Con l'equipe del Centro il Dr. Triggiano, coordinatore scientifico del progetto e Consigliere Comunale di Arezzo. Credits: Oxfam Italia

Cooperazione sanitaria Italia-Libano

Oxfam Italia ha aderito al Manifesto per il rafforzamento del personale sanitario. Il manifesto fa parte di una campagna – promossa da AMREF Italia, Associazione Medici di origine Straniera in Italia-AMSI, Centro Studi di Politica Internazionale-CeSPI, Federazione Nazionale Collegi Infermieri-IPASVI, Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri-FNOMCeO, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale-OISG, Società  Italiana di Medicina delle Migrazioni-SIMM – per monitorare l’applicazione in Italia del Codice di Condotta sul Reclutamento Internazionale di Personale Sanitario dell’OMS.

Il settore sanitario in Italia si confronta con un bisogno crescente di operatori qualificati. Il fabbisogno di formazione di operatori sanitari in Italia è dell’ordine di circa 35.000 nuovi professionisti all’anno, al quale il sistema formativo al momento non è in grado di rispondere autonomamente, soprattutto nel caso degli infermieri. La conseguente scarsità di operatori può compromettere l’erogazione di servizi sanitari adeguati alla popolazione. Tale situazione non è però peculiare solo all’Italia: la carenza di personale sanitario è un fenomeno globale, che si manifesta in forme drammatiche in molti paesi del Sud del mondo. Guarda il video della campagna.

Di conseguenza, il reclutamento unilaterale di operatori sanitari qualificati all’estero, praticato da molti paesi europei inclusa l’Italia, non può essere una soluzione senza che sia adottata una politica cooperativa comune. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha d’altronde riconosciuto, adottando nel maggio 2010 un Codice di Condotta sul Reclutamento Internazionale di Personale Sanitario che mira ad evitare che la concorrenza internazionale in materia di “attrazione di personale sanitario” si faccia a spese dei paesi a risorse più scarse.
Aderendo al Codice di Condotta dell’OMS anche l’Italia ha assunto una serie di impegni che coinvolgono non solo il Governo, ma anche il nostro sistema sanitario, le Regioni, gli ordini delle professioni sanitarie, i datori di lavoro, le agenzie per il lavoro, i soggetti di cooperazione internazionale e la società civile. Le organizzazioni firmatarie di questo Manifesto sono impegnate attivamente nell’attuazione del Codice di Condotta e guardano con interesse all’importante appuntamento di monitoraggio di maggio 2012, quando il nostro paese sarà chiamato a rendere conto all’OMS circa l’applicazione del Codice in Italia.


Riteniamo che l’Italia debba investire maggiori risorse nella formazione di un numero sufficiente di operatori, per rispondere in modo autonomo ai propri  bisogni di personale sanitario, senza ricorrere al reclutamento attivo di operatori nei paesi che già ne hanno una grave scarsità; è necessario garantire al tempo stesso i diritti del personale sanitario straniero attivo in Italia e sostenere e rafforzare i sistemi sanitari di origine di questi operatori attraverso interventi di cooperazione internazionale. Solo così si potrà realizzare il diritto alla salute per tutti in Italia e all’estero.