Balkan Florence Express – mercoledì 28 novembre

25 Novembre 2012

Mercoledì 28 Novembre

Not a car wash

16:00 NOT A CARWASH / S’ËSHTË LAVAZH
di Gentian Koçi, Albania, 2012, 49’ v.o. sott. it./ing.
Alla presenza dell’autore

Gentian Koçi al suo primo documentario parla del valore sociale e creativo del cinema in antitesi alle logiche del business e della politica. L’unica sala cinematografica della capitale Tirana rischia di divenire uno spazio commerciale; studenti, professori, attivisti e amanti del cinema scendono in piazza  per evitarne la chiusura.

In his first documentary, Gentian Koçi talks about the social and creative value of cinema in contrast to the logico f business and politics. In Tirana, the only one movie theater is likely to become a commercial space. Students, professors, activists and movie lovers take to the streets to prevent the closure.


Blokada

17:00 THE BLOKADE / BLOKADA
di Igor Bezinović, Croazia, 2012, 93’ v.o. sott. it./ing.
Alla presenza del produttore Oliver Sertić, Restart

Igor Bezinović documenta la nascita e gli sviluppi della più lunga e significativa protesta avvenuta in Croazia dagli anni ‘70. Nel 2009 gli studenti della Facoltà di scienze umanistiche di Zagabria manifestano contro la privatizzazione del sistema educativo nazionale con il sostegno di parte del corpo docente, ben presto seguiti da numerose altre facoltà.

Igor Bezinović documents the birth and development of the longest and most significant protest that took place in Croatia from the ‘70s. In 2009 the students of the Faculty of Humanities in Zagreb protest against the privatization of the national education system with the support of their professors, soon followed by many other Universities.


A letter to dad

19:30 A LETTER TO DAD / PISMO TATI
di Srdjan Keča, Serbia, 2011, 48’ v.o. sott. it./ing.
Interviene Darko Soković, Dokumentarni Kino Quadrant

Nel tentativo di dare un senso al suicidio del padre, il regista si serve di vecchie foto, video e lettere per ricostruire la storia della propria famiglia. Un’indagine dolorosa che sarà solo il punto di partenza per gettare lo sguardo su un contesto più ampio, drammaticamente attraversato dalle atrocità della guerra.

In an attempt to make a sense of the suicide of his father, the director uses old photos, videos and letters to reconstruct the history of your family. A painful survey will be the starting point to cast a glace on a wider context, dramatically through by the atrocities of war.

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Amnesty

20:35 AMNESTY
di Bujar Alimani, Albania, 2011, 83’ v.o. sott. it./ing.
Alla presenza della protagonista Luli Bitri. Interviene Stefano Marcelli (RAI 3)

Elsa e Spetim si incontrano nel carcere dove i rispettivi coniugi sono detenuti. Fra loro nasce un’intensa storia d’amore. La relazione viene però messa in crisi nel momento in cui il governo albanese decide di concedere l’amnistia ai reclusi. Amnesty ha vinto, tra gli altri, il premio C.I.C.A.E. alla Berlinale 2011 e il FIPRESCI al Cineuropa Prize – Lecce EFF 2011.

Elsa and Spetim  meet in prison where their spouses are held. Among them born an intense love story. The relationship, however, is thrown into crisis when the Albianian government decided to grant amnesty to prisoners. Amnesty has won, among others, the prize C.I.C.A.E. at the Berlinale 2011 and the FIPRESCI Prize at Cineuropa- Lecce EFF 2011.

Josef

22:10 JOSEF
di Stanislav Tomić, Croazia, 2011, 90’ v.o. sott. it./ing.
Intervengono Mladen Burić, Croatian State Archive e Carlotta Fonzi Kliemann, docente di Film studies alla Syracuse University Firenze

Dopo la disfatta dell’esercito austroungarico in Galizia un soldato croato ruba la piastrina di un caduto assumendone l’identità. La piastrina, su cui è inciso un nome: Josef, passa di mano in mano lungo il fronte orientale, passando dall’uno all’altro esercito. Il film prende spunto dalle voci sull’incerto passato di Tito, le cui origini rimangono ancora velate di mistero.

After the defeat of the Austro-Hungarian in Galizia a Croatian soldier steals the plate assuming the identity of a victim. The plate, in which is engraved a name Josef passes from hand to hand along the eastern front, passing from one to another army. The movie is inspired by the voices on the uncertain Tito past, whose origins are still veiled in mystery.

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