Replica ad articolo del Times e Observer

11 febbraio 2018
11 febbraio 2018

Siamo scioccati e costernati per le accuse sulla condotta di alcuni membri dello staff di Oxfam Gran Bretagna in Ciad nel 2006, al momento in corso di verifica.

In riferimento al comportamento di alcuni membri del team Oxfam Gran Bretagna ad Haiti nel 2011, l’organizzazione ribadisce come abbia agito in maniera dura e trasparente rendendo pubblica anche sui media l’inchiesta interna il 5 agosto e il 5 settembre dello stesso anno, che portò al licenziamento di quattro membri dello staff e alle dimissioni di altri, incluso il direttore di Oxfam nel Paese.

Ciò che abbiamo davanti è un comportamento assolutamente inaccettabile da parte di un piccolo numero di persone, che hanno tradito gli alti valori che guidano il lavoro di Oxfam e la fiducia dei sostenitori in Gran Bretagna e delle migliaia di persone che ogni giorno sono al nostro fianco per combattere l’ingiustizia della fame e della povertà. Una situazione che ci ferisce profondamente.

La nostra priorità è ed è sempre stata essere al fianco delle donne e delle ragazze vittime di abusi o sfruttamento.

Il nostro lavoro di difesa e promozione dei diritti delle donne è centrale nella nostra azione e valori. In tutto il mondo Oxfam sostiene milioni di donne, con l’obiettivo di garantire loro una vita dignitosa.

“Dopo l’inchiesta resa pubblica nel 2011, Oxfam si è dotata di strumenti e politiche  in primo luogo in grado di prevenire casi di cattiva condotta e abuso, ma stiamo lavorando per agire in modo ancor più efficace: formando gli operatori, rafforzando le verifiche in fase di selezione e, soprattutto, prevedendo dei canali di denuncia protetta per le vittime di abusi.  ha dichiarato il direttore di Oxfam Italia, Roberto Barbieri – Solo consentendo spazi protetti possiamo intervenire con efficacia e il più rapidamente possibile. E sono proprio le donne a guidare questo processo ai vertici di Oxfam, a partire dalla direttrice esecutiva Winnie Byanyima e da 15 su 22 donne a capo delle affiliate Oxfam nella confederazione”.

 


9 febbraio 2018

Replica ad articolo del Times sul lavoro di Oxfam GB ad Haiti nel 2010-2011

In risposta a quanto pubblicato sul Times di oggi, Oxfam ribadisce come abbia sempre trattato con estrema severità e trasparenza qualsiasi accusa di comportamento scorretto da parte dei propri operatori.

In particolare Oxfam ha sempre ritenuto assolutamente inaccettabile il comportamento tenuto da alcuni membri del proprio staff ad Haiti nel 2011. Azioni del tutto contrarie ai propri valori e agli elevati standard professionali ed etici che Oxfam si aspetta dal proprio personale, che hanno portato all’epoca all’avvio di un’immediata indagine interna, con l’obiettivo primario di intraprendere un’azione disciplinare nei confronti dei responsabili.

I risultati dell’indagine e le sanzioni decise sono stati infatti immediatamente annunciate pubblicamente, anche ai media: quattro membri del personale sono stati licenziati e altri, incluso il direttore di Oxfam nel Paese hanno dato le proprie dimissioni prima della fine dell’inchiesta interna. Inoltre le affermazioni riguardo il coinvolgimento di ragazze minorenni non sono state provate.

“Oxfam ha sempre agito all’insegna della massima trasparenza punendo ogni comportamento contrario ai propri valori – ha dichiarato il direttore di Oxfam Italia, Roberto Barbieri – I fatti emersi risalgono a sette anni fa e non hanno mai interrotto o inficiato sull’azione umanitaria realizzata da Oxfam Gran Bretagna dopo il gravissimo terremoto del 2011 ad Haiti. All’epoca dei fatti, Oxfam aveva una gestione indipendente dei progetti realizzati nei diversi paesi da parte delle proprie affiliate ma sappiamo che i nostri colleghi britannici hanno preso azione immediata, interrompendo il rapporto di lavoro con le persone coinvolte.  Fatti di questo tipo sono inammissibili e, laddove accaduti ad Oxfam, ci feriscono ancor più profondamente.  E per questo motivo l’intera confederazione ha rafforzato, e ancora lo sta facendo, le proprie procedure di prevenzione e di possibilità di denuncia protetta dei casi di abuso”.

Sebbene consapevoli che quanto appreso oggi possa aver preoccupato i nostri sostenitori, siamo fiduciosi che le posizioni assunte e le azioni intraprese possano portare chiarezza e rassicurare tutti.