In Yemen, dove anni di conflitto e crisi economica hanno reso l’accesso all’acqua sempre più difficile, un progetto di Oxfam ha trasformato un sistema idrico al collasso in una soluzione sostenibile alimentata dall’energia solare. A Farjat Adeem, nel governatorato di Taiz, migliaia di persone oggi possono contare su acqua sicura, accessibile e disponibile ogni giorno.

Quando anche trovare acqua diventa una lotta quotidiana
Nell’area di Farjat Adeem, nel governatorato di Taiz, un sistema idrico che per decenni aveva garantito l’approvvigionamento della comunità era ormai vicino al collasso.
L’aumento vertiginoso dei prezzi del carburante, insieme ai costi sempre più elevati per la manutenzione e i pezzi di ricambio, aveva reso impossibile mantenere in funzione le pompe alimentate a diesel. Il comitato comunitario responsabile del servizio aveva provato ad aumentare le tariffe dell’acqua, ma per molte famiglie il costo era diventato insostenibile.
Con il progressivo peggioramento della situazione, molte persone sono state costrette a ricorrere a fonti d’acqua non sicure, aumentando il rischio di malattie e mettendo ancora più pressione sulle famiglie. Come spesso accade nelle crisi idriche, il peso maggiore è ricaduto soprattutto su donne e bambini, incaricati di percorrere lunghe distanze per procurarsi l’acqua necessaria alla vita quotidiana.

Energia solare per garantire acqua sicura e sostenibile
Per rispondere a questa emergenza, Oxfam ha riqualificato il sistema idrico locale introducendo un impianto di pompaggio alimentato a energia solare: una soluzione sostenibile che ha eliminato la dipendenza dai combustibili fossili e garantito una fornitura continua di acqua pulita a costi accessibili.
Grazie a questo intervento, le malattie legate al consumo di acqua contaminata sono diminuite drasticamente e bambini e bambine non devono più rinunciare alla scuola per aiutare le proprie famiglie nella raccolta dell’acqua.

“Abbiamo rischiato la vita per l’acqua”
Prima del progetto di Oxfam, per Abeer, madre di due figli, trovare acqua pulita significava affrontare ogni giorno un viaggio lungo, faticoso e pericoloso.
“Prima della guerra tutto era più semplice e mio padre riusciva a prendersi cura di noi. Ora io e mia sorella dobbiamo lavorare insieme a lui. Ci svegliavamo presto ogni mattina per raggiungere pozzi lontani e aspettavamo fino a mezzogiorno a causa delle lunghe code”, racconta.
Il percorso verso i pozzi attraversava sentieri di montagna impervi. Le famiglie trasportavano i contenitori d’acqua sulla testa per chilometri, esponendosi al rischio di cadute e incidenti.

“C’erano serpenti lungo il cammino e avevamo sempre paura di cadere nei pozzi aperti. Quando il pozzo principale si è prosciugato, siamo dovuti andare ancora più lontano.”
La situazione aveva conseguenze anche sulla salute dei bambini.
“Le persone gettavano rifiuti nel pozzo e i miei figli soffrivano di diarrea e vomito a causa dell’acqua contaminata.”
Oggi, grazie al nuovo sistema idrico alimentato dal sole, la vita della famiglia è cambiata.
“Non dobbiamo più andare a prendere l’acqua. Il progetto solare ci ha liberato da un peso enorme. Possiamo riempire i nostri serbatoi pagando una piccola tariffa e i miei figli possono finalmente bere acqua pulita senza ammalarsi.”
Fatima: “Ora posso dedicare il mio tempo alla mia famiglia”
Anche per Fatima, sorella di Abeer, la ricerca dell’acqua occupava gran parte della giornata.
Ogni mattina affrontava un lungo percorso verso il pozzo, un viaggio che poteva durare mezza giornata.
“Il sentiero di montagna era stretto e difficile da percorrere. Poteva passare solo una persona alla volta e dovevamo fermarci spesso per riprendere fiato.”
Dopo ore di cammino e attese in coda, Fatima tornava a casa con contenitori pesanti pieni di acqua spesso contaminata.
Oggi, invece, può dedicare il suo tempo ad altre attività.
“Posso lavorare e aiutare la mia famiglia invece di trascorrere ore camminando solo per portare a casa pochi litri d’acqua.”

Ali: “Il progetto ci ha salvati da un percorso pericoloso”
Per Ali, padre di Abeer e Fatima, la crisi idrica aveva cambiato profondamente la vita della sua famiglia.
Lui e i suoi figli trascorrevano ore alla ricerca dell’acqua, spesso affrontando percorsi difficili e rischiosi.
“Di notte mi mettevo in fila con i contenitori di plastica. Al mattino le mie figlie facevano lo stesso, ma la fila era già piena. Dovevamo trasportare l’acqua sugli asini o sulla testa e tornavamo a casa completamente esausti.”
Con il nuovo sistema idrico, questa realtà appartiene al passato.
“Ora l’acqua arriva direttamente fino alle nostre case. I nostri serbatoi sono pieni e la vita è più pulita e più semplice. Le tariffe sono accessibili e non dobbiamo più affrontare quel percorso pericoloso.”
Una soluzione sostenibile che restituisce tempo, salute e dignità
Il progetto WASH di Oxfam alimentato a energia solare ha garantito l’accesso all’acqua sicura a 665 famiglie, pari a circa 4.650 persone, nella comunità di Farjat Adeem.
L’intervento ha prodotto benefici concreti:
– Accesso sostenibile all’acqua: un sistema di pompaggio alimentato da energia rinnovabile;
– Migliore salute pubblica: riduzione delle malattie legate all’acqua contaminata;
– Maggiore sicurezza economica: acqua disponibile a un prezzo accessibile anche per le famiglie più vulnerabili;
– Più opportunità per donne e bambini: meno tempo dedicato alla raccolta dell’acqua significa più tempo per scuola, lavoro e vita familiare.
“Non dobbiamo più sopportare il peso fisico, economico ed emotivo di andare a prendere l’acqua”, racconta Abeer. “Questo progetto ci ha dato molto più dell’acqua pulita: ci ha restituito il nostro tempo, la nostra salute e la nostra dignità.”
Sostieni il diritto all’acqua
L’accesso all’acqua sicura è un diritto umano fondamentale. In contesti segnati da conflitti, crisi climatiche e povertà, Oxfam lavora insieme alle comunità locali per sviluppare soluzioni sostenibili che garantiscano acqua pulita e condizioni di vita migliori.
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