Giornata internazionale della donna: l’impatto della pandemia sulla violenza di genere

5 Marzo 2021
Giornata internazionale della donna: l’impatto della pandemia sulla violenza di genere

Uno sguardo sulla condizione delle donne al tempo del Covid19, attraverso i nostri progetti in Italia e nelle più gravi crisi umanitarie

Quest’anno la Giornata Internazionale della donna, ad un anno dall’inizio della pandemia, ci spinge ad una riflessione su come il Covid 19 abbia influito sulla violenza di genere, peggiorando un fenomeno già dilagante.

Attraverso i progetti di Oxfam, in Italia e all’estero, abbiamo infatti avuto la possibilità di raccogliere dati e testimonianze in prima linea, che ci rimandano ad una generale situazione di peggioramento degli episodi di violenza, soprattutto nelle fasce più vulnerabili della popolazione.

Le testimonianze raccolte tra le donne migranti con il progetto Net Care

Le ultime testimonianze raccolte in Italia attraverso il nostro progetto Net Care mostrano le difficoltà di questi mesi vissute dalle donne migranti e rifugiate che sono state vittime di episodi di violenza. Un notevole passo indietro rispetto ad 1 anno fa.

Il fenomeno della violenza sessuale e di genere assume molte forme ed attraversa la vita delle donne migranti e rifugiate secondo esperienze diverse che lasciano dei segni profondi nelle loro vite.

Le violenze diventano molto spesso traumi psico-fisici e sono legati alla propria storia familiare, ma soprattutto al contesto sociale ed economico del Paese di origine, e possono continuare anche in Italia, come nel resto dell’Europa, per il permanere di condizioni di vulnerabilità soprattutto per le donne ed i minori migranti e rifugiati e per la scarsa capacità degli Stati di identificare le vittime e di proteggerle.

“Adesso ho veramente paura, non riesco a riparare il debito e non voglio tornare a prostituirmi. Ho perso il mio lavoro e tutta la disoccupazione va alla “madame” che mi chiede ancora più soldi e io non so come sopravvivere”, ha raccontato ai nostri operatori una giovane orriginaria dall’Africa sub-sahariana.

L’aumento esponenziale della violenza di genere nei Territori Occupati Palestinesi

Come il Covid 19, nemmeno l’aumento di casi di violenza contro le donne durante gli scorsi mesi ha conosciuto confini. Una recente ricerca condotta  nei Territori  Occupati Palestinesi-  dove siamo al lavoro per la tutela dei diritti delle donne con il progetto Naseej –  rivela infatti che ad esempio un cosistentente aumento dei casi di violenza sulle donne nel corso del 2020 ad esempio Gerusalemme Est, a Gerico, nella Valle del Giordano ad Hebron.

Una situazione aggravata dalla diminuzione delle capacità di intervento dei servizi e centri di supporto per le donne a causa delle restrizioni legate al Covid19.

L’impegno di Oxfam a fianco delle donne irachene, assieme alle associazioni che si battono per i loro diritti

Una situazione non meno grave si è verificata anche in un altro paese estremamente fragile,come l’Iraq, dove l’impatto della pandemia ha colpito in primo luogo donne e ragazze delle comunità più povere e vunerabili.  Qui alcune delle organizzazioni che si battono per la difesa dei  diritti delle donne, sostenute da Oxfam, implementeranno nelle prossime settimane delle attività per affrontare le ripercussioni della pandemia COVID-19 sulla violenza di genere. Nel governatorato di Anbar,  ad esempio, lavoreranno per sensibilizzare sulla prevenzione del Covid 19 e sugli effetti della pandemia sulle donne, assicurandosi in particolare che il personale che lavora nella gestione dei casi relativi a episodi di violenza sia consapevole e formato sulla gestione dell’aumento del rischio durante la pandemia.

IOWAF, un’organizzazione attiva dal 2005 nel paese, distribuirà anche a donne e a ragazze 56 “kit dignità”, che includeranno articoli per l’igiene per affrontare il virus.

Un lavoro fondamentale, realizzato in Italia come all’estero, che coinvolge decine di organizzazioni per la difesa dei diritti delle donne e altri loro partner in loco tra associazioni, università, gruppi informali di donne, centri di ascolto e servizi socio-sanitari, determinando un importante effetto moltiplicatore dell’azione di prevenzione e contrasto delle violenze di genere.