La contea di Garissa, nel nord‑est del Kenya, è un’area caratterizzata da vasti paesaggi desertici e semi desertici. Qui il cambiamento climatico non è una previsione futura, ma una realtà quotidiana fatta di siccità prolungate, piogge intense e improvvise che isolano intere comunità e spazzano via i mezzi di sussistenza, peggiorando l’instabilità economica.
Le comunità di questa regione si sono affidate per lungo tempo alla pastorizia, organizzata secondo norme culturali profondamente radicate, che spesso relegano le donne alla sfera privata.
In un luogo in cui i mezzi di sostentamento dipendono da condizioni climatiche difficili, i mercati sono instabili e le opportunità per le donne limitate, un gruppo di donne ha trovato il modo di trasformare le proprie vite e le proprie comunità.

SUPERARE I MODELLI TRADIZIONALI, SENZA PERDERE LE COMPETENZE LOCALI
Nelle aree prevalentemente aride come quelle della contea di Garissa, le persone hanno vissuto alcune delle siccità più gravi degli ultimi anni, perdendo i mezzi e le risorse da cui dipendevano per vivere.
Grazie al sostegno finanziario dalla Danish International Development Agency (DANIDA), Oxfam insieme ai suoi partner locali, sta fornendo alle comunità strumenti concreti per fronteggiare la crisi climatica e superare le disuguaglianze di genere.
La chiave è andare oltre i modelli tradizionali di sostentamento, senza però abbandonare le competenze locali.
“Uno dei progetti che stiamo promuovendo qui punta a costruire resilienza, a rendere la pastorizia più sostenibile e commercializzata, ma allo stesso tempo creare fonti di reddito alternative, soprattutto per le donne” spiega Joseph Odongo, operatore di Oxfam.
È da questa visione che nasce il sostegno a cooperative femminili per favorire l’empowerment economico delle donne.
“Forniamo grants per acquistare macchine da cucire e investiamo nella formazione”, aggiunge Odongo, “insegnando come realizzare il tie-dye, lavorare l’artigianato, cucire e produrre capi di abbigliamento”.

RIDEFINIRE CIO’ CHE È POSSIBILE – La storia di Siyadha
Siyadha Hussein, nata e cresciuta a Modogashe, in un periodo in cui alle ragazze veniva raramente data la possibilità di andare a scuola e le opportunità di guadagno per le donne sembravano lontane, quasi irraggiungibili.
“Ora le cose sono cambiate”,
racconta.
Oggi, a 32 anni, Siyadha, vedova e madre di una bambina, è alla guida della Modogashe Women Milk Group, una cooperativa lattiero-casearia nata nel 2024 e gestita interamente da donne.
La cooperativa è nata da un’idea semplice, radicata in un bisogno condiviso: trovare stabilità in un luogo in cui tutto può crollare da un giorno all’altro.
Grazie alla formazione e al sostegno ricevuti dalla Pastoralists Girls Initiative e da Oxfam la cooperativa ha iniziato non solo a vendere latte fresco, ma anche a trasformare l’eccedenza in yogurt e maziwa mala (latte fermentato tradizionale), creando valore aggiunto.

La cooperativa è diventata anche un sistema di risparmio e sostegno reciproco. Per la prima volta, Siyadha ha aperto un conto bancario.
“Ogni giorno mettiamo da parte una piccola somma che resta nel fondo del gruppo per far fronte alle emergenze o per investire di nuovo”.
Con i profitti, Siyadha otto mesi fa è riuscita ad aprire anche un piccolo hotel nel mercato di Modogashe che oggi rappresenta una fonte di guadagno. È uno spazio che gestisce con silenzioso orgoglio, simbolo del lungo cammino percorso.

Ora, lo sguardo è rivolto al futuro, oltre i confini locali.
“Il nostro sogno è espandere la produzione e raggiungere mercati che vadano oltre quello locale”.
Oggi le donne di Modogashe lavorano, guadagnano e si prendono cura delle loro famiglie insieme ai loro mariti. La cooperativa non ha soltanto rafforzato la resilienza finanziaria delle donne e delle comunità, ma ha anche ridefinito ciò che è possibile.
DARE FORMA AL CAMBIAMENTO CON AGO E TESSUTI
A Masalani, nella contea di Garissa, altri due gruppi di donne stanno ridisegnando il proprio futuro con ago, filo e colori. Le loro storie sono iniziate in stanze piccole e all’ombra degli alberi, dove, per la prima volta, hanno condiviso le loro idee e hanno capito che anche loro, con le loro mani, potevano costruire qualcosa.

Per le donne del Development Girls Group il cambiamento è iniziato nel 2022.
“Prima di iniziare questo progetto passavamo tutto il tempo in casa”, racconta Nasra Shafey presidente del gruppo. “Non avevamo alcuna alfabetizzazione finanziaria.”
Molte di loro erano casalinghe senza reddito, senza risparmi e senza alcuna formazione professionale. Oggi, grazie alla formazione e agli strumenti ricevuti, il gruppo ha avviato un’attività di sartoria producendo abiti tradizionali attraverso tecniche di tie-dye.
“Prima dovevamo andare fino a Garissa o Daadab per comprare i vestiti ed era costoso”, spiega Nasra. “Ora li realizziamo noi”.
Le donne del DGG hanno anche creato un sistema di risparmio collettivo con il quale contribuiscono a un fondo sociale per aiutare i membri della comunità in difficoltà.
“Un gruppo è più forte di una persona sola”,
dice Nasra.

SOGNARE OLTRE I LIMITI
Poco distante, nel villaggio di Gumerei, l’Alliance One Youth Group riunisce 25 giovani donne guidate dalla loro presidente Nasra Abdi. Anche qui, tutto parte dalla formazione: educazione finanziaria ma anche competenze pratiche come sartoria, produzione di shampoo e incenso.
Con i grants ricevuti, il gruppo ha acquistato macchine per cucire, ora utilizzate per produrre abiti accessibili alla comunità. Oltre alla sartoria il gruppo vende miele, ghee e prodotti artigianali, diversificando così le entrate.
I limiti culturali e tradizionali non mancano.
“Le norme culturali sono una delle sfide più grandi”, spiega Nasra. “A volte alcune ragazze non possono partecipare alle riunioni perché i mariti non lo permettono”.
Ma il gruppo continua ad andare avanti, sognando nuovi progetti, come l’acquisto di un veicolo per il trasporto dei prodotti.

IL CAMBIAMENTO ARRIVA A POCO A POCO
Queste storie dimostrano che quando le donne hanno accesso a risorse, competenze e spazi di decisione, il cambiamento diventa possibile.
La forza collettiva delle donne che lavorano insieme è trasformativa: dà loro il coraggio di immaginare di più per sé stesse, per le loro famiglie e per le loro comunità. Le loro storie — fatte di nuove competenze, nuove entrate e nuove identità — dimostrano che il cambiamento non arriva tutto in una volta. Inizia silenziosamente, nelle stanze in cui le donne si riuniscono, si insegnano a vicenda e decidono di riscrivere il proprio futuro.
L’empowerment economico delle donne è una leva potente contro la violenza di genere e la povertà, soprattutto in contesti così vulnerabili. Per questo continuare ad investire nelle competenze femminili è più che mai necessario.
Con il TUO sostegno possiamo continuare ad accompagnare donne come Siyadha, Nasra Shafey e Nasra Abdi nel loro cammino verso autonomia, dignità e resilienza. Aiutaci a farlo, DONA ORA!







