2 Gennaio 2026

Un anno di aiuto umanitario nelle più gravi emergenze globali

 

Il 2025 è stato un anno segnato da crisi umanitarie profonde e sempre più complesse, alimentate da conflitti armati, sfollamenti forzati, fame, carenza di acqua e servizi essenziali. In questo contesto, Oxfam è stata impegnata in prima linea in alcune delle emergenze più gravi al mondo, dal dramma umanitario a Gaza e in Sud Sudan, alla crisi dei rifugiati sudsudanesi in Etiopia, fino ai complessi processi di ricostruzione in Siria e in Libano. In ciascuno di questi contesti, insieme ai nostri partner locali, abbiamo lavorato per garantire accesso a beni essenziali come acqua e cibo, rafforzare la protezione delle persone più vulnerabili e sostenere le comunità duramente colpite da anni di violenza e instabilità.

Gaza

Dopo anni di blocco e occupazione militare, la guerra scoppiata nell’ottobre 2023 ha avuto conseguenze devastanti sulla popolazione della Striscia di Gaza. Quasi due milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case, mentre i brutali attacchi indiscriminati israeliani hanno ucciso migliaia di civili, tra cui bambini, operatori umanitari, personale sanitario e giornalisti.

La distruzione delle infrastrutture idriche e fognarie ha reso l’accesso all’acqua potabile estremamente limitato. In molti insediamenti dove hanno trovato rifugio migliaia di famiglie senza più una casa, l’accumulo di rifiuti e la presenza di acque reflue favoriscono la diffusione di malattie gravi. Il blocco degli aiuti, iniziato durante il conflitto e che prosegue ancora oggi a mesi dall’accordo di cessate il fuoco, prolunga una crisi alimentare drammatica e condanna la popolazione sfollata ad affrontare l’inverno in rifugi di fortuna, esposta al gelo e agli allagamenti.

Tra ottobre 2023 e aprile 2025, insieme ai suoi partner locali, Oxfam ha raggiunto oltre 1 milione di persone a Gaza e in Cisgiordania. Abbiamo distribuito acqua tramite autobotti, ripristinato reti idriche e fognarie, installato impianti di desalinizzazione, docce e latrine. Abbiamo fornito cibo, sostenuto la produzione agricola locale e garantito assistenza e protezione alle persone più vulnerabili, in particolare donne, bambini e persone con disabilità.

Oxfam al lavoro per collegare una conduttura idrica per aiutare le persone ad accedere all'acqua potabile. Credit: Alef Multimedia/Oxfam
Oxfam al lavoro per collegare una conduttura idrica per aiutare le persone ad accedere all’acqua potabile. Credit: Alef Multimedia/Oxfam

Sud Sudan

Il Sud Sudan affronta una delle peggiori crisi dalla sua nascita. Circa metà della popolazione soffre di malnutrizione acuta e milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita e servizi igienici. I tagli ai finanziamenti umanitari stanno riducendo drasticamente gli aiuti proprio mentre aumentano gli sfollamenti interni causati da conflitti e inondazioni, sommandosi a più di un milione di rifugiati che cercano riparo dalla guerra in Sudan.

Secondo l’ultimo rapporto IPC, quasi 6 milioni di persone soffrono di malnutrizione acuta, tra cui 1,3 milioni con malnutrizione molto grave e tassi di mortalità in aumento.

A Renk, città di frontiera sotto enorme pressione, migliaia di arrivi quotidiani dal Sudan stanno mettendo in crisi infrastrutture già fragili. Le scorte d’acqua non sono sufficienti a soddisfare le necessità di tutti e il numero insufficiente di servizi igienici aumenta esponenzialmente il rischio di diffusione di malattie come colera ed epatite, mentre molti ospedali funzionano solo parzialmente.

Oxfam è impegnata nel fornire acqua potabile, promuovere pratiche igieniche sicure e costruire latrine per le persone rifugiate e le comunità ospitanti.

Achol Ring Tong Longar, 21 anni, lava i piatti nella sua tenda in Sud Sudan, dopo essere fuggita dal Sudan devastato dalla guerra. Credit: Peter Caton/Oxfam
Achol Ring Tong Longar, 21 anni, lava i piatti nella sua tenda in Sud Sudan, dopo essere fuggita dal Sudan devastato dalla guerra. Credit: Peter Caton/Oxfam

Etiopia

Sosteniamo la popolazione sudsudanese anche in Etiopia. Il Paese ospita quasi un milione di rifugiati. Una delle principali aree di accoglienza è Gambella, una regione situata nell’ovest del Paese, al confine con il Sud Sudan, e che rappresenta naturalmente uno dei principali punti di ingresso per i rifugiati sud sudanesi in fuga da conflitti e crisi umanitarie. In questo contesto segnato da scarsità di risorse e tensioni sociali, dal 2014 lavoriamo per migliorare l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per la popolazione rifugiata e per quella ospitante. Le attività includono la manutenzione dei sistemi idrici, la costruzione di servizi igienici inclusivi e la promozione di corrette pratiche igieniche.

