La nuova direttrice del Fondo Monetario Internazionale

Christine Lagarde

Ennesimo esercizio di potere Europa Usa. La selezione del nuovo direttore generale del Fondo ha seguito vecchie logiche e impedito la partecipazione democratica degli altri paesi, in primis quelli in via di sviluppo

Roma, 28/06/2011 – Un processo anti-democratico che ha visto ancora una volta gli Stati Uniti e l’Europa difendere l’indifendibile, calpestando i diritti del resto del mondo. Per Oxfam, la scelta di Christine Lagarde come nuovo direttore generale del Fondo Monetario Internazionale è stato un ennesimo esercizio di potere. Non sono in discussione la competenza e la preparazione della Lagarde, ma il procedimento di selezione e il peso che i vari paesi hanno all’interno dell’istituzione. Con le economie di diversi paesi europei sull’orlo del collasso e molti altri paesi alle prese con gli alti prezzi di cibo e carburanti, il ruolo del FMI nel rafforzare la stabilità monetaria internazionale è cruciale ora più che mai, così com’è cruciale una forte leadership dell’istituzione.


Il processo di nomina è stato una farsa che ha danneggiato la credibilità del Fondo Monetario Internazionale. Si è parlato di processo aperto, ma la decisione è stata presa prima ancora di intervistare i candidati”, dichiara Sarah Wynn-Williams, portavoce di Oxfam.
I mercati mondiali sempre più instabili hanno bisogno di un FMI che goda di legittimazione e autorevolezza a livello globale. Ciò nonostante, il nuovo direttore del Fondo è stato nominato secondo un sistema che sceglie in modo automatico un europeo. Come contropartita, il sistema prevede che il presidente della Banca Mondiale sia uno statunitense. E’ l’eredità del gentlemen’s agreement raggiunto quando le due istituzioni furono create dopo la seconda guerra mondiale. Un tale processo non è né aperto, né democratico e mina la credibilità del Fondo.


Il Fondo Monetario Internazionale ha assoluto bisogno di riforme. Per salvaguardare la credibilità dell’istituzione, Lagarde dovrà allentare lo stretto controllo dell’Europa sul consiglio esecutivo del Fondo e dare più voce agli altri paesi”, avverte Francesco Petrelli, presidente di Oxfam Italia. “Il nuovo direttore generale dovrà anche decidere cosa fare con i 3 miliardi di dollari che il Fondo ha ricavato dalla vendita delle sue riserve auree l’anno scorso. Questi fondi devono essere utilizzati per aiutare le persone più povere e vulnerabili nei paesi in via di sviluppo, le stesse che sono escluse dalle decisioni del Fondo Monetario Internazionale”.


Oxfam lavora sul terreno in molti paesi che dipendono dagli aiuti del Fondo per combattere povertà e ineguaglianze, spesso aggravate dalle condizioni che il FMI impone per concedere prestiti. “I paesi che beneficiano dei fondi devono poter partecipare alle decisioni del FMI, che hanno conseguenze così importanti per loro. Non è più possibile che Europa e Stati Uniti dominino le istituzioni finanziarie internazionali. E’ nell’interesse di tutti che il potere sia esercitato secondo principi condivisi”, conclude Petrelli.