Il progetto COLTIVA

31 Maggio 2011

Aiutaci a realizzare il progetto COLTIVA

Mali, scolari mangiano il loro pranzo, spesso l'unico pasto completo della giornata. Credits: Amy Vitale/Oxfam

COLTIVA vuol dire anche condividere di più

Con la campagna COLTIVA Oxfam Italia vuole creare un sistema che renda il cibo, la vita, il pianeta più equi e sostenibili. Vuole condividere soluzioni con cui coltivare meglio, investendo sui piccoli agricoltori e dando loro la terra e le risorse necessarie, condividere di più le scelte alla base del sistema, riducendo il potere di pochi sulle decisioni che riguardano tutti; vivere meglio, mettendo al centro i bisogni delle generazioni future.

Con il progetto COLTIVA Oxfam Italia risponde alle immediate necessità della popolazione in emergenza, laddove vi sia scarsità di cibo o di acqua; porta avanti interventi di sviluppo, tutelando l’ambiente, promuovendo l’uso responsabile delle risorse e garantendo l’accesso al mercato ai piccoli produttori locali. E fa attività educative e di informazione, coinvolgendo i nostri volontari, incoraggiando un consumo critico e responsabile e un uso attento di risorse ed energie rinnovabili.

Il progetto interessa 5 paesi: Brasile, Haiti, Italia, Palestina, Sri Lanka

Cosa faremo in Brasile

Mauriléa lavora da giugno come segretaria per il progetto “Frutta tipica". Credits: Alessandro Ugolini/OxfamItalia

Maurilea, beneficiaria di COLTIVA

Nello stato Nord del Parà si concentra la maggiore povertà del paese. Le opportunità di vita della popolazione sono legate all’utilizzo delle risorse naturali: frutta, pesce, crostacei e legnami pregiati. E’ nella capacità di sfruttare queste risorse in maniera sostenibile che si gioca la sua sfida al futuro, in termini di opportunità economiche e biodiversità. Oxfam Italia sosterrà 1.200 piccoli produttori di frutta locali, riuniti in 5 cooperative, fornendo loro assistenza tecnica e finanziaria, con particolare attenzione alle donne, realizzando strutture per la conservazione della frutta e laboratori di analisi chimica e microbiologiche che garantiscano che la qualità del prodotto rispetti gli standard internazionali.

 

 

Cosa faremo ad Haiti

Marie Carole alla sua bancarella, mostra orgogliosa la sua merce. Credits: OxfamGB

Marie Carole Boursiquot

Haiti è il paese più povero dell’emisfero occidentale; il devastante terremoto del 12 gennaio 2010 ne ha distrutto la capitale, mettendo in ginocchio milioni di persone. Nonostante il 70% della popolazione viva di agricoltura, uno su quattro bambini haitiani è malnutrito. Oxfam Italia ha iniziato il suo lavoro nel dipartimento di Les Cayes, a 120 km dalla capitale Port au Prince, dove sosterrà 2.000 famiglie di agricoltori riuniti in cooperative, per migliorare la qualità e quantità della produzione agricola, contribuire a migliorare l’alimentazione e promuovere la commercializzazione dei prodotti agricoli (mango, caffè, arachidi, mais, fagioli…). Costruiremo vivai e orti familiari, magazzini per lo stoccaggio e la trasformazione dei prodotti, fornendo macchine per la trasformazione del caffè, garantendo formazione pratica su tecniche agricole compatibili con l’ambiente e appoggiando i centri per la nutrizione infantile e le mense scolastiche.

