31 Agosto 2022

Dall’Ucraina alla Romania, in cerca di nuova “normalità”

 

Sono trascorsi sei mesi dall’inizio del conflitto in Ucraina, ma la situazione nei paesi confinanti, dove si è rifugiata la maggioranza dei profughi che hanno lasciato il Paese, è ancora drammatica.

Si tratta in gran parte di donne e minori, che necessitano di sostegno psicologico, protezione e tutela dal rischio di tratta e sfruttamento. Un aiuto, per riprendere una vita che abbia una parvenza di normalità, seppur lontano da casa, spesso dal resto della propria famiglia rimasta intrappolata in un Paese dilaniato dalla guerra.

Per questo Oxfam,  assieme a decine di partner, ha già soccorso 700 mila persone  in Romania, Moldavia, Polonia e all’interno dell’Ucraina, e sta continuando il proprio intervento di pari passo con la crescita dei bisogni, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di rifugiati.

In fuga da Odessa e Mykolaiv

Katerina e Nadija sono due mamme che hanno trovato un aiuto concreto da parte di due associazioni partner di Oxfam in Romania. Un paese che al momento ospita oltre 83 mila profughi ucraini, sul milione e mezzo che è transitato da qui dall’inizio del conflitto. Questa è la loro testimonianza.

Siamo arrivati all’inizio di marzo. Dopo la prima settimana di guerra, abbiamo deciso di fuggire e di fermarci qui. Abbiamo viaggiato con mio padre, che ha più di 60 anni. Mio marito, i suoi genitori, mio fratello sono ancora in Ucraina. Mio marito ci chiama ogni giorno. E’ terribile pensare che loro siano ancora lì, e ogni volta che chiamo non so se mi risponderanno, se staranno bene. Ci penso ogni giorno. E’ difficile parlare di questa situazione”, racconta  Katerina.

Katerina e i suoi figli fuggiti dall'Ucraina in Romania
Katerina, 34 anni, insieme al figlio Miron, 2 anni e alla figlia Daria di 8, nel cortile della Bronx People Association. Foto: Ioana Moldovan/Oxfam

Katerina e i figli  oggi partecipano alle attività del nostro partner BRONX. Un centro nato come orfanatrofio per bambini rumeni, che sostiene i rifugiati ucraini offrendo corsi di lingua, sport e molto altro.

“Qui ci troviamo bene, le persone sono molto carine e disponibili. I nostri bambini hanno già trovato dei nuovi  amici. Hanno la possibilità di praticare judo, partecipare a corsi di cucina e pittura. A loro piace molto. Il corso di cucina è molto interessante, perché possiamo cucinare i nostri piatti tradizionali, come il borsht, e possiamo assaggiare piatti rumeni, noi prepariamo i nostri per loro e viceversa”, aggiunge Katerina.

Anche per Nadiia e le sue figlie, dopo la paura e la fuga dall’orrore della guerra, sta rinascendo una tenue speranza, grazie all’incontro con il nostro partner eLiberare.  Un ‘associazione che si batte contro il traffico di esseri umani, fornendo ai rifugiati ucraini servizi e informazioni, perché possano viaggiare in sicurezza o offrendo loro tutela e protezione da abusi, qualora vogliano restare in Romania e trovare lavoro.

“Sono venuta qui con le mie figlie. Siamo arrivate in autobus, a marzo. Eravamo confuse, per due settimane quando eravamo ancora a Mykolaiv, abbiamo vissuto in cantina. racconta Nadiia – Ci stanno aiutando molto, dandoci informazioni preziose. Se decidessimo di lasciare la Romania, potremmo avere informazioni su dove andare e come fare. Non abbiamo nemmeno il passaporto. Durante il primo incontro ci hanno fornito vouchers, uno zaino, una powerbank, e tutto il necessario per viaggiare”.

Storie di rifugiati: Nadiia e le sue figlie fuggite dall'Ucraina in Romania
Nadiia, 36 anni, con le due figlie Anastasija, 3 anni, e Melisa, 17, di Mykolaiv, in Ucraina, dopo il primo incontro con il personale di eLiberare. Foto: Ioana Moldovan/Oxfam

Si può sostenere la nostra risposta QUI

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