Haiti e Repubblica Dominicana. Sostegno ai lavoratori dei mercati di frontiera

Haiti. Mercati alla frontiera con la Repubblica Dominicana. Foto: Rocco Rorandelli

Obiettivi e attività

Nella zona di frontiera fra Haiti e la Repubblica Dominicana convivono opportunità economiche, povertà, esclusione sociale e violazione dei diritti umani. Il commercio è vivace e attivo, ma principalmente unidirezionale, dalla Repubblica Dominicana verso Haiti. I servizi per i venditori informali sono scarsi – non vi sono acqua corrente e servizi igienici – e i soprusi numerosi, anche da parte delle autorità.
Il legame con le iniziative economiche e produttive locali è molto ridotto, anche se l’80% dei redditi delle zone frontaliere di Haiti proviene dal piccolo commercio. Le donne sono protagoniste, ma sono escluse dal sistema di credito formale; senza formazione, assistenza tecnica e protezione sociale, è per loro assai difficile avviare nuove attività imprenditoriali e far crescere il commercio.

Il progetto, avviato nel gennaio 2015 e della durata iniziale di 4 anni per la prima fase, e 36 mesi (fino a dicembre 2022) per la seconda, ha garantito il rispetto dei diritti e la copertura sociale dei lavoratori nei mercati di frontiera, sostenendo inoltre l’imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro al di fuori di essi attraverso il rafforzamento delle filiere produttive. Sono state, infatti, create e consolidate 40 organizzazioni economiche, è stata offerta formazione tecnica alle microimprese coinvolte (cooperative di produttori di caffè o altri prodotti agricoli, piccoli commercianti, artigianato tessile, piscicoltura), garantiti accesso al microcredito e servizi per i commercianti.

Partner del progetto: GARR-Gruppo di Appoggio ai Rifugiati e Rimpatriati Haiti,
Camera di Commercio e del Lavoro di Haiti Asociación de los Municipios de la Región Enriquillo (ASOMURE), Microfinanza Srl, Oxfam GB e Oxfam Quebec.

Enti finanziatori: Unione Europea, donatori privati, Oxfam (Oxfam GB e Oxfam Quebec).

Haiti. Sostegno ai produttori di cacao. Foto: Oxfam

PRIMA FASE
Risultati e impatto

  • Beneficiari complessivi previsti dal programma: 9.600 persone
  • 1.000 operatori del settore informale membri di 23 associazioni, sono stati formati su aspetti tecnici e hanno ricevuto rafforzamento organizzativo
  • 900 artigiani e agricoltori hanno ricevuto assistenza tecnica e formazione specifica
  • 2.000 operatori del settore informale, membri di Organizzazioni della Società Civile locali e delle autorità locali sono stati formati su cittadinanza attiva, diritti umani, giustizia di genere e su strategie di influenza
  • 700 operatori del settore informale formati sulla creazione e il funzionamento di casse di mutuo soccorso (Mutuelles de Solidarite- MUSO), e 26 casse create
  • Almeno 15.000 persone hanno partecipato alla formazione e sensibilizzazione su temi legati ai diritti umani, la giustizia di genere e l’ambiente, attraverso specifiche opere e sessioni di teatro popolare.

Dettaglio delle attività

  • creazione di un sistema di mircofinanza e microcredito accessibile a 1.600 persone (incluso una cassa di solidarietà per emergenze), e relativa formazione su businnes plan e su educazione finanziaria
  • creazione di microimprese produttive e rafforzamento delle filiere agricole (caffè, cacao, miele, ortaggi) con applicazione di metodologie agroecologiche
  • sensibilizzazione e formazione su diritti umani, con specifica attenzione ai temi migratori e alla applicazione delle vigenti leggi. Tale attività si è avvalsa anche di metodologie basate sul teatro popolare, e valorizzando le radio comunitarie della zona

SECONDA FASE – in corso
Impatto e attività

Numero beneficiari previsti: 4.010, di cui 2426 donne.
L’obiettivo della seconda fase è una migliore organizzazione dei mercati transfrontalieri, il raggiungimento di una legislazione comune, di un quadro normativo e di servizi e mobilità, anche attraverso la creazione di centri polifunzionali per le microimprese che garantiscano formazione professionale, accesso ai mezzi di produzione e al microcredito.

Il coinvolgimento delle autorità locali è stato parte della nostra sfida: sensibilizzazione e formazione su diritti dei migranti, giustizia di genere e dignità dei lavoratori sono attività che Oxfam realizza per garantire la sostenibilità dei miglioramenti economici e sociali che il progetto ha contribuito a innestare. Stiamo dando quindi sostegno alle imprese haitiane (filiere miele, oli essenziali/cosmetica, cacao, artigianato) per ottenere certificazioni, accesso ai mercati nazionali e internazionali e siamo intervenuti anche per migliorare il dialogo tra i due paesi, perché adottino politiche frontaliere più favorevoli ai piccoli produttori e venditori informali.  Gli interventi si svolgono nelle due capitali e nelle zone di confine di Ouanaminthe – Dajabón e Belladère – Commendador, per una durata di 3 anni.

Durante l’ultimo anno abbiamo offerto di corsi di formazione di base in finanza e impresa, con un focus particolare su argomenti come la gestione dei risparmi, la pianificazione dei microinvestimenti, la conoscenza dei servizi assicurativi e di credito. Abbiamo, inoltre, creato gruppi di capacity building e percorsi di mentoring alle associazioni e ai loro membri. Infine, sono stati implementati percorsi formativi tecnici, specifici per ciascun settore: artigianato, serigrafia, prodotti audiovisivi, apicoltura, turismo, tecnologia, cucito. È stata garantita assistenza legale ai lavoratori dei mercati di frontiera, finalizzata a reperire i documenti ufficiali come certificati di nascita, permessi di lavoro o altri requisiti per ottenere sussidi e assistenza sociale. E abbiamo dato sostegno alla Piattaforma di genere del Nord-Est, una piattaforma di coordinamento che promuove i diritti di genere e l’uguaglianza attraverso sei network, due federazioni e 56 organizzazioni basate nel Nord Est di Haiti mediante assistenza finanziaria alle donne associate e supporto organizzativo e legale per la creazione e strutturazione della Piattaforma.

Una parte importante del progetto è stata la promozione della cittadinanza attiva e la creazione di spazi aperti alla consultazione pubblica, nazionali e binazionali, dove discutere e approfondire la conoscenza delle questioni riguardanti il lavoro informale, i diritti dei lavoratori di frontiera e i migranti, l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne. Nello specifico, l’amministrazione locale di Ganthier ha sostenuto il processo di consultazione pubblica, raccogliendo la “lista dei bisogni”. Secondo i sindaci questo è stato il primo esperimento di governance partecipativa nella zona. In un clima di sfiducia verso la pubblica amministrazione, questo strumento ha creato le precondizioni per una relazione diretta con le autorità, anche se mediato da Oxfam, che è stato percepito un soggetto neutrale e garante della trasparenza. Il ruolo principale della municipalità è stato quello di organizzare e coordinare il Comitato di gestione, che si occupa dell’organizzazione delle consultazioni pubbliche, e nell’aiutare a identificare i bisogni primari. Qui gli effetti del progetto sono stati particolarmente verificabili per quanto riguarda i lavori infrastrutturali: è stata costruita una biblioteca municipale, è stato scelto e installato un sistema di purificazione dell’acqua, a beneficio di 2.500 abitanti.