Cooperazione Italia – il minidossier sull’aiuto pubblico dell’Italia e del mondo

Il nuovo minidossier “Cooperazione Italia” realizzato in collaborazione con Openpolis è stato pubblicato in occasione della seconda conferenza internazionale sulla partnership globale per l’efficacia dello sviluppo che si terrà oggi a Nairobi. Il focus e i dati riflettono la situazione italiana e internazionale in merito all’aiuto pubblico allo sviluppo, mettendo a confronto le priorità, quelli che sono stati gli impegni presi, la realtà dei fatti e in ultimo compone un quadro su l’uso degli aiuti rispetto ai flussi migratori.

“In un quadro di aiuti che aumentano, come nel caso italiano, non è ammissibile che l’incremento sia “gonfiato” dalle crescenti risorse destinate ad assorbire i costi dell’accoglienza – afferma Elisa Bacciotti, direttrice delle nostre Campagne – Pur riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dall’Italia e da pochi altri paesi positivamente impegnati in prima linea nelle attività di soccorso e accoglienza dei migranti, questa pratica di contabilizzazione rischia di deviare importanti risorse destinate alla lotta alla povertà e alle cause che sono alla radice dei fenomeni di migrazione nei paesi più poveri di origine dei flussi migratori. Questi costi, che è doveroso sostenere, dovrebbero essere al contrario coperti da altri capitoli di spesa, per questo è fondamentale che l’Italia, in seno al comitato per lo sviluppo dell’Ocse, sostenga una revisione delle regole di eleggibilità delle spese in cui ammettere come aiuto pubblico allo sviluppo solo quelle strettamente associabili all’aiuto umanitario e di prima emergenza”

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Qualche progresso ad Haiti a tre anni dal terremoto, ma bisogna fare di più

Campo profughi - HaitiA tre anni dal devastante terremoto che sconvolse Haiti, centinaia di migliaia di persone vivono ancora sotto tende e teloni. Il Paese e gli haitiani continuano a vivere in una condizione di vulnerabilità cronica.

Grazie alla determinazione del popolo haitiano e del suo governo, grazie alla generosità di donatori pubblici e privati in tutto il mondo, sono stati fatti progressi tangibili – commenta Andrew Pugh, direttore di Oxfam Haiti – Ma le principali sfide rimangono aperte: la ricostruzione, il recupero da uno stato di generale abbandono, il rafforzamento di una governance piuttosto debole non trovano ancora soluzioni durature. E’ come fare sempre tre passi avanti e due indietro”. (Per saperne di più clicca qui)

Circa 358.000 persone vivono ancora in 500 campi profughi intorno a Port-au-Prince e nelle aree circostanti. Qui l’accesso ai servizi igienici, all’assistenza sanitaria e all’istruzione è molto limitato e le persone che ci vivono sono esposte a ogni eventuale contraccolpo futuro.

“Nella fase più critica, subito dopo il terremoto, c’erano 1,5 milioni di persone costrette a vivere in 1.500 campi profughi intorno alla capitale, una situazione che è andata sempre migliorando negli ultimi 3 anni. Anche il processo di ricostruzione è andato avanti con migliaia di case ricostruite, quasi tutte le macerie rimosse e il ripristino di strade e illuminazione pubblica” dice Francesco Torrigiani, Responsabile America Latina di Oxfam Italia.

A questo proposito il governo si è particolarmente impegnato nell’ultimo anno con un piano di rientro di 53.000 persone nelle case mediante prestiti, agevolazioni per l’affitto, investimenti per migliorare i servizi essenziali. C’è inoltre un piano di rilancio del settore abitativo, anche se la terra per costruire nuove case è insufficiente e gli investimenti per i servizi essenziali ancora inadeguati.

“Quello che continua a mancare è un piano generale, realistico e a lungo termine di nuovo insediamento guidato e deciso dagli haitiani per gli haitiani. Il ruolo della comunità internazionale è importante, ma deve essere di supporto e non sostitutivo” ha ancora dichiarato Pugh.

Gli uragani Isaac e Sandy del 2012 hanno colpito un paese che vive una condizione di vulnerabilità cronica e che faticosamente si riprendeva dalla devastazione del terremoto e dallo scoppio di colera iniziato del 2010. “In una situazione di possibili nuove emergenze, governo e comunità internazionale devono lavorare per assicurare a tutti una casa con accesso ai servizi essenziali ed eliminare gli ultimi campi profughi.

L’altra grande sfida è ridurre l’impatto di futuri disastri che minacciano la vita di tutti gli haitiani” ha concluso Pugh.

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Per informazioni

Mariateresa Alvino mariateresa.alvino@oxfamitalia.org +39.348.9803541

Ana Caistor Arendar, Regional Campaigns & Communications Mgr., +521 551320 9949, aarendar@oxfam.org.uk

Charles Peleg, Media Officer in Haiti, +509-3701-4933, cpeleg@oxfam.org.uk