Turkana, Kenya. In fila al punto di distribuzione di cibo di Oxfam. Credits: Oxfam

Pastori di Turkana, Kenya

La siccità che nel 2011 ha colpito il Corno d’Africa è stata la peggiore degli ultimi 60 anni: un insieme di povertà, carestia, aumento dei prezzi dei generi alimentari e guerra che colpisce oltre 13 milioni di persone.

Le Nazioni Unite definiscono una carestia come un “triplo fallimento”: nella produzione di cibo, nella capacità delle persone di accedervi, e infine, in maniera determinante, nella risposta politica da parte dei governi e dei donatori internazionali. Raccolti scarsi e povertà possono rendere le persone vulnerabili alla fame, ma una carestia è il frutto di un fallimento politico.
Oxfam ha risposto alla crisi alimentare del Corno d’Africa intervenendo in Somalia, Etiopia e Kenya con programmi specifici e interventi mirati che dal luglio 2011 al luglio 2012 hanno interessato quasi 3 milioni di persone. Scarica il rapporto completo delle attività (luglio 2011-luglio 2012)

In Somalia, il Paese più duramente colpito dalla crisi alimentare anche a causa di 20 anni di guerra , Oxfam ha portato avanti un vasto programma già avviato rivolto ai bambini denutriti e alle donne incinte, salvando ogni mese 12.000 bambini; ha inoltre dato supporto a 200 mila persone affette da malattie croniche dovute alla siccità e ha garantito su vasta scala la fornitura di acqua, servizi igienico-sanitari e promosso pratiche igieniche.

In Etiopia il governo ha stimato che 4,5 milioni di persone sono state colpite gravemente dalla crisi alimentare. Qui Oxfam è intervenuta in supporto delle comunità pastorali piegate dalla carestia (5.000 nuclei familiari hanno beneficiato del programma “cash for work”) e assieme al partner locale Gayo ha distribuito alimenti ipernutritivi a 1.500 persone delle fasce più vulnerabili della popolazione (bambini, anziani, donne incinte). A 98.000 persone è stato inoltre garantito il rifornimento idrico e ad altre 60.000 della regione confinante con la Somalia sono stati forniti i servizi igienico-sanitari. Oxfam si è impegnata anche in una vasta campagna di vaccini per gli animali, che rappresentano una fonte di sussistenza primaria per gran parte della popolazione.

Il Campo di Dabaab, in Kenya, è il più grande campo di rifugiati del mondo: il numero dei suoi ospiti è cresciuto nel corso del 2011 a causa della carestia che ha forzato molti a migrare dalla Somalia e dall’Etiopia. Oxfam si è assunta la massiccia responsabilità di garantire la totalità del rifornimento idrico e dei servizi igienico-sanitari nelle zone aggiuntive designate dal governo keniota. Oltre al grande lavoro di manutenzione e rifornimento all’interno del campo, Oxfam supporta le comunità che abitano le zone limitrofe, anch’esse colpite dalla carestia ma assai meno considerate dall’attenzione dei media internazionali.

Il Corno d’Africa sta soffrendo e continuerà a soffrire di carestie in maniera cronica. Oxfam e i suoi partner sono pronti per intervenire nuovamente ma sanno bene che anche se carestie come queste non possono essere previste, si trasformano in disastri solo perché un numero sempre maggiore di persone vive in estrema povertà. Il rischio di un disastro è causato dall’ingiustizia e dalla disuguaglianza.