I 6 ragazzi palestinesi venuti in Italia hanno visitato le istituzioni e alcune scuole toscane. Credits: Giovanna Burgos/OxfamItalia

I ragazzi palestinesi incontrano i loro coetanei italiani

In occasione della giornata della memoria la Regione toscana non ha dimenticato i giovani palestinesi.
Nei giorni scorsi, sei ragazzi palestinesi tra i sedici e i diciotto anni hanno incontrato le istituzioni locali toscane e gli studenti di numerose scuole tra Firenze, Siena, Lucca, Buti e San Giuliano Terme. I ragazzi partecipano al progetto “Percorsi di inclusione sociale, dai fattori di rischio alla partecipazione” finanziato dalla Regione Toscana, che vede coinvolti un centinaio di ragazzi della Cisgiordania e di Gerusalemme est a attiva una rete di istituzioni e associazioni italiane, tra cui Oxfam Italia.
Scopo della visita è stato quello di portare all’attenzione di tutti la fondamentale questione dei diritti dei minori palestinesi, minacciati da decenni sia dalla violenza dell’occupazione militare e del conflitto con Israele, che da alcune consuetudini e tradizioni della stessa società palestinese.


Massimo Toschi, consigliere regionale toscano per la pace, durante la visita dei ragazzi il 27 gennaio a Palazzo Strozzi a Firenze ha ricordato l’importanza dell’iniziativa nel difficile e necessario compito di educazione alla legalità e alla cittadinanza.
Il nostro collega Riccardo Sansone ha sottolineato quanto siano proprio i giovani i più colpiti dal conflitto, giovani che rappresentano la maggioranza della popolazione palestinese.


I ragazzi hanno raccontato le proprie esperienze. Sireen Jabarin, 17 anni, ha raccontato di come grazie alla rete italo palestinese la sua associazione sia riuscita ad adottare a distanza due famiglie i cui bambini erano affetti da una patologia denominata “sangue acido”,  che si manifesta principalmente con una forma di intolleranza al latte. Il loro aiuto è stato indispensabile per fornire loro un tipo di latte speciale e molto costoso a Gerusalemme.

Dopo di lei Abdelmoti Jarabi, 17 anni,  ha riportato l’esperienza del passato campo estivo organizzato grazie al network, che ha favorito l’incontro tra ragazzi palestinesi proveniente da diverse regioni, che hanno così potuto scambiarsi idee, iniziative e esperienze. Forse tra i meriti maggiori del partnerariato tra l’Italia e le organizzazioni palestinesi vi è proprio quello di  costruire e rafforzare i rapporti tra i palestinesi in loco che “altrimenti – dice Lama Amro, 16 anni – non si conoscerebbero neppure come vorrebbe la politica israeliana”.

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