Alla fine del 2024, il numero di sfollati interni nel mondo ha raggiunto circa 83,4 milioni di persone, il livello più alto mai registrato. È un dato record: più del doppio rispetto a poco più di sei anni fa. Guerre, disastri climatici, violenze e crisi economiche spingono milioni di uomini, donne e bambini a fuggire per salvarsi. Spesso, però, queste persone non attraversano un confine internazionale. Restano all’interno del proprio Paese, invisibili alle statistiche più note e spesso escluse dalle tutele previste per chi chiede asilo all’estero.
È qui che entra in gioco il concetto di sfollati interni, una delle realtà umanitarie più gravi e meno comprese del nostro tempo. Parlare di sfollamento interno significa guardare alle crisi non solo come eventi improvvisi, ma come processi che spezzano comunità, economie locali e sistemi di protezione. Capire chi sono gli sfollati interni e perché non possono essere assimilati automaticamente a rifugiati o migranti è fondamentale per leggere correttamente le emergenze in corso e il lavoro delle organizzazioni umanitarie.

Chi sono gli sfollati interni
Gli sfollati interni, definiti a livello internazionale come internally displaced persons (IDPs), sono persone costrette a fuggire dalla propria abitazione a causa di conflitti armati, violenze generalizzate, violazioni dei diritti umani o disastri, ma che non hanno attraversato un confine internazionale.
Restare nel proprio Paese non significa essere al sicuro. Al contrario, gli sfollati interni spesso si trovano in condizioni di estrema vulnerabilità: perdono l’accesso alla terra, al lavoro, ai servizi essenziali e alla protezione istituzionale. A differenza dei rifugiati, non beneficiano automaticamente di un sistema internazionale di asilo e dipendono in larga parte dalla capacità dello Stato di origine e dagli aiuti umanitari. La maggior parte delle persone costrette a fuggire nel mondo oggi sono proprio sfollati interni, non rifugiati.
Chi sono gli sfollati climatici
Una quota crescente degli sfollamenti interni è legata alla crisi climatica. Alluvioni, siccità prolungate, cicloni e desertificazione rendono intere aree invivibili, costringendo le persone a spostarsi senza lasciare il proprio Paese. Gli sfollati climatici non fuggono da un singolo evento, ma da un progressivo peggioramento delle condizioni di vita. La mancanza di acqua, la perdita dei raccolti e l’insicurezza alimentare creano migrazioni interne forzate che colpiscono soprattutto le comunità rurali e più povere, aggravando disuguaglianze già esistenti.
Differenze con rifugiati e migranti
Sfollati interni, rifugiati e migranti vengono spesso confusi, ma indicano situazioni diverse.
- La persona rifugiata attraversa un confine internazionale e ottiene una forma di protezione legale riconosciuta dal diritto internazionale.
- La persona migrante sceglie di spostarsi, anche per motivi economici o familiari, senza essere costretto da una minaccia immediata.
- La persona sfollata interna, invece, fugge per necessità ma resta nel proprio Paese, senza uno status giuridico internazionale equivalente a quello dei rifugiati.
Questa distinzione non è solo terminologica: ha conseguenze dirette sull’accesso agli aiuti, sulla protezione e sulla visibilità politica delle crisi.

Le principali crisi nel mondo
Oggi gli sfollamenti interni sono particolarmente gravi in contesti segnati da conflitti prolungati e crisi ambientali. Oxfam lavora in aree dove milioni di persone sono state costrette a spostarsi più volte all’interno dello stesso Paese, come il Corno d’Africa, il Sahel, lo Yemen, la Siria e l’Afghanistan. In questi contesti, lo sfollamento non è temporaneo: diventa una condizione cronica, che compromette l’accesso al cibo, all’acqua, all’istruzione e alla salute, rendendo intere generazioni più vulnerabili.
Come interviene Oxfam
Oxfam interviene a fianco degli sfollati interni fornendo assistenza umanitaria immediata e lavorando per rafforzare la resilienza delle comunità. L’azione si concentra su acqua e servizi igienici, sicurezza alimentare, sostegno ai mezzi di sussistenza e protezione delle persone più vulnerabili. Accanto alla risposta all’emergenza, Oxfam lavora per affrontare le cause strutturali dello sfollamento, promuovendo il rispetto dei diritti umani, l’accesso agli aiuti e politiche che riducano l’impatto dei conflitti e della crisi climatica sulle popolazioni civili. Capire chi sono gli sfollati interni significa riconoscere una delle grandi sfide umanitarie del nostro tempo ed è anche una forma di responsabilità collettiva.



