Salviamo vite nelle emergenze

Per salvare vite dobbiamo essere in grado di rispondere a tutti i tipi di bisogni.

Salviamo la vita nelle emergenze

Ogni giorno, il nostro staff risponde a circa 30 emergenze nel mondo, ad Haiti, come in Nepal o in Siria. Tra il 2016 e il 2017 abbiamo aiutato 13.5 milioni di persone portando acqua potabile, servizi igienico sanitari, rifugi e assistenza nelle condizioni più difficili.

Quando un’emergenza si verifica siamo pronti a rispondere e farlo immediatamente fa la differenza tra la vita e la morte.

 

Tutto ha inizio nei nostri magazzini nel mondo, da Bicester (Regno Unito) fino a Brisbane (Australia), che contengono migliaia di tonnellate di aiuti – coperte, secchi ma anche cisterne mobili e trivelle – pronti a essere spediti ovunque ve ne sia bisogno.

Abbiamo i mezzi e le competenze per salvare le vite delle persone colpite da uragani o devastate da un terremoto. Ma possiamo farlo solo grazie a te.

AIUTACI A SALVARE QUANTE PIÙ VITE POSSIBILE.

  • Crisi umanitaria nel Bacino del lago Chad: una crisi ignorata ma di enormi proporzioni si sta consumando nella regione del Bacino del Lago Chad, in Africa occidentale. Sette anni di conflitto che hanno coinvolto Boko Haram hanno spinto 2.6 milioni di persone a scappare: dalla Nigeria le violenze si sono propagate in Niger, Chad, Camerun, e 11 persone hanno bisogno di assistenza umanitaria. Solo nel Nord est della Nigeria abbiamo aiutato 350.000 persone: vogliamo arrivare a 500.000.
  • Cuba, Haiti e Repubblica Dominicana: stiamo lavorando per riportare acqua potabile, riattivare i servizi igienici dopo il passaggio dell’uragano Irma e ridare una casa a chi l’ha perduta. L’accesso all’acqua sicura e a rifugi sono la nostra prima priorità. In particolare in Repubblica Dominicana abbiamo garantito acqua e igiene per un mese a circa 6.000 persone, contribuendo così alla riduzione del rischio di diffusione di malattie infettive, in particolare colera (endemico nell’isola dal 2010), dengue e zika (due pericolose virosi trasmesse da zanzare, diffusione dunque facilitata dalla presenza di acqua stagnante e dalle carenze igieniche conseguenti a Irma).
  • Colera in Yemen: oggi circa 17 milioni di yemeniti, il 60% della popolazione, soffre di insicurezza alimentare e malnutrizione a causa della siccità e di un violentissimo conflitto. Oltre a questo, lo Yemen è stato colpito dalla peggior epidemia di colera mai registrata, che si è diffusa in quasi ogni parte del paese. Sono stati riportati più di 849.000 casi e più di 2.100 persone sono morte: moltissimi sono a rischio, indeboliti dalla fame o dagli effetti della guerra. Stiamo portando aiuto nelle zone a Nord e Sud del paese e dal luglio 2015 ha raggiunto 1.4 milioni di persone portando acqua pulita e riparato cisterne e latrine, sostenendo le famiglie più a rischio distribuendo cibo o voucher in denaro. In risposta all’epidemia del colera abbiamo aiutato direttamente 430.000 persone in 4 governatorati in coordinamento con le agenzie internazionali.
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