A dieci giorni dal terremoto che ha colpito la Colombia, il bilancio dei danni continua a crescere. Sono almeno 186 mila le persone coinvolte, mentre nelle aree più isolate l’accesso agli aiuti resta difficile. Oxfam sta lavorando per sostenere le comunità più colpite, con particolare attenzione a Chocó e Buenaventura.

Il terremoto più forte dell’ultimo secolo di storia della Colombia
Alle 7.34 del 10 agosto, un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia. L’epicentro è stato registrato a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, a una profondità di 96 chilometri. Secondo il Servizio Geologico Colombiano, si tratta del terremoto più forte registrato nel Paese nel XXI secolo.
Da allora sono state registrate centinaia di scosse di assestamento e la situazione ha continuato ad aggravarsi. Con il procedere dei censimenti e delle verifiche sul territorio, la stima dei danni è cresciuta: secondo gli ultimi dati disponibili, almeno 186.182 persone, sono state colpite o sfollate. Si contano 304 morti, circa 4.400 feriti e 426 persone ancora disperse. Sono poi oltre 26.500 le abitazioni distrutte, mentre migliaia di scuole, centri comunitari e strutture sanitarie hanno subito danni.
Le conseguenze del terremoto interessano 472 comuni, con Chocó, Valle del Cauca, Risaralda, Caldas e Quindío tra i territori maggiormente colpiti.

Le comunità più vulnerabili pagano il prezzo più alto
In Chocó, uno dei dipartimenti maggiormente colpiti, circa 69.200 persone sono state coinvolte dall’emergenza. Si tratta in larga parte di comunità afrodiscendenti e indigene che vivono in aree rurali e difficili da raggiungere.
A San José del Palmar, il comune che ospita l’epicentro, circa 2.600 persone sono state colpite e centinaia di abitazioni sono state distrutte o danneggiate.
La risposta a questa emergenza è particolarmente complessa, soprattutto a causa della difficoltà nel raggiungere le comunità rurali e lungo i fiumi. Strade e ponti danneggiati, problemi di comunicazione e, in alcune aree, la presenza di gruppi armati non statali ostacolano la raccolta delle informazioni e la consegna tempestiva degli aiuti.

Acqua, ripari e salute sono le priorità più urgenti
A fronte dei danni alle abitazioni e alle infrastrutture, le esigenze più urgenti riguardano alloggi temporanei sicuri, acqua potabile, servizi igienico-sanitari, assistenza sanitaria, cibo e protezione.
Nei centri di accoglienza è necessario garantire non solo un riparo, ma anche servizi igienici, acqua, illuminazione, privacy e sicurezza. Restano inoltre importanti i bisogni di supporto psicologico, soprattutto per bambini e adolescenti, e la prevenzione della violenza di genere e di altre forme di sfruttamento e abuso.
L’emergenza si sovrappone infatti a vulnerabilità già presenti in territori segnati da conflitti armati, sfollamenti e limitazioni alla libertà di movimento. Per questo la risposta deve tenere conto non soltanto dei danni materiali provocati dal terremoto, ma anche dei rischi di protezione che interessano le comunità colpite.
La risposta di Oxfam
I nostri team in Colombia hanno definito un piano di risposta iniziale concentrato soprattutto su Chocó e Buenaventura, due delle aree in cui Oxfam può contare su esperienza, presenza e relazioni consolidate con le organizzazioni locali.
Il piano si concentra su tre ambiti prioritari:
- acqua, servizi igienico-sanitari e igiene, per contribuire a garantire l’accesso all’acqua sicura e ai servizi essenziali;
- protezione, con particolare attenzione alle persone e alle comunità più vulnerabili;
- recupero dei mezzi di sussistenza, per sostenere la ripresa delle attività economiche e produttive colpite dal terremoto.
Un elemento centrale della risposta di Oxfam è la collaborazione con le organizzazioni locali e gli altri attori umanitari, per comprendere meglio l’impatto dell’emergenza, individuare le lacune nella risposta e valorizzare le capacità già presenti sul territorio, evitando di sovraccaricare le realtà locali che stanno a loro volta affrontando le conseguenze del terremoto.
La risposta deve raggiungere anche chi vive nelle aree più isolate
A dieci giorni dal terremoto, l’emergenza è ancora solo all’inizio. In particolare, nelle aree rurali e lungo i fiumi del Chocó e di Buenaventura molte comunità non sono ancora state raggiunte per valutarne i bisogni.
Oxfam continuerà a lavorare insieme alle organizzazioni locali e agli altri attori umanitari affinché la risposta all’emergenza raggiunga anche le persone che vivono nei territori più difficili da raggiungere e perché, dopo il terremoto, nessuna comunità venga lasciata indietro.
Aiutaci a fare tutto il possibile per sostenere la popolazione colombiana.





