Un insediamento informale di profughi siriani a nord di Tripoli (credit: Luigi Baldelli)

Torna a Firenze al Cinema Odeon dall’8 al 13 aprile il festival di cinema dedicato al Medio Oriente. Tra gli eventi speciali, la campagna di Oxfam e UE “You Save Lives” sul dramma dei profughi siriani: appuntamento con il reportage fotografico di Luigi Baldelli,  la proiezione del documentario di Amedeo Ricucci “Il futuro alle spalle” e la tavola rotonda “Mappe mediatiche – I nuovi confini dell’informazione sul Medio Oriente”.


Ogni quattro secondi una persona è costretta ad abbandonare la propria casa a causa di guerre e atrocità. Se contiamo tutti insieme gli oltre 51,2 milioni di profughi oggi nel mondo, il risultato è una nazione sterminata, la 26° per popolazione, tra Sud Africa e Corea del Sud. Sono più di quanti ne abbia generati la Seconda guerra mondiale: uomini, donne, anziani e bambini costretti a lasciarsi tutto alle spalle per sopravvivere.  Tra loro sono ben 11,4 milioni i profughi siriani interni ed esterni generati da un conflitto che, dal suo scoppio nel marzo 2011, ha già causato oltre 220.000 vittime. Civili inermi costretti a lasciare il proprio paese: dall’inizio della crisi, infatti, quasi 4 milioni di siriani hanno cercato rifugio nei paesi vicini, soprattutto in Libano e Giordania. Saranno proprio loro, i rifugiati accolti nei campi profughi di questi due paesi, i protagonisti di un doppio appuntamento che, all’interno del Middle East Now 2015, sosterrà la campagna “You Save Lives” promossa da Oxfam e dall’Unione Europea.


Gli eventi in programma


Dall’8 aprile il pubblico fiorentino potrà scoprire le straordinarie immagini realizzate nei campi profughi di Libano e Giordania dal fotografo Luigi Baldelli, che verranno presentate prima delle proiezioni principali del festival e interpretate dal vivo da attori professionisti.


Si prosegue quindi, domenica 12 aprile alle ore 10:30, con l’iniziativa “Cinema e Talk”, con la proiezione del documentario “Il futuro alle spalle” del giornalista RAI Amedeo Ricucci, per scoprire attraverso la viva voce dei profughi, la drammatica situazione di chi è stato costretto a lasciare tutto a causa della guerra. La proiezione sarà seguita da un incontro a cui prenderanno parte, oltre all’autore e a Luigi Baldelli, Alessia Corsini (UE, Desk Syrian Region), Riccardo Sansone (Oxfam Italia) e Sara Gandolfi (Corriere della Sera), autrice di altri due reportage per la campagna You Save Lives, in questo caso per la carta stampata. Puoi leggere qui quello realizzato per Sette, il settimanale del Corriere della Sera.


A seguire, appuntamento con la tavola rotonda “Mappe mediatiche – I nuovi confini dell’informazione sul Medio Oriente”. Un appuntamento che sarà l’occasione per riflettere sull’informazione nel contesto mediorientale sullo sfondo di uno scenario in continua trasformazione. Mentre l’eco delle “primavere” arabe si sta lentamente spegnendo, l’opinione pubblica occidentale si ritrova infatti di fronte a nuove realtà del conflitto in Medio Oriente. Pericoli reali e “mostri” mediatici irrompono nel nostro quotidiano sovrapponendosi in un insieme sempre più confuso in cui la spettacolarizzazione prevale sulla comprensione. Per questo motivo diventa urgente ripensare il ruolo che l’informazione nel suo insieme ha svolto e svolge nell’orientare l’opinione pubblica. Intervengono: Lucia Goracci (RAI News), Amedeo Ricucci (RAI), Patrick Cockburn (The Independent), Giuseppe Acconcia (studioso di Medio Oriente), Sara Gandolfi (Corriere della Sera) e Alessia Corsini (UE, Desk Syrian Region) La tavola rotonda sarà moderata da Laura Silvia Battaglia, giornalista ed esperta di Medio Oriente, con il coordinamento generale di Felicetta Ferraro.


La campagna “You Save Lives”


You save Lives è la campagna promossa dall’Unione Europea, attraverso il Dipartimento per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile della Commissione Europea (ECHO), e da Oxfam per fare il punto e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei profughi e dei rifugiati presenti oggi nel Mondo. Lanciata lo scorso 9 marzo attraverso il rapporto “I Paesi degli invisibili: 51 milioni di persone in fuga dai conflitti”, la campagna punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei profughi anche attraverso una piattaforma digitale che raccoglierà le storie e i racconti di chi ha dovuto lasciarsi tutto alle spalle per cercare un futuro migliore o, almeno, per sperare di sopravvivere alle atrocità della guerra. Insieme alla piattaforma è stata poi avviata una campagna sui social network attraverso l’hashtag #rendilivisibili.


Obiettivo della campagna è dare un volto, una storia ai milioni di uomini, donne, vecchi e bambini che si nascondono dietro ai numeri e alle crude statistiche, sensibilizzando i cittadini europei sulle tre maggiori emergenze profughi del momento, dato che proprio loro sono tra i primi finanziatori dei tanti interventi di assistenza umanitaria in corso. Al centro del progetto ci sono tre delle peggiori crisi degli ultimi anni in Siria, dove quasi la metà della popolazione del paese ha lasciato la propria casa; in Sud Sudan, dove si contano oggi 2 milioni di profughi, e in Repubblica Centrafricana, dove la guerra civile negli ultimi due anni ne ha causati 860 mila.


Tre scenari di crisi che hanno visto il supporto attivo dell’Unione Europea e di Oxfam, da tempo al lavoro sul campo per tentare di ridare sollievo e speranza alle persone colpite dai diversi conflitti. Nel 2013 la Commissione Europea ha destinato quasi 550 milioni di euro al sostegno di rifugiati e profughi in 33 Paesi. Uno sforzo a cui si aggiunge il contributo di organizzazioni come Oxfam, che integrano i fondi pubblici con denaro proveniente da privati e aziende per sostenere i segmenti più vulnerabili della popolazione.


Le foto sul dramma dei profughi siriani