Egitto, un villaggio nel governatorato di Giza. Credits: Karen Robinson/Oxfam

Egitto

Siamo estremamente preoccupati dell’escalation di violenza in Egitto e condanniamo con forza l’uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza egiziane nei confronti di dimostranti pacifici.
Le autorità egiziane devono considerarsi responsabili per l’utilizzo ingiustificato di proiettili veri, proiettili di acciaio rivestiti in gomma  e quantità letali di gas lacrimogeno contro i civili.


Ci appelliamo all’ Italia, all’Europa e alla comunità internazionale perché prenda immediatamente posizione nell’appoggiare la popolazione egiziana ed esiga dalle autorità egiziane il rispetto degli impegni sottoscritti a livello internazionale in materia di diritti umani. Oltre a questo la comunità internazionale deve cessare i rifornimenti di gas lacrimogeni, proiettili veri e di gomma usati in questi giorni contro i dimostranti.


Jeremy Hobbs, direttore esecutivo di Oxfam International afferma: “Sull’onda dell’abbandono del potere da parte di Hosni Mubarak, i leader occidentali hanno promesso di non ripetere gli errori fatti in passato, con l’appoggio dato ai loro alleati regionali favorendo la stabilità geopolitica a scapito dei diritti umani. E’ tempo di fatti, non di parole.”
Centinaia di persone hanno riportato ferite agli occhi negli scontri tra civili e forze di polizia militare, principalmente dovute al fuoco indiscriminato di proiettili da caccia e rivestiti in gomma usati dalle forze di sicurezza egiziane nel tentativo di disperdere i dimostranti.


I membri dello staff di due organizzazioni partner di Oxfam sono stati seriamente feriti durante le proteste. Sabato 19 novembre Malek Mustafa, un attivista dei diritti umani che lavora per l’Hisham Mubarak Law centre è stato colpito all’occhio a piazza Tahir, al Cairo. E’ stato trasferito in ospedale per un’operazione chirurgica di emergenza. Ancora adesso, non è certo se potrà essere ancora in grado di usare l’occhio.
Lunedì notte anche Ahmed Fiqqi, un giornalista radiofonico dell’organizzazione indipendente Hoqook.com è stato colpito all’occhio e il proiettile è rimasto conficcato in testa. Non è chiaro se e come possa tornare a vedere; può darsi debba ricorrere a un’operazione al cervello. Cinque altri membri di Hoqook.com sono stati feriti mentre tentavano di documentare gli scontri scoppiati lo scorso sabato al Cairo e in numerose altre città in tutto l’Egitto.


Il bilancio di giovedì  riportava più di 3000 feriti e 38 morti dovuti al gas o ai proiettili. Le organizzazioni umanitarie dei diritti umani, incluso l’ Hisham Mubarak Law Centre, hanno documentato che i manifestanti sono stati percossi violentemente, con manganelli. Quantità letali di gas lacrimogeno su ampia scala sono state usati per disperdere i dimostranti. Molti manifestanti e giornalisti raccontano di aver sofferto di gravi ustioni alla pelle e agli occhi, soffocamento, vertigini, nausea e disorientamento come risultato dei continui attacchi con il gas lacrimogeno. I medici sul campo hanno raccontato di proiettili veri estratti dai corpi dei dimostranti, feriti o morti.


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