Prezzi, un’altalena pericolosa

24 Agosto 2012

Prezzi, un’altalena pericolosa

Il punto sulla crisi alimentare

CEREALI
Oltre l’80% delle esportazioni dei cereali più importanti provengono da cinque paesi e sono controllati da quattro grandi imprese. Questo rende molto vulnerabili i mercati internazionali. Gli Stati Uniti sono il più grande esportatore mondiale di mais, soia e grano, e impennate dei prezzi nel settore agricolo si ripercuoteranno attraverso i mercati a livello globale. Secondo la Banca Mondiale, rispetto a giugno i prezzi attesi a livello globale del mais sono aumentati del 45 per cento, 30 per cento quelli della soia e 50 per cento quelli del grano.

RISO
Il riso rimane comunque abbondante, finora i prezzi quest’anno sono scesi del 9 per cento. I consumatori potranno vedere l’impatto dei prezzi entro due mesi per le carni bovine, suine, pollame e latticini (soprattutto latte). I pieni effetti dell’aumento dei prezzi del mais per gli alimenti confezionati e trasformati (cereali, farina di mais, ecc), impiegheranno probabilmente 10-12 mesi per farsi sentire sui prezzi dei prodotti alimentari al dettaglio.

CARNE
La siccità colpirà probabilmente i prezzi al dettaglio delle carni bovine, suine, del pollame e dei prodotti lattiero-caseari, quest’anno e nel 2013. Ma nel breve periodo la siccità può portare ad abbattimento del bestiame  in risposta a più alti costi dei mangimi e aumenti a breve termine nella fornitura della carne. Questo potrebbe ridurre i prezzi di alcuni prodotti a base di carne nel breve termine. Ma questa tendenza si invertirebbe nel tempo, una volta che le forniture di prodotti si riducono.