Guatemala. La cerimonia di consegna dei titoli alle famiglie sfrattate. Credits: Oxfam

La cerimonia di consegna dei titoli alle famiglie sfrattate.

Il Governo del Guatemala restituisce la terra a 140 famiglie della valle del Polochic: grazie a tutti coloro che ci hanno aiutati!


Nel 2011 nella regione del Polochic in Guatemala una sentenza di esproprio del governo a favore della Chabil Utzaj, multinazionale della canna da zucchero, fu eseguita senza preavviso da esercito e da milizie private. Il risultato furono case e raccolti bruciati, feriti, una vittima e oltre 700 famiglie abbandonate a se stesse, in palese violazione del protocollo delle Nazioni Unite che tutela il diritto delle comunità al cibo e alla casa. Negli anni successivi, nonostante il proseguire delle violenze e i problemi di malnutrizione, le comunità sono riuscite a organizzarsi e a ottenere il sostegno della società civile internazionale.

A seguito della campagna di sensibilizzazione promossa da Vamos al Grano e Oxfam, con la raccolta di 107 mila firme da oltre 55 paesi del mondo, il governo si è impegnato a un risarcimento. Nel corso dei lavori del Comitato per la sicurezza alimentare alla FAO, Helmer Velasquez e Zully Morales di Congcoop, a nome delle comunità sfrattate, hanno consegnato una lettera all’ambasciatrice del Guatemala, Stephanie Hochstetter Skinner Klée, per chiedere che il governo consegni terra e fattorie alle famiglie del Polochic.


Il 19 ottobre il Governo del Guatemala ha restituito i titoli di proprietà a 140 delle 769 famiglie sfrattate dalla valle del Polochic
. Un successo della campagna COLTIVA e di Vamos al Grano,  e di tutti coloro che si sono uniti a noi nel perseguimento della giustizia.
Il Presidente Otto Perez Molina ha consegnato personalmente i titoli alle prime 140 famiglie. Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti di tutte le comunità sfrattate dalla Valle del Polochic, membri del Peasant Unity Committee (CUC), di altre associazioni e di Oxfam. Nell’occasione, sono stati consegnati altri 600 titoli ad altre comunità che non fanno parte delle famiglie sfrattate.


Un successo che dimostra l’importanza del parternariato locale nel raggiungere un cambiamento a livello nazionale, e del lavoro di advocacy a livello globale.
La battaglia non è finita: 629 famiglie stanno ancora aspettando che sia fatta giustizia. Continueremo quindi a far pressione sul governo perché mantenga le proprie promesse e garantisca una sistemazione dignitosa a tutte le 769 famiglie sfrattate, assicurandosi che abbiano cibo, una casa, istruzione, servizi sanitari adeguati e possibilità di avviare attività produttive.
In Guatemala i tassi più elevati di povertà, miseria e denutrizione si registrano nelle zone di maggior espansione delle monocoltivazioni, come nel caso del Polochic, dove il prezzo degli alimenti – fagioli, mais e riso – è aumentato di circa il 70% negli ultimi anni.