La mia più grande paura è che Oxfam smetta di portarci l’acqua

17 Febbraio 2016
La mia più grande paura è che Oxfam smetta di portarci l’acqua

Buho

Buho Asowe Eye vive in un insediamento nei pressi del campo di sfollati di Hariso, nella regione di Siti, in Etiopia. Il paese è attraversato da una gravissima siccità, conseguenza dell’evento meterologico El Nino, che ha effetti drammatici sulla popolazione, dipendente per più dell’80% dall’agricoltura per la propria sussistenza.


Ogni giorno milioni di persone in alcune regioni del nord, dell’est e del sud (Afar, Somali, Oromia), sono costrette ad affrontare giorni di cammino per trovare l’acqua per sè e per i propri animali.


“L’acqua si ritira sempre di più quando tentiamo di scavare nuovi pozzi. Solo Allah sa quando tornerà. Abbiamo paura che questo non succeda. Viviamo grazie all’acqua, gli animali su cui basiamo la nostra vita vivono grazie all’acqua. Avevo 200 capi di bestiame, tra capre e pecore, e 10 cammelli. Mi davano il latte, e le vendevo al mercato. Con quello che guadagnavo compravo lo zucchero, il sale, i vestiti. Ora gli animali sono quasi tutti morti. Mi restano solo dieci capre e pecore e un cammello. Senz’acqua, non siamo nulla. La mia più grande paura è che le autobotti di Oxfam smettano di portarci l’acqua. Se siamo vivi oggi, è grazie all’acqua che ci da Oxfam.”


Oxfam sta aiutando circa 160mila persone in tre diverse aree del paese – Afar, Somali, Oromia – trasportando acqua, riparando pozzi e fornendo ai piccoli allevatori mangimi per gli animali. Nel 2016 l’obiettivo è raggiungere 777mila persone ma, affinché tutto ciò sia possibile, sono necessari altri 25 milioni di dollari.

Dobbiamo intervenire immediatamente, prima che sia troppo tardi.
Aiutaci a salvare vite. Aiutaci a sfidare la fame.

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