Storie dalla Siria. Asmaa, ricucire i pezzi della propria vita

8 Marzo 2020
Asmaa, 40, Al-Bwaidieh, Deir Ez-Zor, Siria --- Photo credit: Dania Kareh

Asmaa, 40, Al-Bwaidieh, Deir Ez-Zor, Siria — Photo credit: Dania Kareh

Prima della guerra, ero conosciuta da amici, familiari e clienti come una sarta di incredibile talento. Mi sono costruita una carriera al ritmo dell’ago, e i miei modelli rappresentavano un’ottima fonte di reddito per me e la mia famiglia. Avevo persino il mio negozio dove lavoravo tutto il giorno.

Ma tutto è cambiato sette anni fa quando la mia città, Al-Bwaidieh, nella campagna di Deir ez-Zor, è stata risucchiata dalla violenza. Siamo dovuti fuggire, portando con noi solo poche cose.

Ho nascosto il mio bene più prezioso, la mia macchina da cucire, dentro una balla di fieno e ho anche detto una preghiera, che potesse essere ancora lì al mio ritorno, se avessi fatto ritorno. Ci siamo diretti a Qamishli nella Siria nord-orientale per motivi di sicurezza. Lì abbiamo vissuto quelli che sarebbero diventati i nostri giorni peggiori. Per quasi quattro anni abbiamo svolto lavori casuali, nessuno dei quali era sostenibile o abbastanza per impedirci di dover fare affidamento sugli altri per superare questa guerra. E’ stata una lotta; una vera lotta per me, mio ​​fratello e mia madre. Oh, come avrei voluto avere i miei strumenti per cucire addosso in modo che io e la mia famiglia avessimo potuto vivere con dignità.

Nessuno pensa mai che succederà fino a quando non succede.

Umani, pensiamo di essere immuni … alla guerra, alla violenza, all’esilio. Ma potrebbe succedere a chiunque, ed è successo a noi. Le nostre intere vite sono cambiate; hanno preso la piega verso il peggio. Abbiamo speso tutti i nostri risparmi, venduto i nostri gioielli e tutto quello che avevamo per sopravvivere. Siamo tornati a casa nostra solo di recente e la prima cosa che ho fatto è stata cercare la mia macchina da cucire. Ed eccola lì, ad aspettarmi nello stesso posto in cui l’avevo lasciata.

Strano come a volte le cose più piccole ci diventino così care. Così è la vita quando vivi in ​​una zona di guerra: una macchina da cucire diventa molto più di un semplice strumento; è un mezzo per una vita indipendente, per l’autosufficienza.

Ora stiamo ricucendo insieme i pezzi delle nostre vite. Ho ancora nostalgia dei vecchi tempi, quando ho iniziato la mia carriera. Allora, la gente voleva i capi più raffinati in città; ora si basa tutto sulla sopravvivenza.”

Asmaa, 40, Al-Bwaidieh, Deir Ez-Zor, Siria