Il Parlamento conferma il sostegno alla (cosiddetta) Guardia costiera libica

15 Luglio 2021

Oltre 785 milioni di euro spesi per sostenere l'accordo Italia-Libia, senza fermare le morti in mare e consentendo il respingimento in Libia di 50 mila persone, di cui 12 mila solo nel 2020.“Non potremo non dirci complici dei crimini compiuti nei centri di detenzione della Libia.”

A seguito del voto in aula che conferma il sostegno del governo italiano alla Guardia costiera libica, Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam, ha detto:

“Nonostante si continui a morire nel Mediterraneo, nonostante la violazione dei più basilari diritti umani nei lager libici, i cui crimini sono sotto gli occhi di tutti, il Parlamento ha oggi votato per il rinnovo degli stanziamenti alla (cosiddetta) Guardia costiera della Libia.”

Ma la cosa più grave è che l’approccio rimane sostanzialmente quello della stabilizzazione dell’area, contenimento dei flussi e esternalizzazione delle frontiere. A nessuna missione navale è stato affidato il compito di ricerca e soccorso in mare, rimanendo tale funzione affidata alla Guardia costiera libica.”

Il maggiore coinvolgimento dell’Ue, chiesto a gran voce dal segretario PD Enrico Letta, purtroppo non si è concretizzato nel dare alla missione europea Irini compiti di ricerca e soccorso, ma nel rafforzarne il ruolo di supporto tecnico, mentoring, addestramento. Non potremo non dirci complici di nuovi orrori e dei crimini compiuti nei centri di detenzione della Libia a cui assistiamo dal 2017. Un ringraziamento va invece a quei parlamentari che non si arrendono allo status quo e che lavorano affinché cambi la linea politica del nostro paese”.

L’unico elemento di novità è quindi la proposta che il governo avvii la verifica delle condizioni per superare la specifica missione nella prossima programmazione con conseguenti assestamenti della catena di comando. Ci domandiamo quale verifica debba ancora essere fatta, dopo le immagini circolate in tutto il mondo che testimoniano aggressioni, intimidazioni e torture.”

“La sola nota positiva è che venga riconosciuto finalmente un ruolo importante alle ONG, per quel che riguarda le missioni umanitarie con previsione di fondi per svolgere funzioni di peacekeeping, mediazione e riduzione del conflitto.