Cosa faremo in Italia

Gli attivisti Oxfam Italia sensibilizzano alla Marcia della Pace sul tema land grab

Azione di sensibilizzazione sul tem land grab

Diffonderemo analisi e ricerche sui temi della sicurezza alimentare, del cambiamento climatico, dell’accesso globale a terra e acqua pulita. Diffonderemo via web e via media i contenuti e le notizie legate alla campagna COLTIVA per sensibilizzare e mobilitare il pubblico italiano. Promuoveremo i temi legati alla campagna organizzando momenti di dibattito e di confronto con istituzioni e settore privato per stimolare un impegno maggiore nel definire e promuovere politiche per la sicurezza alimentare e la lotta al cambiamento climatico. Informeremo e sensibilizzeremo oltre 10.000 cittadini, consumatori e studenti sull’impatto delle scelte di consumo e di alimentazioni verdi e sostenibili sul benessere del pianeta, coinvolgendo i nostri volontari che organizzeranno eventi in 12 città italiane.

Cosa faremo nei Territori Palestinesi

Pastore impegnato nella mungitura. Credits: OxfamItalia

Pastore in Cisgiordania

In una situazione politicamente instabile dal 1948, gli abitanti dei Territori Palestinesi (Cisgiordania e Striscia di Gaza) hanno visto progressivamente peggiorare le proprie condizioni di vita nel corso degli anni. La pastorizia rappresenta una delle principali fonti di sussistenza per oltre il 60% della popolazione, che la esercita in situazione di estrema difficoltà, dovute all’impossibilità di muoversi liberamente con le greggi, accedere liberamente ai pascoli e alle fonti d’acqua, o vendere i prodotti al mercato. Oxfam Italia lavora dal 2005 sostenendo le comunità di allevatori in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, intervenendo su tutte le fasi dell’attività produttiva, permettendo di abbattere i costi, di migliorare la qualità dei prodotti destinati alla vendita e favorendo l’accesso al mercato locale. L’impegno di Oxfam Italia continuerà per fornire assistenza veterinaria, per migliorare la salute delle greggi, costruendo mangimifici comunitari che permettono l’acquisto collettivo delle granaglie e favorendo la diffusione dell’inseminazione artificiale per aumentare le nascite, sostenendo 4450 pastori della West Bank e della Striscia di Gaza. Appoggerà la produzione di prodotti lattiero caseari e delle carni qualitativamente migliori, favorendone la vendita e continuerà l’installazione di sistemi di fitodepurazione che permettono il recupero delle acque reflue per l’irrigazione e di recupero di terreni minacciati dalla desertificazione che sta avanzando in alcune parti meridionali della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.

Cosa faremo in Sri Lanka

In Sri Lanka Oxfam Italia sostiene 2000 contadini. Oxfam ItaliaLo Sri Lanka è un paese povero e logorato da profonde disparità sociali. L’agricoltura impiega un terzo della popolazione ma rappresenta solo il 16% del PIL, senza garantire alle famiglie un reddito sufficiente. Spesso colpito da gravi alluvioni e dallo tsunami del 2004, il paese esce nel 2009 da una guerra civile durata 26 anni che ha lasciato oltre 70 mila morti tra la maggioranza cingalese e la minoranza tamil. Lo sfruttamento intensivo dei terreni provocato dalla lunga monocultura ha inaridito il suolo, mentre le piantagioni più fertili restano di proprietà delle multinazionali del thé. Oxfam Italia lavora nelle zone più colpite dal conflitto, nel nord del paese, dove sosterrà 2.000 coltivatori in 20 villaggi dei distretti di Polonnaruwa e Vavunja. Forniremo piante che daranno frutti stagionali e nutrimento costante al terreno e ricopriremo con giardini forestali familiari 100 mila mq. di terreni incolti, ripiantando 500 ettari di foresta. In ogni villaggio, costruiremo cisterne per la raccolta dell’acqua e finanzieremo la costruzione di una banca regionale delle sementi, dove le varietà di semi tradizionali e ad alta produttività saranno raccolti, classificati e resi disponibili a un prezzo conveniente. Per aiutare i coltivatori a migliorare il loro peso sul mercato abbiamo dato vita a 20 centri di stoccaggio, trasformazione e conservazione alimentare. Qui mango, papaya, ananas e frutti della passione verranno trasformati in succhi di frutta, mentre banane e pomodori saranno messi ad essiccare per essere convertiti in prodotti a lunga scadenza da vendere sul mercato locale.