Emergenza coronavirus: aiuti per l’Italia dal mondo

15 Aprile 2020

La solidarietà non ha confini

La pandemia ha portato la maggior parte del sistema sanitario a un passo dal collasso e minaccia di spingere l’economia italiana, ma anche quella mondiale, in una profonda recessione.

Molti Paesi hanno inviato all’Italia, nel segno della solidarietà e dell’aiuto tra i popoli, personale sanitario e attrezzature per contrastare l’emergenza coronavirus. Russia, Cina, Cuba e molti altri stati hanno inviato personale medico, milioni di mascherine, respiratori e altro materiale sanitario fornendo un importante aiuto nella lotta al coronavirus: grazie.

Pochi giorni fa gli ultimi aiuti, in ordine di tempo, arrivano, per la seconda volta, da Cuba: 38 operatori sanitari, tra epidemiologi, anestesisti, rianimatori, medici di medicina generale e infermieri specializzati in terapia intensiva. Personale con esperienza nelle emergenze sanitarie in vari paesi, alcuni dei quali hanno prestato soccorso contro l’epidemia di Ebola nel 2014 in Africa. Oxfam Italia ringrazia i partecipanti alla missione umanitaria per la loro generosità e abnegazione e il governo cubano per la grande sensibilità dimostrata.

Possiamo vincere questa pandemia solo se lavoreremo insieme, solo se agiremo in tutti i paesi e per tutte le persone: il coronavirus non ha frontiere.

Emergenza coronavirus: l’embargo di Cuba

A Cuba lavoriamo da anni e sosteniamo i piccoli produttori di caffè, soprattutto giovani e donne, fornendo attrezzature e organizzando corsi di formazione per incrementare la produzione di piantine di qualità per vendere il caffè sia nel mercato locale che internazionale.

Oggi, in piena emergenza coronavirus, la corsa alla solidarietà per contrastare insieme la pandemia e salvaguardare quante più vite possibili a livello globale ha subito un arresto proprio a Cuba, dove le norme sul blocco economico, sociale e finanziario imposto dagli Usa impediscono l’arrivo degli aiuti inviati dal fondatore di Alibaba, il magnate cinese Jack Ma.

Il carico di milioni di mascherine, 400 mila reagenti diagnostici e 104 respiratori in partenza il 22 marzo scorso per 24 paesi dell’America Latina e dei Caraibi, non è stato consegnato a causa dell’embargo americano. Nonostante questa ulteriore difficoltà, sono 21 i paesi che stanno ricevendo aiuto da Cuba.
Ci associamo con forza a quanti, in queste ore, stanno chiedendo la sospensione per fini umanitari della legge Helms Burton che dispone, da ormai più di sessant’anni, l’embargo statunitense a Cuba. Un fatto inaccettabile in un contesto nel quale sono necessari gli sforzi di tutte e tutti per fermare la pandemia e salvare le persone contagiate.

Nessuno è al sicuro se non lo sono tutti

La diffusione del coronavirus non conosce confini geografici e non fa distinzioni tra paesi economicamente avanzati, emergenti o in via di sviluppo: ci sono però estreme disuguaglianze nelle capacità dei diversi paesi del mondo di tutelare la vita e la salute dei propri cittadini e di contrastare le drammatiche conseguenze socio-economiche della crisi.

Con la nostra petizione #NONSEISOLO, chiediamo ai leader del G20 un accesso gratuito alle cure sanitarie per tutti.