27 Novembre 2025

Inverno a Gaza: migliaia di persone senza riparo e senza acqua

 

Chi fugge dalla guerra sa, mentre abbandona la propria casa, che al suo ritorno potrebbe non trovare più nulla. È quello che è successo a centinaia di migliaia di persone a Gaza che, con l’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, si sono messe in viaggio verso casa, trovando al proprio arrivo solo cumuli di macerie. Sepolti sotto ai resti delle abitazioni sventrate spuntano gli oggetti che prima componevano la vita quotidiana. Per questo molte famiglie hanno scelto di costruire dei rifugi di fortuna sopra ciò che resta delle loro case.

Si stima che gli sfollati interni nella città di Gaza e nel Nord di Gaza siano circa 40 mila, mentre nei governatorati di Khan Younis e Deir al Balah, si parla di circa un milone di persone, che vive principalmente in siti improvvisati.

La gente torna a Gaza City dopo che è stato dichiarato il cessate il fuoco. Credit: Mosab Al-Borno/ Alef Multimedia/ Oxfam
La gente torna a Gaza City dopo che è stato dichiarato il cessate il fuoco. Credit: Mosab Al-Borno/ Alef Multimedia/ Oxfam

Senza un riparo, con l’inverno alle porte

Mentre l’inverno si avvicina, la maggior parte delle persone sfollate vive in insediamenti improvvisati e sovraffollati, molti dei quali si trovano in aree aperte o non sicure.

A un mese dal cessate il fuoco, l’ingresso di forniture umanitarie per i rifugi, in particolare tende, continua a incontrare forti limitazioni a causa del numero ristretto di organizzazioni autorizzate a operare a Gaza e delle approvazioni limitate concesse da Israele.

Le infrastrutture idriche non esistono più

Due anni di guerra hanno danneggiato oltre l’85% delle strutture idriche vitali, e anche i pozzi di acqua sotterranea funzionano solo al 25% della capacità a causa di danni estesi subiti e dell’accessibilità limitata.

Anche gli impianti di trattamento delle acque reflue di Gaza sono attualmente fuori servizio e ripararli è complesso a causa delle restrizioni imposte da Israele all’ingresso dei materiali e delle attrezzature necessari. Ripristinare le reti di drenaggio è più che mai urgente in vista della stagione invernale, in particolare nelle aree soggette a inondazioni vicine agli insediamenti che ospitano le persone sfollate.

Un uomo spinge un carrello con delle taniche tra le macerie e l'acqua contaminata dalle fogne. Credit: Mosab Al-Borno/ Alef Multimedia/ Oxfam
Un uomo spinge un carrello con delle taniche tra le macerie e l’acqua contaminata dalle fogne. Credit: Mosab Al-Borno/ Alef Multimedia/ Oxfam

L’accesso al cibo è ancora troppo limitato

La guerra ha distrutto gran parte dei terreni agricoli e molte aree sono contaminate dai rifiuti bellici.

Le distribuzioni di pacchi alimentari sono riprese da metà ottobre, per la prima volta da aprile, quando Israele aveva imposto il blocco totale. L’accesso al cibo a Gaza non può però dipendere unicamente dagli aiuti umanitari: è urgente riabilitare i sistemi alimentari locali, e che venga garantito l’ingresso di input agricoli, che continuano in gran parte ad essere negati.

Il nostro impegno per ripristinare l’accesso all’acqua

Per far fronte all’emergenza idrica e igienico sanitaria in corso, insieme ai nostri Partner locali, stiamo lavorando senza sosta. Solo nel mese di ottobre abbiamo fornito acqua potabile a quasi 35 mila persone a Gaza e Deir Al Balah e migliorato l’accesso all’acqua per quasi 50 mila persone, riparando più di 5 mila metri di tubazioni idriche domestiche. Nel Governatorato di Gaza abbiamo costruito e messo in funzione due pozzi d’acqua che forniranno acqua domestica a circa 90.000 persone, e abbiamo rimesso in funzione un pozzo che serve 6 mila persone ad Al Zawayda.

Il sovraffollamento negli insediamenti che ospitano le persone sfollate, unito ai gravi danni ai sistemi di gestione delle acque reflue, rappresentano un rischio importante per la salute pubblica. Per questo stiamo installando e riparando tubazioni per le acque reflue e ci stiamo occupando della raccolta dei rifiuti solidi. Oltre a questo, svolgiamo attività di sensibilizzazione sulle buone pratiche igieniche, distribuiamo kit per l’igiene personale, pannolini, assorbenti e taniche pulite per trasportare l’acqua.

Operatori Oxfam cercano di collegare una conduttura idrica per aiutare le persone ad accedere all'acqua potabile. Credit: Alef Multimedia/Oxfam
Operatori Oxfam cercano di collegare una conduttura idrica per aiutare le persone ad accedere all’acqua potabile. Credit: Alef Multimedia/Oxfam

Stiamo rispondendo a più bisogni possibile

Oltre agli interventi volti a garantire l’accesso all’acqua, i nostri operatori hanno intensificato le attività su più fronti.

Stiamo garantendo assistenza alimentare attraverso buoni alimentari, mentre sosteniamo la produzione agricola locale distribuendo piantine e fornendo consulenza tecnica alle famiglie.

Parallelamente, abbiamo potenziato gli interventi di protezione rivolti alle donne, aprendo spazi sicuri, fornendo supporto legale alle donne in difficoltà e attraverso la gestione dei casi di violenza di genere, oltre a fornire servizi di salute sessuale e riproduttiva. Fondamentale anche il sostegno psicosociale: centinaia di donne hanno partecipato a sessioni individuali e di gruppo per affrontare traumi e stress.

Ora più che mai, TU puoi fare la differenza

A Gaza milioni di persone hanno perso tutto. In questo momento, bambini, donne e uomini sono allo stremo, senza acqua, cibo e cure.

Ora più che mai TU puoi fare la differenza, portando beni di prima necessità e aiuti salva-vita.

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