Sierra Leone. Mary Kamara spiega a Olive come si diffonde ebola e cosa fare in caso di contagio. Credits: Oxfam

Mary spiega a Olive come si difofnde il virus

Si fa sempre più urgente prevenire un’ulteriore diffusione dell’epidemia di Ebola in Africa occidentale. Centinaia di volontari locali stanno infatti aiutando in questi giorni Oxfam a fornire supporto e informazioni a più di 400.000 persone che vivono nelle comunità dei paesi colpiti dal virus nel tentativo di fermare così il contagio tra la popolazione. Guarda il video sul nostro lavoro sul Sole 24 ore


Grazie ad un rapporto diretto con le comunità locali, i volontari sostenuti da Oxfam stanno andando porta a porta in varie aree della Sierra Leone e della Liberia per spiegare alle famiglie le modalità di diffusione del virus Ebola e l’importanza di un trattamento immediato in caso di contagio. Oxfam sta inoltre avviando altre attività per informare le comunità, incluso il lavoro con i leader religiosi e locali e l’utilizzo della radio per raggiungere il maggior numero possibile di persone e diffondere messaggi di sensibilizzazione sull’Ebola. I volontari arrivano da ogni parte e hanno lavorato in passato per altre campagne di salute pubblica.


Agnes Nyantie, volontaria di Oxfam in Liberia, impegnata sei giorni su sette a visitare almeno venti case al giorno per parlare di Ebola con le famiglie, racconta: “La gente sta male,  ha paura di un nemico invisibile come l’Ebola e soprattutto non sa come si contragga. Vuole solamente che l’epidemia scompaia per sempre”.


C’è paura, rifiuto e stigmatizzazione per una malattia altamente contagiosa, mai apparsa prima in Africa occidentale. Senza una rete di volontari, sarebbe impossibile raggiungere decine di migliaia di persone con avvisi e istruzioni su come si fa a proteggersi.


La maggioranza della popolazione in Sierra Leone, Liberia e Guinea non sa leggere né scrivere, e non ha neppure un accesso a internet. Le informazioni arrivano principalmente attraverso il passaparola, dai leader locali, dalla radio o dai manifesti in strada.


Oxfam promuove tra la popolazione l’abitudine a un’igiene regolare e pratiche di sepoltura sicure: incoraggia le comunità a non rifiutare i sopravvissuti al contagio da Ebola, un  lavoro che avviene assieme ai leader religiosi e agli anziani rispettati e ascoltati all’interno delle comunità locali.


Finora oltre 5.000 persone sono state uccise dal virus, e più di 13.700 sono state infettate. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che entro dicembre il numero di nuovi casi potrebbe arrivare fino a 10.000 alla settimana, senza un’azione efficace per bloccare la diffusione dell’epidemia.


Oxfam ha aiutato le stazioni radio locali a produrre messaggi, spot e programmi che informino la popolazione sull’Ebola e sui metodi per fermarne la diffusione come parte di un più ampio lavoro di prevenzione. Oxfam chiede inoltre ai leader che parteciperanno al G20 della prossima settimana, di sostenere la battaglia contro la diffusione dell’Ebola, aumentando il numero di medici e militari sui territori colpiti e facendo in modo che i fondi promessi siano stanziati rapidamente per supportare lo sforzo portato avanti per la prevenire la diffusione del contagio.