La lista grigia dei Paradisi fiscali

28 Novembre 2017
I paradisi fiscali privano tutti di risorse

I paradisi fiscali ci deprivano di risorse e servizi pubblici

I paesi in lista

La prossima settimana l’Unione Europea pubblicherà una lista nera dei paradisi fiscali: ma per essere credibile ed efficace dovrebbe includere almeno 35 paesi extra Ue, oltre che 4 stati membri come Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Malta. La proposta nel nostro nuovo rapporto La lista nera sfumata di grigio.

Perché parliamo di lista grigia?

Negli ultimi mesi l’Unione Europea ha analizzato 92 paesi e giurisdizioni extraeuropee sulla base di una serie di criteri che includono la trasparenza fiscale e l’esistenza di regimi fiscali che favoriscono il trasferimento di profitti su larga scala.

Ma questi stessi criteri non sono stati applicati agli stati membri, con il risultato che alcuni tra i principali paradisi fiscali non compariranno nell’elenco.

 Il processo ufficiale di inserimento nella lista avviene nella più totale segretezza, lasciando i cittadini all’oscuro di tutto e permettendo ai paesi-paradisi di sfruttare il proprio potere d’influenza politica ed economica.

Il rischio è quindi quello di ritrovarsi ad avere a che fare con un documento tanto vuoto, quanto inutile ai fini della risoluzione di un problema così grave.

Nel nostro rapporto La lista nera sfumata di grigio abbiamo usato quegli stessi criteri per analizzare i 28 paesi Ue, oltre i 92 presi in esame, arrivando alle conclusioni che Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Malta dovrebbero essere inclusi nella lista; mentre tra i 92 messi sotto esame, almeno 35 possono essere considerati paradisi fiscali.

Le nostre raccomandazioni

  •  L’Unione europea deve potenziare i propri criteri di blacklisting includendovi tutte le pratiche fiscali dannose ed estendere l’analisi anche ai propri Stati membri.
  • L’Unione Europea deve anteporre gli interessi dei cittadini a quelli dei paradisi fiscali e delle grandi corporation, se intende avviare un processo virtuoso di correzione del sempre più insostenibile divario tra ricchi e poveri del nostro tempo.
  • Servono sanzioni rapide, efficaci e concrete per quei paradisi iscritti nella lista nera. Solo così potremo assicurarci che a quei paradisi lo siano anche di fatto.