Migranti in Libia, l’Italia mostri un sussulto di umanità

14 Luglio 2020

Appello urgente per la cancellazione degli stanziamenti alle autorità libiche per il 2020, mentre dall’Italia arrivano 118 milioni per 4 missioni europee che non prevedono il soccorso in mare.

Oltre 1.500 migranti intercettati dalla Guardia costiera libica a giugno e riportati in un Paese in cui oltre 620 mila persone sono vittime di detenzioni arbitrarie, rapimenti, stupri e lavori forzati. Alla vigilia del voto in Parlamento sulle operazioni militari all’estero, che aumenterebbe gli stanziamenti alle autorità libiche, facciamo un appello urgente per la cancellazione degli stanziamenti per il 2020 e l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta.

Dopo la visita del ministro Luigi Di Maio a Tripoli, dal Governo non è arrivato ancora nessun dettaglio sulle modifiche all’accordo, mentre si continuano a finanziare per oltre 118 milioni di euro le missioni europee nel Mediterraneo che non prevedono ricerca e soccorso dei migranti, solo mese di giugno sono morte 98 persone, quasi la metà dell’intero 2020.

La situazione in Libia tra lager e coronavirus

In Libia al momento si trovano oltre 620 mila migranti e rifugiati, in buona parte vittime di rapimenti, detenzioni arbitrarie, stupri e lavori forzati ad opera di bande armate e fazioni in lotta. Si registrano già oltre 1.400 contagi da coronavirus, ma potrebbero essere molti di più.

Da tre anni denunciamo, insieme ad altre organizzazioni umanitarie, gli orrori dei lager libici che avvengono con la connivenza e il finanziamento italiano. Eppure il governo continua ad aumentare le risorse a favore delle autorità libiche e della Guardia costiera che da molte inchieste risulta direttamente collegata al traffico di esseri umani. Una vergogna che si ripete.

Migliaia di disperati sono sottoposti a condizioni igieniche disumane nei centri di detenzione, ammassati uno sull’altro e dunque esposti al contagio da Covid-19. L’Italia dovrebbe lavorare a livello europeo per ripristinare le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, non lasciandole alla sola gestione delle organizzazioni umanitarie che si battono ogni giorno per salvare vite in mare. Allo stesso tempo serve un immediato Piano di evacuazione dai centri di detenzione, come lo stesso ex ministro dell’interno Marco Minniti, tra gli ideatori dello sciagurato accordo Italia-Libia, ha tra l’altro più volte proposto.

L’appello di Oxfam

Si continua a dibattere sull’opportunità di aprire o chiudere i porti, se accogliere o meno qualche decina di migranti, per il timore che possano essere portatori di nuovi focolai di Covid, ma non si tiene conto che ufficialmente dall’inizio dell’anno sono già morti in mare quasi 262 innocenti, nel silenzio dell’opinione pubblica.

  • Facciamo appello al Parlamento per mostrare un sussulto di umanità, non autorizzando gli stanziamenti previsti per quest’anno e votando una delle risoluzioni che saranno presentate da parlamentari che hanno a cuore i diritti umani.
  • Chiediamo l’immediata istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta che faccia luce sui naufragi avvenuti nel Mediterraneo centrale, sulle palesi violazioni dei diritti umani compiute in Libia e sulle responsabilità politiche italiane a queste collegate.
  • Chiediamo che ogni forma di futura collaborazione sia subordinata ad un più ampio negoziato internazionale in grado affrontare la questione della detenzione arbitraria e di tutelare i diritti fondamentali di migranti e rifugiati.