La storia di Suor Martha Waziri

26 Settembre 2012

La consideravano una pazza

Suor Martha

Ma lei è andata avanti per la sua strada. Ovunque si va in Tanzania si incontrano donne che lavorano la terra ma non possono ereditarla né possederla a causa di restrizioni culturali, secondo cui il diritto di proprietà della terra è riservato agli uomini.

A Dodoma, nel distretto di Kondoa, vive Suor Martha Waziri, una donna decisa a cambiare le cose. La sua impresa ha ispirato un villaggio e ha dato speranza agli orfani.

Martha oggi ha 45 anni ma la sua campagna per il diritto alla terra è cominciata nel 1984. In giovane età ha iniziato il suo percorso vocazionale nella Chiesa cattolica, si è iscritta ad una scuola cattolica ma è stata costretta a interrompere gli studi tre volte per motivi di salute. Scoraggiata e senza terra, senza alcuna speranza di ereditarla dai suoi genitori, Martha ha visto la possibilità di rivendicare un ampio terreno sabbioso al confine del suo villaggio.

Quel terreno era completamente arido e nessun uomo lo voleva. Ma non tutti condividevano l’idea di questa ragazza di 17 anni, e quando chiese all’autorità locale se poteva usare la terra si presero gioco di lei.

“Diventai oggetto di scherno da parte degli abitanti del villaggio e quando la mia prima richiesta fallì, fu un punto a loro vantaggio”, ricorda.

Nonostante ciò, Martha è poi riuscita ad ottenere 18 acri di quella terra. Come coltivatrice e allevatrice, oggi coltiva 9,5 acri, producendo canna da zucchero, mais, patate dolci, cassava, banane e alcune varietà di fagioli. Alleva inoltre otto capre e 26 polli.

Dalla sua iniziativa ha ottenuto benefici economici ma non solo. Ha dato anche un segnale di cambiamento nel suo villaggio. Più di 300 abitanti, organizzati in cinque gruppi, hanno seguito il suo esempio.

Donasian Kassian, abitante del villaggio, mi ha detto: “Quando ci siamo uniti a Suor Martha nella richiesta dei terreni sabbiosi, la gente ci prendeva per matti. Ma 28 anni fa questo posto era un immenso canale inutilizzato. Oggi mangiamo canna da zucchero, mais e fagioli, frutti di questa terra.”

Seguendo la sua vocazione religiosa, Suor Martha ha dato aiuto negli anni a 12 orfani e giovani vulnerabili. Le sue fattorie hanno assicurato il cibo alla sua famiglia allargata e generato un reddito sicuro necessario a costruire 10 stanze dove gli orfani si sentono a casa e dove possono cercare di realizzare i propri sogni.

Il successo di Suor Martha non è stato privo di difficoltà. Racconta che la sua prima esperienza con gli effetti del cambiamento climatico l’ha avuta quando il suo laghetto per i pesci si è asciugato a causa dell’abbassamento del livello dell’acqua in quell’area. La terra si era progressivamente inaridita provocando danni in particolare alla sua coltivazione di banane.

Suor Martha non è un’esperta di agronomia. Non è un’intellettuale e non utilizza macchinari ad alta tecnologia. Ma questa donna straordinaria, proveniente da una normale comunità rurale, ha dato un apporto sostanziale alla conservazione del suo ambiente e ha cambiato sensibilmente le vite di molti suoi compaesani. Non c’è espressione migliore per definirla che Female Food Hero 2012.

Traduzione a cura di Chiara Novaglio