Video e foto danno ai ragazzi la possibilità di raccontare la loro vita e il loro paese. Credits: Natalia Fais

Cheese al fotografo!

Pochi giorni fa per la prima volta i ragazzi palestinesi di Nablus e i ragazzi italiani di Firenze si sono “visti” e sentiti via skype per conoscersi e confrontarsi nell’ambito del laboratorio di web journalism,  che rientra all’interno del percorso di educazione alla cittadinanza e partecipazione attiva giovanile tramite l’uso dei media, iniziato nel mese di luglio con un ciclo di seminari volto alla promozione dell’uso sicuro e consapevole di internet. Tale laboratorio ha preso vita nella terza annualità del progetto “I diritti dei minori in Palestina: tutela giuridica e psicosociale”, co-finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) della Farnesina e gestito da Oxfam Italia in partnership con “Defence for Children International- Palestine Section (DCI/PS)”.

Mustafà, il facilitatore palestinese, vede in questo scambio, nato grazie alla collaborazione con l’Istituto degli Innocenti di Firenze, una possibilità di crescita e di apertura al mondo esterno: “Farah, Yafa, Mufeeda, Omar, Hisham e Mujahed sono ragazzi svegli e attenti. Da quando frequentano il ‘Centro di tutela giuridico-psicosociale per minori’ e seguono il laboratorio, hanno avuto la possibilità di raccontare attraverso l’uso della fotografia e del video la loro vita e la loro città, ed entrare in rapporto con una realtà nuova, in particolare con quella italiana.” Questa originale iniziativa permette ai ragazzi, nonostante la distanza fisica, di interagire con i coetanei italiani. Il ruolo dei facilitatori è quello di concretizzare le idee dei ragazzi, usando contemporaneamente diversi strumenti. Durante la “skypata”, elementi digitali ed elementi analogici, come la carta e i pennarelli, hanno permesso ai ragazzi di lavorare contemporaneamente alla creazione del logo “GIVE US ATTENTION”. Un logo che è anche un motto e racchiude in sé le tematiche trattate durante le attività, sottolineando la necessità dei ragazzi di far sentire la propria voce e raccontare la propria vita in un contesto difficile come quello palestinese. Il web diventa strumento di dialogo e di apertura tra culture diverse, ma anche un modo per superare le barriere fisiche che impediscono ai giovani palestinesi di muoversi con facilità, e di avere le stesse opportunità dei giovani italiani. Attraverso l’uso dei questi strumenti si lavora sia sulle aspettative d’incontro, sia sulla produzione di materiali video, audio e fotografici da pubblicare sui social network, il gruppo facebook e il blog , condividendo punti di vista e esperienze così distanti tra loro. Sia facebook sia il blog diventano strumenti per suggestionare e dare spunti di riflessione ai ragazzi su diverse tematiche: l’idea è quella di creare un “net” che diventi una ragnatela di buone pratiche per condividere idee e informazioni.

I ragazzi avranno modo di conoscersi personalmente a novembre, durante la conferenza “Protective Environment – Active Participation”, nata all’interno dello stesso progetto, che si terrà a Betlemme, dove presenteranno i frutti della loro particolare esperienza d’incontro. I due gruppi uniti, inoltre, lavoreranno insieme per creare il video del backstage dell’evento. Riccardo, il facilitatore italiano, sottolinea quanto il laboratorio e la conferenza siano stimolanti per questi ragazzi: “I giovani fiorentini avranno l’occasione di venire a trovare i loro coetanei palestinesi. È chiaramente un’esperienza di vita davvero importante per entrambi. Presenteranno i propri lavori e avranno un ulteriore stimolo per continuare la loro crescita come giovani reporter.”

Natalia Fais