Filippine. I medici assistono una donna che sta partorendo in uno degli edifici danneggiati a Tacloban. Credits: EPA/Dennis M. Sabangan

Tacloban, un parto d'emergenza

Continua l’emergenza nelle Filippine e per le donne la situazione è particolarmente difficile, infatti durante le situazioni di emergenza umanitaria aumentano le minacce di abusi e violenze contro le donne e le ragazze.

Milioni di persone sono senza casa e le famiglie vengono separate, aumenta  cosi il rischio di sfruttamento e abuso verso le donne.

Secondo le Nazioni Unite, il disastro provocato dal tifone Haiyan ha colpito circa 235.000 donne incinta e 130.000 neomamme. Molti sono stati gli ospedali e  i presidi medici distrutti, aggravando la situazione. Nei nostri sforzi nell’aiutare la popolazione, stiamo concentrandoci sulle persone più vulnerabili in modo da sopperire ai loro bisogni essenziali – quali acqua e servizi sanitari.


Golda Hilario,
che fa parte della squadra di risposta all’emergenza di Oxfam nelle Filippine, ci racconta la storia di due famiglie che ha incontrato a Tacloban alcuni giorni dopo il tifone.
Nella scuola utilizzata come centro di evacuazione incontro Jonalyn Felipe, 21 anni, incinta di 4 mesi del suo primo figlio. Prima del tifone, lei e il marito Rexon avevano una stanza in affitto in una pensione vicina. “Non avrei mai pensato che l’acqua potesse salire così tanto” mi racconta Jonalyn “Siamo dovuti uscire dal tetto per scappare. E’ stata la prima volta che ho vissuto una esperienza simile. I tifoni sono comuni, ma non mi sarei immaginata che una situazione così. Dopo siamo tornati alla pensione, ma non era più possibile viverci. Abbiamo preso le nostre cose e le abbiamo portate qui ad asciugare. Avevamo un disperato bisogno di cibo, acqua e un posto dove stare. Abbiamo pensato di lasciare Tacloban, ma alla fine abbiamo deciso di no, perché anche se sono sopravvissuta al tifone, non so se lo sarei al viaggio.  Prima del tifone ero stata dal dottore. Ho l’asma, e mi hanno prescritto delle medicine tra cui l’acido folico per il bambino.”

Accanto a loro un’altra coppia, Ricardo e Rizalina Villegas, cucinano accanto a una piccola stufa. Ricardo mi offre una scodella di zuppa, datagli da una organizzazione locale. “Siamo tutti affamati. Qui, anche se non ci rimane nulla, condividiamo tutto”. Rizalina aggiunge con tono preoccupato: “Sto ancora allattando, ma il latte è troppo poco. Non so dove prendere il latte per il bambino…i miei figli si stanno ammalando. Hanno l’asma. Dove stiamo è caldo, ma quando piove ci bagniamo tutti.

Spiego a Ricardo che Oxfam è lì per aiutare le persone come loro, e che con i miei colleghi cercheremo di trovare una soluzione per il problema dell’acqua. Ho chiesto loro di poter condividere la loro storia. Hanno acconsentito, ma non vogliono mostrare le foto: hanno parenti a Manila e non vogliono farsi vedere in questo stato.

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