Nyabile Wichluol, 24 anni, e Nyakueth Gach, 25 anni, mentre utilizzano un punto di approvvigionamento idrico allestito da Oxfam nel campo per sfollati sudsudanesi di Jewi, nella regione di Gambella. Credit: Maheder Haileselassie/Oxfam
Nyabile Wichluol, 24 anni, e Nyakueth Gach, 25 anni, mentre utilizzano un punto di approvvigionamento idrico allestito da Oxfam nel campo per sfollati sudsudanesi di Jewi, nella regione di Gambella. Credit: Maheder Haileselassie/Oxfam

Siria

Da oltre dieci anni la Siria è alle prese con una gravissima crisi umanitaria. Nonostante la speranza sollevata dalla caduta del regime di Basher Al Assad, la realtà quotidiana per molti purtroppo oggi non è cambiata.

Nuove tensioni armate si sono sommate agli effetti del cambiamento climatico: siccità estrema e incendi hanno distrutto raccolti e mezzi di sussistenza.

Oggi il 90% della popolazione siriana vive in povertà e il 60% dipende dagli aiuti umanitari per sopravvivere. In molte aree del Paese la ricostruzione è ferma ad un anno fa.

Oxfam ha risposto ai bisogni più urgenti nei governatorati di Rural Damasco e Deir ez Zor, intervenendo nei settori dell’acqua, dei servizi igienici, della sicurezza alimentare e della protezione.

Le attività hanno incluso la riabilitazione di pozzi e servizi igienici, la distribuzione di kit igienico-sanitari, il sostegno economico alle famiglie e il ripristino di infrastrutture essenziali, tra cui un forno statale.

Un membro dello staff di Oxfam riempie un'autocisterna a Ballouran, nella zona rurale di Latakia. Credit: Islam Mardini/Oxfam
Un membro dello staff di Oxfam riempie un’autocisterna a Ballouran, nella zona rurale di Latakia. Credit: Islam Mardini/Oxfam

Libano

Nel Sud del Libano, i bombardamenti Israeliani hanno lasciato segni profondi. Per molti abitanti dei villaggi del sud il rientro a casa è stato difficile. In molti, al loro rientro, non hanno trovato altro che distruzione: case, infrastrutture vitali, tutto ciò che rende un luogo abitabile. Oxfam ha risposto all’emergenza garantendo acqua sicura, servizi igienici, kit con beni essenziali e supporto psicologico alla popolazione colpita.

Solo tra gennaio e aprile 2025 abbiamo sostenuto oltre 4.800 persone nei governatorati di Tiro e Nabatieh, distribuendo acqua tramite autobotti, riabilitando strutture igienico-sanitarie danneggiate e fornendo kit igienici, per la salute mestruale e per neonati, oltre a lampade solari. Abbiamo inoltre offerto supporto psicologico a centinaia di persone, contribuendo a rafforzare la resilienza delle comunità colpite dal conflitto.

Ruba e Hassan Chamas camminano tra le rovine della loro casa dopo un bombardamento israeliano. Lei indossa abiti neri in segno di lutto per suo figlio. Quando sono iniziati i bombardamenti aerei, hanno cercato un posto più sicuro, ma suo figlio di 26 anni è rimasto indietro per prendersi cura dei loro animali e proteggere le loro case. Un attacco notturno ha lasciato un cratere dove un tempo sorgeva il soggiorno, dove suo figlio dormiva su un tappeto che lei gli aveva lasciato per stare al caldo. Credit: Pablo Tosco/Oxfam
Ruba e Hassan Chamas camminano tra le rovine della loro casa dopo un bombardamento israeliano. Lei indossa abiti neri in segno di lutto per suo figlio. Quando sono iniziati i bombardamenti aerei, hanno cercato un posto più sicuro, ma suo figlio di 26 anni è rimasto indietro per prendersi cura dei loro animali e proteggere le loro case. Un attacco notturno ha lasciato un cratere dove un tempo sorgeva il soggiorno, dove suo figlio dormiva su un tappeto che lei gli aveva lasciato per stare al caldo. Credit: Pablo Tosco/Oxfam

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