28 Maggio 2024

IN SUDAN è CATASTROFE UMANITARIA

 

Il 15 aprile ha segnato il primo anniversario dall’inizio dei brutali combattimenti in Sudan. Durante l’anno, la crisi si è aggravata, trasformandosi in una delle peggiori tragedie umanitarie al mondo. Il conflitto tra l’Esercito sudanese e le Forze paramilitari di supporto rapido ha causato la fuga di oltre mezzo milione di persone verso il Sud Sudan, mettendo a dura prova gli sforzi umanitari. Mancano ripari, servizi di base, acqua e cibo. Il numero insufficiente di servizi igienici aumenta esponenzialmente il rischio di diffusione di malattie come il colera.

I NUMERI DELLA TRAGEDIA

  • Più della metà della popolazione del Sudan, pari a 28,8 milioni di persone, ha bisogno di assistenza umanitaria.
  • All’interno del paese, 6.5 milioni di persone sono sfollate, mentre quasi altri due milioni hanno cercato rifugio nei paesi vicini come il Sud Sudan e l’Etiopia, sovraffollando i campi profughi e i centri di transito.
Il centro di transito di Renk, in Sud Sudan, ospita persone per cinque volte la propria capacità. Foto: Yangi Teresa Justine/ Oxfam
Il centro di transito di Renk, in Sud Sudan, ospita persone per cinque volte la propria capacità. Foto: Yangi Teresa Justine/ Oxfam

I RACCONTI DEGLI SFOLLATI

La casa di una donna sfollata. Ogni giorno gli sfollati aspettano in ripari improvvisati con la speranza che le organizzazioni umanitarie forniscano loro bisogni essenziali.
La casa di una donna sfollata. Ogni giorno gli sfollati aspettano in ripari improvvisati con la speranza che le organizzazioni umanitarie forniscano loro bisogni essenziali. Foto: Dominic Kango/Oxfam

I rifugiati che attraversano il confine dal Sudan al Sud Sudan sono bloccati lungo il fiume a Renk, una città di confine. I racconti dei sopravvissuti sono drammatici. Aisha, una ragazza di 26 anni e madre di due bambini, descrive l’inizio delle violenze a Khartoum, la capitale del Sudan.

Durante la fuga, Aisha è stata colpita da un proiettile: “Sono caduta e mio marito ha dovuto trasportarmi in braccio. Per fortuna, una settimana dopo, lungo la strada abbiamo incontrato altre persone che ci hanno aiutati a raggiungere Renk.

Aisha ha ancora il proiettile in corpo. La famiglia ha trovato rifugio in una tenda improvvisata nel campo di transito di Renk.

Nafisa , 35 anni, è arrivata a Renk nell’ottobre 2023 dopo aver perso il marito a causa del conflitto. Come Aisha, ora vive con i suoi sette figli in una tenda fatta di stracci consumati uniti insieme. Appena arrivata, Nafisa ha trovato lavoro: procurare acqua alle altre persone. Cammina quasi sette chilometri per raggiungere il punto acqua più vicino. “Mi ci vogliono più di due ore per arrivarci, e lo faccio più volte al giorno per poter comprare cibo per i miei figli” spiega Nafisa.

Avevamo una casa, un lavoro e persino una scuola per i miei figli in Sudan, ma qui anche l’acqua costa 3 dollari. Non me la posso permettere” aggiunge, sottolineando che il sostegno ricevuto dalle organizzazioni umanitarie non è sufficiente.

Nafisa, Aisha e le loro famiglie sono solo alcune delle oltre 600.000 persone che hanno cercato rifugio nel vicino Sud Sudan a causa dei combattimenti tra fazioni militari rivali nel Sudan.

Questa nuova emergenza sta mettendo a dura prova una risposta già tesa e sottofinanziata in Sud Sudan, un paese di circa 11 milioni di abitanti, che deve ancora riprendersi dalla devastazione di una brutale guerra civile di sette anni terminata nel 2020.

Il direttore esecutivo di Oxfam, Amitabh Behar, ha visitato Renk e Jodah, al confine tra Sudan e Sud Sudan, dove ha potuto verificare in prima persona l’afflusso di rifugiati a causa del conflitto in Sudan che, ogni giorno, attraversano il confine.

L’INCUBO DELLA CARESTIA

Alla guerra, si aggiunge lo spettro della fame: quasi 5 milioni di persone sono a un passo dalla carestia e 18 milioni si trovano ad affrontare una grave insicurezza alimentare: 10 milioni di persone in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Secondo le stime delle Nazioni Unite, nei prossimi mesi 222.000 bambini potrebbero morire per malnutrizione.

IL TUO AIUTO FA LA DIFFERENZA TRA LA VITA E LA MORTE

Stiamo collaborando con i Partner in Sud Sudan per garantire acqua pulita e servizi igienici adeguati a oltre 90.000 persone nei campi di transito. Inoltre, stiamo lavorando per potenziare le operazioni e raggiungere 400.000 persone con cibo, acqua pulita e servizi igienici.

La risposta umanitaria di Oxfam nell’area intorno a Renk si aggiunge ad altri interventi in Sud Sudan che hanno aiutato le persone a riprendersi da cinque anni di alluvioni stagionali e conflitti. Questo intervento fa parte di un un’azione umanitaria estesa a tutta l’Africa orientale. Qui, stiamo assistendo persone in cinque stati fornendo acqua potabile e sicura, kit igienici e sovvenzioni in denaro per le famiglie. Inoltre, offriamo supporto alle persone per aumentare i loro redditi attraverso la fornitura di semi, attrezzi e kit da pesca. Nel 2022 e nel 2023, abbiamo assistito più di 800.000 persone.

Garantire acqua pulita, servizi igienico sanitari, cibo e mezzi di sussistenza è urgente. Solo con il TUO aiuto possiamo farlo.

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*OCHA – Ufficio Affari Umanitari delle Nazioni Unite

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