione Europea.
Ufficio stampa campagna “Climate Justice Is Gender Justice”
Luca Martinelli – 392 9711760 – [email protected]
Ufficio stampa Oxfam Italia
David Mattesini – 349.4417723 – [email protected]