I profughi ivoriani si riversano ai confini con la Liberia. Credits: Oxfam GB

Monrovia, Liberia

Abidjan – Portare in salvo gli ivoriani in fuga prima che arrivi la stagione delle piogge. E’ l’appello di Oxfam affinché gli oltre 100mila rifugiati che vivono nei villaggi lungo il confine con la Liberia possano raggiungere zone più sicure e accessibili nell’entroterra. “Quando arriveranno le piogge”, spiega Caroline Gluck, portavoce di Oxfam in Liberia, “non saremo più in grado di portare aiuti a queste persone perché l’intera area diventerà inaccessibile: abbiamo le ore contate per portarli in salvo”.

La Gluck racconta che “le persone camminano per giorni per attraversare un fiume e raggiungere una zona sicura, mentre i padri portano i figli sulle spalle attraverso le foreste, cibandosi solo di verdure crude”.

Secondo i dati diffusi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), tra febbraio e marzo 2011 il numero dei rifugiati provenienti dalla Costa d’Avorio ha raggiunto quota 73mila. A questi si aggiungono gli oltre 37mila registrati da novembre 2010. Nella sola Abidjan gli sfollati sono circa un milione.

A fronte del rapido deteriorarsi della situazione in Costa d’Avorio, si attendono nuovi flussi di rifugiati in Liberia, che rischiano di aggravare le già precarie condizioni dei circa 100mila rifugiati (dati Unicef).

“Si dorme in 35 in una stanza, mancano cibo e rifugi”,  continua la Gluck. Oxfam sta fornendo acqua pulita e cibo per sostenere le comunità liberiane ospitanti che “stanno aiutando generosamente migliaia di persone ma che non potranno continuare a farlo ancora per molto tempo”.