Chad, la terra è così secca che non vi cresce ormai nulla. Credits: Andy Hall

Siccità in Sahel

Dal 20 al 22 giugno 2012 saremo a Rio de Janeiro, che ospiterà la conferenza sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, a 20 anni di distanza dal Vertice della Terra del 1992. Una sfida importante attende governi e società civile, in cui è in gioco il futuro del nostro pianeta.

In un mondo nel quale vertici e summit si susseguono e sembrano essere sempre meno capaci di effettuare quelle grandi scelte di cui l’umanità ha bisogno, perché la Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile di Rio + 20, a vent’anni dalla prima del 1992 è un appuntamento cruciale?
Perché mette al centro del dibattito la questione fondamentale del nostro millennio: come immaginare e attuare, oltre la crisi, un futuro di prosperità, sicurezza e benessere per tutti noi, in un mondo di risorse finite e di limiti naturali importanti.

A Rio de Janeiro Oxfam parteciperà al fianco dei più poveri per esigere soluzioni che possano rispondere allo scandalo di una povertà e di una ineguaglianza crescente. Soluzioni che nascano da un impegno politico forte e inequivocabile per dare un nuovo corso all’economia globale, che coniughi equità e sostenibilità, risponda ai bisogni delle persone più povere rispettando i limiti naturali e porti avanti azioni concrete ed ambiziose su temi come l’agricoltura e l’energia.

Troveremo queste risposte? Rio + 20 sarà in grado di mantenere le aspettative? Non è certo. Tuttavia la grandezza di questi summit è anche il saper gettare idee, intuizioni, semi per un futuro migliore. Come accadde a Rio nel 1992, quando il tema dello sviluppo sostenibile è entrato nel nostro vocabolario, insieme alla tutela della biodiversità, lavoreremo perché Rio + 20 diventi un primo passo per l’adozione di soluzioni concrete – locali, nazionali, globali – con cui stati, imprese, cittadini possano costruire un futuro più equo, libero dalla fame, dall’ingiustizia, dal bisogno, dalla paura.