iraq-2 L’ Iraq è un paese martoriato che già dà rifugio a  3,4 milioni di sfollati, mentre 10 milioni di persone, metà dei quali bambini, hanno bisogno di assistenza umanitaria.

L’imminente offensiva su Mosul e le zone circostanti sotto il controllo dell’ISIS potrebbe intrappolare negli scontri centinaia di migliaia di civili.

Intere famiglie si troveranno di fronte alla scelta drammatica tra restare nelle zone sotto il controllo del Daesh o fuggire.

Molti testimoni raccontano come episodi di violenza brutale e mancanza di cibo siano all’ordine del giorno e molte persone rischino la vita per sfuggire ai combattimenti.

Il racconto di Zahia:

 

“Gli abitanti di Mosul hanno già sofferto abbastanza. – dichiara Camilla Stecca dal nostro ufficio emergenze umanitarie  E’ essenziale perciò garantire alla popolazione vie di fuga dai combattimenti in modo che possano raggiungere zone sicure e avere accesso agli aiuti umanitari di cui hanno un disperato bisogno. E inoltre prioritario che tutte le forze armate coinvolte evitino l’uso di armi pesanti, soprattutto nelle aree più densamente popolate della città, facendo tutto il possibile per proteggere i civili. Il governo iracheno ha tutto il diritto di controllare il proprio territorio ma, insieme alle altre parti coinvolte nel conflitto, deve rispettare il diritto umanitario internazionale e proteggere le aree abitate dai civili e le infrastrutture essenziali”.

Gli scontri delle ultime settimane hanno già costretto decine di migliaia di persone a fuggire dalle proprie case, ma l’offensiva per la riconquista della seconda città dell’Iraq potrebbe generare oltre 1 milione di profughi.

Rifugiati scappati dagli attacchi dell'ISIS

Rifugiati scappati dagli attacchi dell’ISIS

Uomini, donne e bambini, con l’inverno in arrivo, avranno bisogno di immediata assistenza umanitaria. Dal marzo di quest’anno gli scontri hanno causato la fuga di quasi 150 mila profughi lungo il cosiddetto “corridoio di Mosul”.

Stiamo intervenendo lungo il “corridoio di Mosul” per fornire  alle persone in fuga dal conflitto acqua potabile, servizi igienici, coperte e altri aiuti umanitari essenziali.

 

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