Il Marocco visto dagli occhi di Malika Ayane

3 Maggio 2019
Il Marocco visto dagli occhi di Malika Ayane

Malika Ayane: il mio Marocco

Malika Ayane, la cantautrice italiana di origini marocchine e ambasciatrice di Oxfam Italia, sarà la protagonista, il 3 maggio, di un incontro tra parole, immagini e musica, con lo scrittore e giornalista Carlo Martinelli all’interno del 67° Trento Film Festival che si terrà da 27 aprile al 5 maggio.

L’evento è organizzato, presso la sala Anna Proclemer del Teatro Sociale di Trento (alle ore 17:30), nell’ambito della sezione “Destinazione… Marocco” dedicata al paese nordafricano tra film, incontri e momenti enogastronomici.

Nel corso della serata Malika ripercorrerà il viaggio realizzato nel 2013 alla scoperta del Marocco –  terra di origine di suo padre – e dei progetti dell’organizzazione umanitaria a fianco delle cooperative di piccole artigiane e produttrici, impegnate nell’estrazione di olii essenziali dalle piante aromatiche e medicinali.

Un viaggio attraverso le montagne dell’Atlante e nei villaggi dalle case di terra e fango. Un racconto fatto di odori, mani operose, donne, lavoro e la riscoperta delle proprie radici.

“Sono poche le cose che mi ossessionano – ha detto Malika Ayane dopo il viaggio in Marocco – ma sicuramente sul podio ci sono gli odori e la profondità degli sguardi. E il Marocco è il loro contenitore. Viene da qui buona parte della mia educazione alla vita”.

Dopo il viaggio in Marocco, Malika è rimasta al fianco di Oxfam soprattutto in sostegno del lavoro realizzato a fianco delle popolazioni colpite dalle più gravi emergenze umanitarie, per far fronte alla catastrofe umanitaria in Yemen o alla crisi siriana su cui Oxfam è al lavoro da oltre 8 anni in Siria e al fianco dei rifugiati che hanno trovato salvezza nei paesi vicini, come il Libano. Un paese che Malika ha visitato nel 2016 nei campi profughi dove Oxfam interviene per garantire beni di prima necessità e acqua pulita a migliaia di uomini, donne e bambini costretti a vivere in un “limbo” che non sembra avere fine.