Dietro le Quinte in Qatar

4 Dicembre 2012
Dietro le Quinte in Qatar

Dietro le Quinte

Foto blog: con il team di Oxfam alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima.

Ecco una statistica che fa pensare: ai colloqui sul clima delle Nazioni Unite che hanno avuto luogo a Copenaghen nel 2009, gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione di circa 190 persone. L’Eritrea, invece, poteva permettersi di mandarne solo 8.

Questo rapporto è di circa 25 a 1. Ed è un dato che, in qualche modo, dimostra il forte squilibrio di potere che esiste all’interno dei processi decisionali internazionali. Perché, per quanto tutti i paesi dovrebbero avere lo stesso peso alle Nazioni Unite, la verità è che quelli più ricchi si trovano spesso in una posizione molto più forte e quindi riescono a far sentire meglio la loro voce.

Questo squilibrio di potere è uno dei motivi per cui Oxfam invia spesso una squadra di persone a sostenere i paesi in via di sviluppo in occasione di eventi globali come i negoziati sul clima in corso in Qatar questa settimana. Per darti un’idea di ciò che facciamo quando siamo qui, di seguito ecco alcune foto del nostro team insieme ad alcune descrizioni.


Teddy Kabunda in Qatar al COP18 nel 2012

Teddy Kabunda


Teddy Kabunda, nella foto sopra, trascorre normalmente il suo tempo a coordinare il lavoro umanitario di Oxfam in Zambia. Ma per le due settimane di negoziati sul clima, Teddy sostiene i paesi in via di sviluppo durante i negoziati, facendo pressione per garantire che i diritti dei poveri vengano messi al centro dei negoziati.


Tracy Carty mette il governo Britannico sotto pressione per il pianeta

Tracy Carty

Tracy Carty, nella foto qui a un incontro con il governo britannico, è una consulente sul cambiamento climatico a Oxfam Gran Bretagna. Tracy lavora per Oxfam da tre anni, e in questo periodo ha incontrato regolarmente il governo britannico, aumentando la pressione affinché il Regno Unito riduca le emissioni, e affinché faccia di più per aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Come Tracy stessa dice, “la ragione per cui i politici sono disposti ad ascoltarci è il forte appoggio pubblico che abbiamo da parte dei sostenitori di Oxfam“.


PACJA conferenza durante il COP18 a Qatar

Pan-African Climate Justice Alliance

La foto sopra è stata scattata un paio di giorni fa durante un evento tenutosi dal Pan-African Climate Justice Alliance (PACJA) presso il centro congressi dove i negoziati delle Nazioni Unite sono in corso. La PACJA è una rete di 300 organizzazioni di tutta l’Africa che Oxfam ha contribuito a fondare e con cui ora lavora in collaborazione. Insieme raccogliamo le voci degli africani nei negoziati delle Nazioni Unite.


Aumenta sempre di più l'interesse dei media

Sunita Bose

Il cambiamento climatico è diventato una delle notizie più calde degli ultimi anni. Quindi, insieme a centinaia di giornalisti presenti in Qatar questa settimana, Sunita Bose – addetto stampa per Oxfam – si assicura che le voci delle persone provenienti da alcuni dei paesi più poveri del mondo vengono ascoltate dai media.