24 Maggio 2024

A GAZA LA MANCANZA DI IGIENE MINACCIA LA VITA DEI BAMBINI

 

Da sei mesi, Duaa e la sua famiglia sono sfollati. Come centinaia di migliaia di persone vivono in una tenda di fortuna nel campo di Al-Mawasi. Sua figlia ha contratto l’epatite a causa delle scarse condizioni igieniche: all’uso di acqua contaminata e all’uso di servizi igenici sovraffollati.

UNA TENDA CHE NON OFFRE PROTEZIONE

La tenda dove Duaa, il marito e i suoi figli vivono ha un unico ambiente che serve da cucina, da camera da letto e da magazzino. È fatta di teli nylon: di notte è fredda, e le coperte non bastano a tenere caldi i bambini. Con il sorgere del sole diventa una serra in cui l’aria è irrespirabile. Duaa è costretta a cucinare al suo interno, utilizzando un piccolo fornelletto a gas. “Non appena sorge il sole, né io né i miei figli possiamo restare dentro. Anche mentre cucino, è incredibilmente caldo” racconta Duaa, mentre mette a bollire un po’ d’acqua. Intorno alla tenda ve ne sono altre; il campo è ormai sovraffollato, e solo degli stracci di stoffa o plastica dividono gli spazi.

Duaa Abu Sabha cucina nella sua tenda nell'area di Al-Mawasi, nel Governatorato di Khan Yunis, mentre suo marito gioca con i loro bambini Foto: Alef Multimedia/Oxfam
Duaa Abu Sabha cucina nella sua tenda nell’area di Al-Mawasi, nel Governatorato di Khan Yunis, mentre suo marito gioca con i loro bambini Foto: Alef Multimedia/Oxfam

SOPRAVVIVERE TRA MOSCHE, RIFIUTI E MALATTIE

Mentre Duaa cucina, sua figlia scaccia le mosche dal viso del fratellino più piccolo.

Qui ci sono molte mosche, zanzare, e insetti. La spazzatura è sparsa ovunque, e tutto questo porta le persone ad ammalarsi. […] Se non siamo morti a causa delle bombe e della paura, moriamo per le malattie portate dai rifiuti, dalle fogne e dalle zanzare. Quando cucino, le mosche infestano il cibo. Quando mio figlio piccolo dorme, ha il viso ricoperto dalle mosche.” continua Duaa.

La presenza di pozzi neri accanto alle latrine e di fogne a cielo aperto attira gli insetti, e le strade sono invase dai liquami. Questo porta alla trasmissione di malattie pericolose, mentre il sovraffollamento ne accelera la diffusione. Come tantissimi altri, la figlia di Duaa ha contratto l’epatite.

Mia figlia vomitava tutto il tempo. Soffriva tanto. Trascorreva tutto il tempo in bagno. L’ho portata al presidio medico perché la curassero, ma il dottore mi ha detto che per lei non c’è cura.

L’epatite è contagiosa, ma come fare a contenere il contagio in un luogo estremamente sovraffollato, in cui l’igiene è quasi impossibile da mantenere?

Quando suo fratello le prendeva qualcosa (dalle mani), gli dicevo che quelle erano cose riservate solo a sua sorella, perché lei era ammalata. Ma il bagno non poteva essere riservato solo a lei…

IL NOSTRO INTERVENTO A FIANCO DELLA POPOLAZIONE CIVILE

La mancanza di acqua potabile e di servizi igienici adeguati rappresenta una enorme minaccia alla sopravvivenza agli abitanti della Striscia di Gaza. Gli sfollati come Duaa hanno a disposizione pochissima acqua pulita, che spesso mischiano con quella salata o contaminata, con pesanti ripercussioni sulla salute.

Dall’inizio dell’escalation abbiamo raggiunto 335 mila persone. Migliaia di persone hanno ricevuto taniche per l’acqua, rifornimenti di acqua tramite autobotti, accesso a nuovi locali igienici con latrine e docce, e beneficiato delle riparazioni delle condutture per lo smaltimento delle acque reflue, migliorando significativamente le condizioni di vita nei rifugi informali e nelle comunità circostanti. Abbiamo inoltre installato cinque impianti di desalinizzazione, uno dei quali brutalmente bombardato e distrutto dalle forze Israeliane insieme a tre pozzi d’acqua e una stazione di pompaggio dei liquami.

Nel campo di Al-Mawasi, abbiamo installato latrine, lavabi e cisterne. Duaa ci racconta l’impatto che queste misure hanno sulla sua vita quotidiana.

Al mattino presto, alle sei, c’era già la fila per i bagni a causa dell’affollamento. I bambini non potevano aspettare […] Era un susseguirsi di persone che entravano e uscivano dai bagni. Ma grazie ai nuovi bagni installati da Oxfam, la situazione è notevolmente migliorata: sono vicini a noi e puliti. Le persone li igienizzano regolarmente, garantendo un ambiente più salubre. Questi bagni sono un cambiamento rispetto a quelli che avevamo prima. Per quanto riguarda l’approvvigionamento d’acqua, prima dovevamo fare un lungo tragitto, fino a un chilometro di distanza. Mio marito faceva la fila al mattino per riempire le taniche, che poi utilizzavamo per lavare, e doveva farlo nuovamente più tardi. Fortunatamente, grazie ai pozzi scavati da Oxfam, ora abbiamo accesso all’acqua più facilmente, risparmiando tempo e fatica.”

Duaa mentre utilizza il lavabo predisposto da Oxfam; ne sono stati distribuiti centinaia a beneficio degli sfollati nel campo di Al Mawasi. Foto: Alef Multimedia/Oxfam
Duaa mentre utilizza il lavabo predisposto da Oxfam; ne sono stati distribuiti centinaia a beneficio degli sfollati nel campo di Al Mawasi. Foto: Alef Multimedia/Oxfam

IL TUO SOSTEGNO È VITALE

Tu, in questo momento di grave emergenza, puoi fare la differenza tra la vita e la morte per le migliaia di persone che sono intrappolate nella Striscia senza un posto dove fuggire per mettersi in salvo. Questi civili innocenti stanno pagando un prezzo altissimo, che nessuno dovrebbe pagare.

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