8 Marzo 2021

Iraq, dopo la guerra 700 mila casi di Covid e quasi 2 milioni di persone senz’acqua

 

L'Iraq: un paese da ricostruire mentre l'acqua manca, e il Coronavirus serpeggia fra le strade

L’Iraq: un paese da ricostruire mentre l’acqua manca e il Coronavirus sta stremando la popolazione

Ad oggi in Iraq sono stati segnalati quasi 700 mila casi di Covid-19 e oltre 13.200 vittime, un numero enorme, che si somma agli effetti devastanti che la guerra contro l’ISIS negli ultimi anni ha provocato nel paese. Dopo la fine del conflitto, infatti, milioni di persone hanno fatto ritorno alle proprie case, ma per loro, come per chi vive nei campi profughi, la situazione è disperata: mancanza di acqua, elettricità, di un riparo sicuro, di servizi di base, protezione e opportunità di lavoro rende la vita quasi impossibile, esponendo tutti al rischio di contagio da Coronavirus. Basti pensare che al 31 dicembre 2020 gli sfollati interni erano ancora 1.2 milioni e 4.1 milioni di persone, di cui 2.6 milioni di bambini dipendevano dagli aiuti umanitari per sopravvivere. Una situazione disperata in cui 1,8 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e a servizi igienici sicuri, di cui la metà sono donne e il 38% bambini.

Colpito dalla crisi dei prezzi del petrolio e dalle restrizioni alle attività economiche imposte dal lockdown, l’Iraq si trova oggi ad affrontare una difficile crisi economica, con un impatto estremamente negativo sui livelli occupazionali. Il paese inoltre, pesantemente dipendente dagli introiti legati al petrolio, ha subito enormi perdite causate dalla diminuzione del prezzo del greggio.  Secondo la Banca Mondiale, oltre il 40% della popolazione è a rischio povertà, mentre la disoccupazione nel paese è aumentata di oltre il 10%, colpendo soprattutto le donne. Oltre 4 milioni di persone sopravvivono solo grazie agli aiuti umanitari, compresi quasi 2 milioni di bambini.

Il nostro impegno per contenere il contagio

Oxfam lavora in Iraq con l’obiettivo di aiutare nella ricostruzione del paese e fornire un aiuto concreto alle comunità più vulnerabili. Con lo scoppio della pandemia, Oxfam ha intensificato la distribuzione di acqua pulita e kit igienico-sanitari per prevenire la diffusione del contagio nei campi profughi che ospitano centinaia di migliaia di famiglie. ha ripristinato le infrastrutture idriche e igienico-sanitarie essenziali per gli ospedali; ha messo in campo campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione sulla salute pubblica in collaborazione con le autorità sanitarie locali; ha formato operatori sanitari e fornito assistenza in denaro alle famiglie vulnerabili per l’acquisto di cibo e beni di prima necessità, raggiungendo oltre 300 mila persone nell’ultimo anno.

Grazie alla campagna Dona acqua, salva una vita, Oxfam rafforzerà inoltre le proprie attività a tutela delle donne, che, assieme ai loro figli, sono le prime vittime di un’emergenza di cui ancora non si intravede la fine. Garantirà quindi il proprio supporto a nove organizzazioni irachene che lavorano nella tutela e protezione delle donne, con l’obiettivo di offrire loro un presente e un futuro dignitosi.

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