Lo Yemen sta attraversando una delle peggiori crisi umanitarie al mondo: oltre 17,8 milioni di persone – tra cui 9,2 milioni di bambini – non hanno accesso ad acqua potabile sicura, servizi igienico-sanitari e igiene.
La dipendenza da fonti d’acqua contaminate ha alimentato la diffusione di malattie mortali trasmesse dall’acqua, come colera, malaria e diarrea, aggravando ulteriormente le condizioni di salute pubblica.
A Farjat Adeem, nel governatorato di Taiz, in Yemen, per molte donne l’acqua significava ore di cammino e fatica ogni giorno. Ore passare a raggiungere stagni a cielo aperto, e riempire dei secchi di acqua spesso contaminata e pericolosa per la salute.

Acqua sicura grazie all’energia del sole
Per rispondere a questa emergenza, Oxfam ha avviato un progetto che sfrutta l’energia del sole per garantire alla comunità un accesso continuo e sicuro all’acqua. È stato realizzato un nuovo pozzo e un sistema di pompaggio alimentato da pannelli solari, che ha ridotto la dipendenza dal diesel, spesso costoso e difficile da reperire. Nei periodi di minore luce solare, un sistema di supporto assicura comunque la continuità del servizio, mentre dei serbatoi permettono di distribuire l’acqua in modo regolare alle famiglie. Grazie a una gestione più equa della risorsa, oggi l’acqua arriva direttamente nelle case.

“Raccogliere l’acqua era estenuante” – la storia di Moniat
Per Moniat Abdulmalek, 40 anni, l’accesso all’acqua era una battaglia quotidiana che assorbiva il suo tempo, le sue energie e il suo benessere.
“Prima della guerra mio marito lavorava e provvedeva a noi. Ma da quando ha iniziato a manifestare un disturbo mentale, non è più stato in grado di sostenere la famiglia. Ho dovuto comprare tutto a credito nei negozi locali per sopravvivere. Durante il Ramadan, se qualcuno mi dava del denaro, lo usavo per saldare i debiti. Devo ancora soldi a tre diversi negozi”.
La raccolta dell’acqua aggravava ulteriormente il suo carico.
“Prima del progetto non avevamo altra scelta che prendere l’acqua dagli stagni aperti per il bucato e le pulizie. Passavo intere mattinate a raccoglierla e lavare, poi tornavo di nuovo nel pomeriggio. Era estenuante, e i miei figli soffrivano continuamente di diarrea a causa dell’acqua contaminata”.
Poi, il giorno in cui l’acqua pulita è arrivata direttamente a casa sua, tutto è cambiato.
“Da quando sono stati installati i tubi e avviato il pompaggio solare, la vita è diventata molto più facile. Ora beviamo acqua pulita e sicura senza paura”.

L’accesso all’acqua alleggerisce il peso della vita – la storia di Warda
La vita di Warda Abdu Qasem è stata segnata da sfollamento, malattia e difficoltà. Costretta a fuggire da Al-Wahat a causa della guerra, la sua famiglia, compresi i suoi quattro figli, ha trovato rifugio a Farjat Adeem. Sebbene fosse stata assegnata loro una piccola casa, la sopravvivenza restava una sfida quotidiana.
“Vivevamo una vita stabile e serena. Ma la guerra e lo sfollamento hanno distrutto la nostra sicurezza. Mio marito, che lavorava come facchino spingendo un carretto a mano, ha avuto un ictus ed è rimasto costretto a letto. Ora lavoro dove posso, trasportando sacchi di farina o bombole di gas, per mantenere la mia famiglia”.
Raccogliere l’acqua era un ulteriore peso.
“Dovevo portare i contenitori di plastica sulla testa e camminare per lunghe distanze fino allo stagno aperto, pur sapendo che l’acqua non era potabile. Per l’acqua da bere mi affidavo ai vicini che avevano accesso alla rete idrica”.
Oggi la sua famiglia ha ricevuto un serbatoio, tubazioni e un contatore che li ha collegati direttamente al sistema idrico.
“Ora non ci preoccupiamo più dell’acqua. Questo progetto ha davvero cambiato la nostra vita”.

Un percorso verso stabilità e speranza
Grazie al progetto WASH di Oxfam alimentato a energia solare, 4.650 persone di Farjat Adeem oggi hanno accesso ad acqua pulita e sicura. L’arrivo dell’acqua nelle case ha ridotto le malattie, alleggerito il peso economico sulle famiglie più vulnerabili e restituito tempo e dignità a donne e bambini, finalmente liberi dalla fatica quotidiana della raccolta dell’acqua. Non è solo un intervento infrastrutturale, ma un cambiamento profondo che ha riportato salute, stabilità e speranza.
“Non si tratta solo di acqua. Si tratta di pace, dignità e di un futuro senza paura», riflette Warda. «Ora, invece di preoccuparci di dove trovare acqua pulita, possiamo concentrarci sulla ricostruzione delle nostre vite”.

Partecipa al cambiamento!
L’accesso ad acqua sicura e sostenibile è un diritto umano fondamentale, non un privilegio. In Yemen, milioni di persone ne sono ancora private.
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