In Liberia i nostri volontari di salute insegnano ai bambini come lavarsi le mani

Storie di speranza arrivano dal paese africano con il maggior numero di morti per Ebola (3.700 secondo l’Organizzazione mondiale della sanità), la Liberia, dove la  scorsa settimana è stato in visita Mark Goldring, direttore di Oxfam Gran Bretagna. Storie come quella di Stephen, un ragazzo di 30 anni pieno di paure ma anche di speranza, che è riuscito a guarire dal virus e che ora si sta prendendo cura di 13 bambini.


I nostri volontari l’hanno portato in ospedale quando ne hanno riconosciuto i primi sintomi. Ora che si è completamente ripreso, dopo aver perso quattro membri della sua famiglia, si sta occupando di 13 bambini, che spera di poter far tornare a scuola; il tutto senza un vero lavoro (guarda il video).


Oxfam ha fatto appello alla comunità internazionale per l’adozione di un “Piano Marshall” per la ripresa economica dei tre paesi africani maggiormente colpiti da Ebola: Liberia, Sierra Leone e Guinea.  “La popolazione ha bisogno di denaro – ha sottolineato Goldring durante la visita, – ha bisogno di lavori decenti per sfamare le famiglie e di servizi essenziali come sanità e istruzione”.


Goldring ha incontrato altri coraggiosi sopravvissuti alla malattia. Finda, la cui sorella è morta a causa di Ebola, lasciandole due figli da crescere; oppure Edwin, che ha perso sei colleghi nella clinica dove lavora, la Cynthia Nelson Health Centre di Logan Town. La struttura è stata chiusa per tre mesi, ma ora ha riaperto, anche grazie al sostegno di Oxfam, che sta inoltre collaborando alla riapertura delle scuole, che sono state chiuse per sei mesi, nonché alla costruzione di latrine.


Goldring ha incontrato anche i nostri volontari di salute, la cui opera di sensibilizzazione e prevenzione tra la popolazione è essenziale nella battaglia contro Ebola. Tra le loro azioni, quella semplice ma vitale di insegnare a lavarsi le mani, per ridurre la trasmissione del virus.


La presidente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, ha chiesto a Oxfam di dare priorità al miglioramento dei sistemi di igienizzazione e al rifornimento di acqua pulita alle comunità colpite da Ebola. La presidente ha sottolineato che questo è importante soprattutto per i bambini, considerando che non possono tornare a scuola finchè non siano completamente al riparo dal contagio.


La popolazione intanto lotta per sopravvivere, mentre i redditi precipitano. La nostra ricerca in tre aree della Liberia ha stabilito che il 73% delle famiglie ha visto un calo dei redditi per una media del 39%. Continueremo quindi il nostro lavoro di prevenzione contro il virus, e nello stesso tempo progettiamo di incrementare le azioni di contrasto alla crisi economica, in particolare con sovvenzioni in denaro alle famiglie più bisognose e il recupero delle strutture idriche e sanitarie. Finora Oxfam ha aiutato in Liberia 445mila persone.