Ciad. Aramla, Fatima e Kartouma scavano nel formicaio alla ricerca di cereali preziosi per la zuppa. Credits: Andy Hall

Ciad, si cerca cibo nei formicai

Mancano all’appello milioni di dollari per sostenere i progetti di aiuto alle popolazioni del Sahel e scongiurare l’aggravarsi della crisi alimentare nei prossimi mesi. Oxfam, insieme con Action Against Hunger, Save the Children e World Vision intende raggiungere circa 6 milioni di persone con programmi nei paesi colpiti dalla crisi, ma ad oggi le risorse disponibili hanno consentito di fare meno di un terzo di questo cruciale e vitale lavoro.

In tutto le agenzie hanno bisogno di 250 milioni di dollari, ma finora ne sono stati raccolti solo 52: un cifra fredda quanto drammatica, perché lascia senza aiuti oltre 2 milioni di persone. Senza risorse le agenzie saranno costrette a rivedere i loro piani.

Action Against Hunger e Oxfam hanno entrambe rilevato un gap di due terzi dei fondi di cui avrebbero bisogno per  fornire assistenza rispettivamente  a 1 milione e 1,2 milioni di persone, mentre Save the Children e World Vision sono riusciti a raccogliere rispettivamente solo il 15% e il 20% delle risorse necessarie a raggiungere l’obiettivo che si erano prefisse, cioè di portare aiuto rispettivamente a 2,5 milioni e 1,1 milioni di persone.

La crisi colpisce anche le Nazioni Unite: dei 724 milioni di dollari preventivati, ne sono arrivati meno della metà; il gap rischia di ampliarsi con l’aggravarsi di un’emergenza che richiederà più soldi per la sua  soluzione. Aumentano i casi di malnutrizione in tutta la regione e le agenzie chiedono la convocazione di una conferenza in cui Governi e donatori economicamente forti si impegnino a coprire l’intero ammontare di fondi necessari a scongiurare una crisi senza ritorno, che può mietere migliaia di vittime.

Patricia Hoorelbeke, rappresentante di Action Against Hunger in Africa occidentale, ha dichiarato: “In Ciad il tasso di malnutrizione ha già superato la soglia di emergenza del 15% e le richieste di ricovero nei nostri centri è aumentata vertiginosamente. Più di 2.000 bambini gravemente malnutriti sono stati accolti a Kanem lo scorso mese, abbiamo quindi aumentato il numero di operatori sul campo e aggiornato i programmi di intervento, ma non potremo fare molto se non arrivano nuovi fondi”.

In Mauritania, Oxfam ha l’obiettivo di raggiungere almeno 70.000 persone che hanno disperatamente bisogno di cibo e acqua pulita. Tuttavia, con un ammanco nei fondi superiore a 1.3 milioni di dollari sarà in grado di raggiungerne solo la metà.

Steve Cockburn, Regional Policy Manager per Oxfam in Africa Occidentale ha detto: “Non c’è dubbio che le famiglie in Africa occidentale stanno per entrare in un periodo critico; abbiamo già visto donne che cercano chicchi di cereali  nei formicai per sopravvivere. Siamo pronti a portare assistenza a milioni di persone, ma il tempo sta per scadere per mettere in atto i programmi prima che la crisi raggiunga l’apice, e abbiamo urgentemente bisogno di fondi. Spingiamo le Nazioni Unite a organizzare il prima possibile una conferenza dei donatori per assicurare che 15 milioni di persone che rischiano la fame non siano privati dell’assistenza di cui hanno così disperatamente bisogno”.

In Niger, Save the Children è riuscita a dare aiuti in denaro solamente a 1 su 10 delle famiglie che ha in programma  di raggiungere. “Assistiamo a un aumento del numero dei bambini malnutriti che hanno bisogno di un trattamento. Se non potremo intensificare i nostri programmi, continuerà così”, ha detto Jeremy Stoner, Direttore di Save the Children per l’Africa Occidentale. “Se agiamo presto possiamo salvare migliaia di vite. Sapevamo da mesi che si stava preparando una crisi alimentare nel Sahel, ma senza fondi c’è poco da fare.  Combattere la malnutrizione  dovrebbe essere una priorità nell’agenda dei leader del G8 quando si incontreranno negli Stati Uniti il prossimo mese”.

Chris Palusky, Response Manager per World Vision, ha detto: “Siamo in un momento cruciale per salvare la vita di bambini che soffrono fame e malnutrizione. Stiamo già vedendo gente prendere misure estreme per far fronte alla crisi. Alcune famiglie si nutrono di foglie di piante selvatiche, altre riescono ad assicurare ai loro figli solo un pasto al giorno. Dobbiamo agire ora, possiamo prevenire ancora la fase in cui i più vulnerabili  moriranno di fame e malnutrizione”. In Niger la mancanza di fondi ha impedito a World Vision di raggiungere più di 15.000 bambini malnutriti con un progetto sulla nutrizione che può consentire di salvar loro la vita e 22.000 persone che necessitano di acqua pulita. “Si tratta di una situazione disperata” ha aggiunto Palusky. “Abbiamo visto come i nostri progetti di soccorso e riabilitazione possano aiutare a salvare vite e proteggere le comunità dalle emergenze future quando i fondi sono disponibili” ha aggiunto Chris Palusky.

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