Toe town, Richard e la sua famiglia al campo per rifugiati ivoriani. Credits:OxfamGB

Rifugiati ivoriani in Liberia

Riportiamo la testimonianza audio di Caroline Gluck, la portavoce di Oxfam in Liberia, in visita ai rifugiati ivoriani:

Caroline racconta la sua esperienza all’ospedale di Wedger, dove sono state curate più di 15 persone ferite da armi da fuoco durante gli scontri con i ribelli. Tra le persone ricoverate c’è Simon Tay, un  contadino di 29 anni scappato dal villaggio di Tillelepleur. “Simon è arrivato all’ospedale, dove è ricoverato da due settimane, dopo 5 giorni di fuga verso la Liberia. Il ragazzo ha perso due dita e teme di non poter più ritornare a lavorare nei campi. Simon è anche molto preoccupato per la sorte della sorella, caduta a terra dopo che una pallottola l’ha colpita quando si trovava con lui nella loro casa”. Caroline racconta di donne che hanno partorito nella foresta durante la fuga e di altre arrivate all’ospedale con gravi anemie. “Nell’ospedale ci sono anche tanti bambini fuggiti dalla Costa d’Avorio già in condizione di grave malnutrizione, la cui salute ha risentito pesantemente della durezza del viaggio. Tra loro c’è una bimba di un anno e dieci mesi che pesa solo 5 kg, quando il suo peso normale dovrebbe essere di 10-15 kg”. Queste sono solo alcune delle storie raccolte da Caroline tra le vittime della crisi. Nella galleria fotografica, trovi testimonianza dell’intervento di Oxfam per aiutare i rifugiati.