Ecuador, promuoviamo le colture tipiche

1 Febbraio 2012
I coltivatori di amaranto sono beneficiari del programma di sviluppo terrtoriale di Oxfam Italia in Ecuador. Credits: Nicola Demolli Crivelli/Photoaid

Coltivatori di amaranto

Nella regione di Cotacachi, in Ecuador, alcune colture locali (quinoa, lupino e amaranto andino) sono state “dimenticate”. Oxfam Italia recupera le conoscenze tradizionali dando l’opportunità agli agricoltori poveri di accrescere il proprio reddito e al consumatore la possibilità di migliorare la propria alimentazione attraverso l’eccellente apporto nutrizionale di queste specie (anche base di prodotti farmaceutici e integratori), assaporando un’altra cultura.


Tra le donne che hanno partecipato al progetto“, racconta Fabio Scotto, coordinatore paese di Oxfam Italia in Ecuador,  “c’è Carmen, ormai un simbolo nella nostra organizzazione. Le è stato chiesto di partecipare alla prima fiera del 2008, per aiutarci a promuovere il nostro programma di riscatto delle coltivazioni tipiche nella zona andina. Venne con molto piacere, anche se poi scoprimmo che non lo aveva detto al marito, perchè non l’avrebbe mandata. Aveva con sè solo un chilo di amaranto e, quando glielo chiesero, spiegò che non poteva regalarlo, che le era costato sforzo e denaro produrlo, e propose alla gente di acquistarlo, in modo da reinvestire i soldi nei suoi amati campi. Ci mise un’ora a venderlo, un cucchiaio alla volta, per poter accontentare tutti, a 10 centesimi di dollaro. Oggi Carmen prepara prodotti a base di amaranto che vende al mercato ed è una delle 250 produttrici e produttori biologici dell’associazione Mama Murucuna (Grande Madre) . Il cambiamento nella vita di Carmen, e in quella di tanti piccoli produttori e produttrici come lei, è possibile grazie alla sua tenacia e fiducia, al nostro lavoro e a tutti coloro che attraverso di noi l’hanno aiutata ad acquisire indipendenza e dignità”.